D’Alema e il virus di Rignano

Massimo D’Alema ha collezionato colpe politiche non trascurabili, soprattutto a cavallo tra anni Novanta e Duemila. Non ha mai fatto della simpatia un suo cavallo di battaglia. E non è mai stato esattamente un procacciatore di consensi […]

(di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – Massimo D’Alema ha collezionato colpe politiche non trascurabili, soprattutto a cavallo tra anni Novanta e Duemila. Non ha mai fatto della simpatia un suo cavallo di battaglia. E non è mai stato esattamente un procacciatore di consensi. Peccato, perché trent’anni fa sembrava il più bravo, o uno dei più bravi, tra gli ex dirigenti ex Pci. È però innegabile come, da qualche anno a questa parte, D’Alema stia dimostrando come le nuove generazioni politiche siano spesso così evanescenti e improponibili da indurre per contrasto l’elettore medio a rivalutare benevolmente non poca parte del “vecchio” entourage. È giusto il caso di D’Alema, che paragonato ai Renzi e derivati vale come minimo Churchill. “Ci vuol poco”, direte voi, “tutti sono più bravi di Renzi”. Eh no: ci vuol poco adesso, ma non negli anni d’oro del renzismo, quando se anche solo osavi criticare la Diversamente Lince di Rignano gridavano all’eresia. Lo sanno bene questo giornale e molti lettori, lo sa bene D’Alema. Il quale, pochi giorni fa, durante il brindisi di fine anno via Zoom con i colleghi (o compagni, se si può ancora dire) di Articolo 21, ha pronunciato queste parole: “La principale ragione per andarcene era una malattia terribile che è guarita da sola”. Ovviamente la malattia è il renzismo. Secondo D’Alema il Pd è guarito, quindi può rientrare nella “Ditta” insieme a Bersani, Speranza e compagnia cantante. Magari fosse vero, magari fosse così facile. D’Alema sa di tratteggiare una realtà molto edulcorata. Certo che il renzismo è una “malattia”. Forse la peggiore malattia della politica italiana degli ultimi anni dopo il berlusconismo, di cui peraltro è una variante persino più vacua e subdola. Nulla è politicamente peggiore di Renzi: neanche Salvini, neanche Meloni. Ed è sempre stato così. Ma la malattia non “è guarita da sola”, perché nel Pd c’è ancora. E D’Alema, che tutto è fuorché scemo o sprovveduto, lo sa benissimo. Lo dimostrano anche solo le reazioni violente alle parole di D’Alema non solo di quel che resta di Renzi e dei Rosato, ma – più ancora – di chi è ancora dentro il Pd: i Marcucci, i Sensi. Lo stesso Letta, di sicuro non accusabile di renzismo, ha reagito con un certo imbarazzo democristiano alle parole di D’Alema: un po’ per carattere, un po’ per calcolo politico, un po’ perché sa di dover tenere a bada troppi renziani dentro al partito. Il Pd è guarito dalla malattia mefitica del renzismo se si pensa ai Provenzano e ai Boccia, e ce ne sono di belle persone in quel partito, ma i renziani sono ovunque in Parlamento e restano sempre troppi a livello comunale, provinciale e regionale (la Toscana è il caso più drammatico). Il Pd è oltremodo migliorato rispetto all’orrore degli anni 2014/2018, ma solo perché peggiorare rispetto a quel periodo era francamente impossibile. E allora perché D’Alema ha accelerato, almeno a parole, il processo (per molti naturale) del ritorno in “Ditta” della costola giustamente malmostosa di Articolo 1? Verosimilmente perché sa che, qualora lui e Bersani (che non credo ne abbia granché voglia) rientrassero, i Marcucci e i Lotti eccetera avrebbero meno peso. E dunque verrebbero ridotti in minoranza, meglio ancora indotti a cambiare aria e partito (da Calenda, per dire, starebbero da Dio. Ma pure da Toti o direttamente Silvio). Ci può stare. Resta però il fatto che la battaglia per creare quel “campo progressista” di cui parla Bersani, sarà ancora lunga. Anzi lunghissima. Per le resistenze anzitutto di parte del Pd e M5S, ovvero dei due maggiori contraenti. Toccherà penare parecchio, inutile farsi illusioni.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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15 replies

  1. Ma cosa dice ?! Racconta una favola e la fa passare per verità . Come giunse Renzi in vetta al pd e come mai ? Ve lo trasportarono gli alieni ?Quel partito era già un ritrovo di arrivisti elittari ed opportunisti venduti anima e corpo liberismo. Flirtavano con il cavaliere e adoravano Di Bendetti al quale riservano trattamenti con i guanti bianchi. Mai una legge contro il conflitto d’interessi nè che toccasse quelli degli Agnelli ma in compenso nel loro vivaio crescevano i De Luca. Scanzi ma vai tricchettare altrove !

