Luca Ricolfi: “Il trucco dei media: contrapporre in tv esperti a macchiette”

Il sociologo: «Clima di guerra: chi pone dubbi è un disertore. E se il governo fallisce, ha già un capro espiatorio: i no pass».



(Alessandro Rico – laverita.info) – Professor Luca Ricolfi, perché stampa e talk show, sul Covid, sono prigionieri di una logica da curva? Inscenando lo scontro tra opposti estremismi – vaccino sola salus contro no vax per principio – non ci si preclude la possibilità di una discussione seria?

«La possibilità di una “discussione seria” non interessa granché neppure i cosiddetti scienziati, troppo spesso prede di faziosità (e di conflitti di interessi), figuriamoci la grande stampa e i talk show. La realtà è che tutta la comunicazione pubblica risente del clima di guerra che si è instaurato dopo l’arrivo del vaccino. E in guerra chi solleva dubbi è trattato come un disertore».

Lo scontro, comunque, non è simmetrico: c’è una posizione, quella di totale adesione alle scelte del governo, che ha
una sorta di «bollinatura». È per questo che, dall’altro lato, si dà ampio spazio alle voci più grottesche, dai negazionisti ai complottisti?

«È una precisa strategia, specie nei talk show. I paladini della campagna vaccinale vengono selezionati fra gli studiosi autorevoli, o comunque insediati in posizioni apicale del sistema sanitario, e per ciò stesso guardati con rispetto. Per quanto riguarda gli “infedeli” si alternano tre tecniche principali: non dar loro la parola; invitare solo i personaggi da operetta; farli parlare, ma affiancati da personaggi che li interrompono continuamente, insultando e screditando».

Gli elementi che potrebbero incrinare la narrativa dominante e che provengono da fonti qualificate sono prontamente minimizzati. Il caso più recente è il tentativo di liquidare l’inchiesta del British medical journal sulle lacune in uno dei trial di Pfizer.

«Questo atteggiamento priva il pubblico di informazioni cui avrebbe diritto ad accedere. Con la complicazione che il
pubblico rischia di trovarle lo stesso (su Internet), senza però essere in grado di soppesarle. Però…».

Però?

«Voglio provare a fare l’avvocato del diavolo dei grandi media, giusto per mettere a fuoco un meccanismo (e un problema). Supponiamo che la stampa e le tv non stendessero il velo pietoso che sono solite stendere sulle numerose controindicazioni della campagna vaccinale, a partire da quelle sulla vaccinazione di massa dei bambini: lei pensa che avremmo la medesima copertura? Crede davvero che il generale Figliuolo sarebbe riuscito a superare l’80% di vaccinati? Se lei fosse convinto (come molti) che senza un’altissima copertura vaccinale avremmo decine di migliaia di morti in più, non sentirebbe la pressione a censurare le informazioni che disincentivano la vaccinazione? Forse è anche questa convinzione che induce una parte dei media a rinunciare alla completezza e imparzialità dell’informazione, che pure dovrebbero essere imperativi categorici della professione di giornalista».

Però, in un suo articolo sul sito della Fondazione Hume, lei ha deplorato il modo in cui è stata accantonata un’ipotesi, discussa in seno alla comunità scientifica, sulla possibilità che la vaccinazione di massa favorisca la selezione di varianti più resistenti del virus. Era pure quella un’informazione pericolosa?

«Più che deplorarlo, ho messo in evidenza questa ed altre omissioni, alcune innocue (frutto di pura sciatteria), altre influenti e presumibilmente intenzionali. Quello che mi dà fastidio è il paternalismo di questo modo di fare informazione: si assume che noi popolo-bue non capiremmo, ci spaventeremmo, e agiremmo in modo sconsiderato. A me invece piace credere che le persone vadano aiutate a vagliare le informazioni, e a prendere decisioni difficili. Qualche volta tragiche».

Tragiche?

«La decisione di una madre che vaccina un bambino di 6 anni è tragica, come quella di Antigone: proteggere il figlio, o
proteggere la città?».

