Dalle sardine al caviale

(PBr. – il Giornale) – Dalle sardine ai cavallini rampanti, il passo è breve e transita dalla politica. Si tratta di una battuta sbagliata, ma la foto (e il commento) pubblicata sui social da Mattia Santori, leader delle Sardine, non è stata particolarmente apprezzata.

«Non ho fatto in tempo a mettermi la camicia che subito Stefano Bonaccini mi ha preso l’auto aziendale» scrive Santori pensando di essere ironico e postando una foto di lui, in abito e camicia visto il clima estivo di Dubai, con a fianco il governatore Stefano Bonaccini e dietro una fiammeggiante Ferrari gialla.

Un simbolo di lusso che non ci si aspetta dai rivoluzionari alla bolognese, dichiaratamente ispirati a ideali «di stampo gramsciano» (cit). Ora, a parte il fatto di essere a Dubai per l’Expo2020 in qualità di consigliere comunale Pd «con delega al turismo», a parte il fatto di essere a braccetto con il governatore, a parte il fatto di farsi la foto tamarra con le auto di lusso sullo sfondo, è tutto il quadretto che stona.

I commenti al post glielo fanno notare in massa. «E brava la sardina! Questo ha capito tutto della vita. Vedrai che presto arriverà pure per te una poltroncina ben retribuita», «Passare dalle sardine al caviale è un attimo….», «Ma come è caduta in basso la sinistra», «Ma non avevi detto che non volevi entrare in politica? Ti stai preparando per accomodarti, giusto? Tra sardine e tonno il posto è già bello che pronto», e via così.

Al netto di alcuni che penseranno davvero che Santori avrà come auto di servizio una Ferrari, le altre critiche riguardano l’evoluzione (tipica) della sardina, da movimentisti a politici (ormai organici al Pd emiliano), una parabola già vista.

Già un’altra volta Santori era inciampato in uno scatto infelice, quando si era fatto fotografare insieme a Luciano Benetton e Oliviero Toscani, un’immagine che scatenò un mare di polemiche e portò alla scissione di un gruppo romano di Sardine («Un errore politico ingiustificabile»).

Il movimento nel frattempo si è sgonfiato, e qualche giorno fa all’anniversario del primo famoso raduno a Bologna, quando riempirono piazza Maggiore, non c’erano migliaia di persone, ma solo poche decine. «Non saremo mai un partito» ha detto Santori. Al massimo una corrente del Pd.

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7 replies

  1. critica giusta che arriva un pulpito sbagliato. i dipendenti di berlusconi non possono parlare di queste cose. siete uguali cn le stesse prospettive. asini

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  2. Eh vabbè, si sa da anni, questa è la “sinistra”. Un giovincello fancazzista col cuore a sinistra (forse) e il portafoglio decisamente a destra. Secondo me è semrpe stato uno scemotto: in fondo ha sempre seguìto le orme di quell’altro fenomeno, quel genio che vien da Rignano sull’Arabia. Ecco, appunto, premi Nobel che infatti allegramente si ritrovano poi negli emirati a far merenda. Gentuccia, come si dice qui a Firenze e dintorni.

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  3. “Il movimento nel frattempo si è sgonfiato”
    “«Non saremo mai un partito» ha detto Santori. Al massimo una corrente del Pd.”

    Dove le ho già sentite?!?
    Comunque, dopo questa giù il sipario.

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  4. C’è qualcuno che ancora pensa che Bonaccini e la sua compagnia renziana ( diventata nominativamente “ex” al momento giusto) siano di “sinistra” solo perchè cantano Bella Ciao. L’ avranno cantata anche a Bin Salman?
    (Siamo proprio dei paganelli tanto facili da pescare… Basta buttare un amo qualsiasi, anche se vuoto. Purchè dipinto di rosso. o almeno di rosa, dai…)

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