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    • Dai Angelina, intelligente e acuta come sei, non vorrai credere alla favola del “PD guarito dalla malattia renziana”!
      Detta poi dal re degli inciucioni (in bicamerale matrimoniale con B.)!!
      A me ricorda tanto il Casini sincero progressista quando si candidò nel PD a Bologna!!
      La verità è che a questi la poltrona traballa da sotto le terga, visto il taglio dei parlamentari e le soglie di sbarramento, ed hanno tirato per la giacchetta il redivivo Baffino d’Acciaio, che è l’unico di peso in grado di convincere il PD a riprenderseli! 😆

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      • Ma no, io vado a sentimento.
        E il mio sentimento è stato di puro godimento: primo baffetto l’ha buttata là per stanare un po’ di serpi e infatti le ha stanate. E un po’ di bambacioni che cercano la pacificazione (o la serenità. Secondo, come ben sai la poltrona non ce l’ha, ma se la rivuole se la riprende tranquillamente (esattamente come Casini, però senza l’onta di csmbiare lato nell’emiciclo).
        Poi, dovresti almeno essergli grato perché se aspettiamo che le acque le smuovano letta e conte stiamo freschi.
        Infine: la parola malattia non mi è piaciuta, avrei preferito cancrena!

        P.s. Per la prima volta potrei votarlo!

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  2. Caro Andrea di tutto ciò che hai detto l’unica verità è che l’annata del vino gli è andata male e il vento non tira più come prima e le vele sono sgonfie…. c’è bonaccia.
    E’ solo un tentativo per baffino di rientrare…
    Le attività economiche/ludiche vanno sempre differenziate,si sa mai che qualcuna vada male!

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  3. Anche perché al cosiddetto “campo progressista” (se così si vuol chiamare la Sinistra del prossimo futuro) bisogna ancora dare forma e sostanza.
    E non sarà facile, perché la strabordanza di mentalità destroide che ha occupato le coscienze del mondo intero dopo la grande vittoria del capitalismo e del “mercato” sulle idee socialiste di società, è ancora al goloppo.
    E purtroppo non credo sia un D’Alema e un suo ritorno dall’Aventino a poter determinare ​svolte a questo corso di cose. Anche se rientrasse in un PD risanato dalla terribile pandemia del berluscorenzismo.
    Per questi germi siamo ancora lontani dal trovare un vaccino.
    Però vediamoci.
    Bravo Scanzi nella sua analisi.

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  4. Scanzi dimentica una cosa semplice semplice : prima di renzi il PD era tale e quale a dopo, anzi renzi piaceva prof perché si scagliava contro dalema, uno che i voti li toglie non li porta

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  5. D’Alema, Bersani ” de sinistra” ? Ecco una bella risata che mi fa iniziare allegramente il 2022.

    ( cercando su Google Fondazioni Bancarie D’Alema)
    “… In realtà, la mia esperienza politica si è incrociata con le Fondazioni bancarie assai prima di quella intervista che il presidente
    Guzzetti – e lo ringrazio – ha voluto citare. Infatti il decreto legislativo 153 del ’99, che è un testo fondamentale, porta la mia
    firma.
    Si tratta di quella importante riforma che sta a fondamento della definizione del profilo giuridico e del ruolo istituzionale delle Fondazioni bancarie e che si è svolta in diversi tempi: fu anticipata in parte dalla legge Amato nel ’90 e fu portata a compimento dalla
    legge Ciampi sul finire del ’98, per poi trovare la sua definizione giuridica piena nei decreti legislativi dell’anno successivo…”

    Dell’altro basta ricordare solo le “lenzuolate di liberalizzazioni” tra cui i taxi.

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  6. Bravo Scanzi! finalmente una lucida disamina, anche se un po’ romanzata, di ciò che accade a “sinistra”, però non entri mai nei gangli profondi che animano questi teatranti. La politica ha marce strane e pur identificandosi in un solco ne traccia volentieri altri se ciò può condurre la sua acqua verso nuove conquiste. La confusione che si è creata è notevole ma nessuno sospettava della vena dittatoriale di Renzi che ha letteralmente spostato l’asse degli interessi di sinistra verso destra concretizzando quel germe di politica già iniziata dai draghi D’Alema e Bersani, che pensavano di essere immortali mentre, disciplinavano o seccavano tutti i possibili dissidi interni, isolando i focosi e alimentando all’inverosimile un moderatismo di avanzamento (il famoso campo progressista) mentre i capi voltavano lentamente faccia e casacca e ciò ha permesso loro, i capi, di restare leader per decenni, inciuciare (che termine orripilante) con la bieca destra di FI e contravvenendo al naturale ricambio generazionale che li avrebbe spazzati via fra altri resti paleolitici; e ancora vorrebbero fare alta politica e ancora non si accorgono di quanto il popolo li abbia abbandonati ormai disilluso, popolo cresciuto e mutato come invecchiato.
    Il comunismo non è socialismo e la rosa dei ministri di Renzi racconta quanto retrograda e stantia sia stata la loro politica, come esiziale ad un fare incisivo, nuovo e appassionante che potesse riportare ossigeno idee lavoro e legalità a masse di giovani che non si sono più ritrovati nelle loro politiche anche vessatorie e ingiuste. Il partito è fatto per lo più da anziani, allergici a tutto ciò che non cala dall’alto e che nasce dal basso, in linea con un moderatismo censore di ogni sogno e sana velleità giovanile e nostalgici di una guerra che è e resterà soltanto loro.

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      • Al fato si va incontro e non è detto che se lo si incontri lo si riconosca. Lei @gsi, forse non comprende, per me è un gioco di luci e ombre ribaltate e chi vede la luce in realtà è nell’ombra e viceversa.
        Ma personalmente mi chiedo cosa faccio qui, in questo abisso fra muri, a pensar di vedere qualche luce che in verità è solo nel sogno ad occhi aperti.
        l’Italia non è più il bel paese o forse sì, ma chi lo sa dove sia questo bello che propagandano mentre non fanno altro che distruggere e costruire alimentando il settore immobiliare e tutto il carrozzone sottostante.
        Per carità il lavoro è sempre lavoro.
        Ma mettiamo che le ditte non vendano le villette di lusso di nuova generazione per 20 anni, qualcuno al fine le abiterà e se sono immigrati, invece di quartierini per ben pensanti italiani si creano ghetti per coloro che non esistono se non nei visti o nei vari permessi di soggiorno.
        A Smuovere le acque si rischia sempre che una palla di fango ci raggiunga in pieno viso, quindi?
        Si fa prima a smuoversi da soli, poi, come dice il detto: qualche Santo sarà .

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      • Smuoversi da soli è indispensabile, Francesca. Anche tra le pallate. Che poi sia il fato a farti proseguire sulla tua strada e nelle tue convinzioni o che sia stata la tua risolutezza… Chi lo sa? Non è importante saperlo.

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  7. Gentile @gsi,
    Le sue parole mi hanno fatto sorridere e mi sovvengono dolci pensieri come di una promessa racchiusa in uno scrigno segreto di una fiaba. Non so da dove incominciare a dipanare il gomitolo per me, necessaria conseguenza e necessaria causa, del male minore che compendia una vita e di un male maggiore che compendia gli assetti dei distinti ruoli in ambito pubblico, ossigeno alla sfera adulta di ogni persona.
    Comunque discorsi senza un preciso ritorno se non parole che possano ferire, come vetri aguzzi, gli aguzzini che hanno permesso questo triste sfacelo e sono molti e sono troppi e io invecchio senza mai essere passata dal via.
    D’Alema non vuole morire democristiano? Allora: Muoia Sansone con tutti i filistei.
    Il comunismo che ha fatto da vaso ad ogni scelleratezza ce l’ho in casa, ma più che comunismo era l’organizzazione del partito e lo è ancora anche se diluito come ibridato a forza Italia con il patto del Nazareno e ai ciellini con vari personaggi in cerca d’autore come Cofferati, Napolitano etc., Comunque hanno creato canali di comunicazione, (tra-pianti) vi hanno portato l’acqua e adesso è solo un’immensa e triste palude, con i soliti volti che forse non hanno mai, mai, detto la verità su nulla.
    Il comunismo di partito non era forse una specie di religione? Sia mai discostarsi dal costume in voga e adesso cosa vorrebbe il comunista con le scarpe di camoscio , il panfilo e 4 ville? Che tutti si sia contenti di stare come due cuori e una “Capanna” ? Ma anche farsi una capanna costa! Quindi picche o religione rossa ….
    Veda un po’ lei, chi ha fatto da apri pista .. per ogni goccia un mare di menzogne…

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  8. Chi ha fatto da apripistaallo sfacelo?
    Non qualcuno di preciso, cara Francescsa.
    Direi tutti, noi compresi che abbiamo creduto alle menzogne.
    Ma non è una buona ragione per lasciar andare la barca alla deriva.

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