Perché non si possono avanzare obiezioni sul green pass senza essere accusati, se non di essere dei no vax, di foraggiare questi ultimi?

«Per il solito motivo: si ritiene che se si critica il green pass si finisce per indebolire la campagna vaccinale. Ma
potrebbe esserci anche un altro motivo…».

Quale?

«Che il governo abbia il problema di trovare un capro espiatorio in caso di fallimento della campagna vaccinale: e i
critici del green pass sono un colpevole quasi perfetto”, come l’uomo bianco nel bel libro di Pascal Bruckner».

Quindi, lei non crede che i no pass siano la causa dell’attuale esplosione dei contagi?

«Sono una concausa. E forse nemmeno la più importante. Lei lo sa che l’epidemia galoppa, con un Rt preoccupante,
anche nei Paesi che hanno vaccinato quasi tutti, come ad esempio il Portogallo, che ha una copertura del 98%?».

E allora qual è la causa principale?

«Il “generale inverno”, e la scelta del governo di non contrastarlo con la messa in sicurezza degli ambienti chiusi, a
partire da aule scolastiche e metropolitane. Avessero dato retta ai sostenitori della ventilazione meccanica controllata nelle scuole (studiosi, medici, ingegneri e, fra i partiti, ahimè solo Fratelli d’Italia) forse non saremmo a questo punto».

Curiosa coincidenza: ora che si vuole spingere la vaccinazione dei minori, finora descritti come sostanzialmente al
riparo dalla malattia grave, si è iniziato a dire che finiscono in terapia intensiva, che sviluppano il long Covid e che sono «untori» per i nonni, peraltro già vaccinati. È legittimo esprimere dubbi sull’opportunità di inoculare i bambini?

«Lo sarà ancora per qualche giorno, approfittando del fatto che gli esperti sono divisi, poi non più. La libertà di parola
finisce quando, nel mondo della cosiddetta scienza, la politica riesce a far emergere una posizione nettamente dominante, che mette fuori gioco tutte le altre».

Ma la comunicazione scientifica si è contraddistinta per una quantità spropositata di giravolte. Ad esempio, gli esperti che snobbavano la mascherina sono gli stessi che dopo l’hanno santificata. Cambiare idea può essere il risultato di un avanzamento nelle conoscenze, ma allora perché ogni affermazione dei tecnici ci viene presentata in modo apodittico? Così, alla fine, i progressi appaiono come delle contraddizioni.

«È esattamente così. La scienza dice di coltivare il dubbio e la discussione critica, ma questo avviene solo finché il dubbio e la discussione critica non urtano contro interessi economici o politici soverchianti. Quando questo accade, il dubbio si può esprimere solo a condizione che gli utenti che possono accedervi siano pochi, come nei giornali a bassa tiratura e nelle riviste. È una delle cose che mi ha insegnato Piero Ostellino, il padre spirituale della Fondazione Hume».

E poi ci sono i toni trionfalistici, seguiti da altrettante inversioni a U. Gli stessi vaccini, fino a pochi mesi fa, ci venivano presentati come l’unica via d’uscita dalla pandemia, che ci avrebbe riconsegnato la libertà. Adesso, il vento è cambiato: la protezione cala, serve un’altra dose, ma poi vi promettiamo che basterà così, tornerà veramente la libertà. Questo approccio alla comunicazione non è controproducente?

«È la conseguenza della sfiducia nella gente. Pensano che noi non capiremmo, se ci dicessero tutto».

Appunto: Franco Locatelli in conferenza stampa ha affermato che non ci sono under 59 vaccinati in terapia intensiva. Sono gli stessi dati Iss a smentirlo. Non sarebbe meglio essere precisi e dire la verità? Anche perché basterebbero i numeri veri a dimostrare l’utilità dei vaccini…

«Sì, ma è anche colpa della stampa e dei media, che sulle bugie dei potenti raramente hanno il coraggio di chiedere
dimissioni che in altri Paesi sarebbero scontate».

Le vaccinazioni – auspicabilmente, questo effetto sarà consolidato dai richiami sulle fasce di popolazione più a rischio hanno mitigato enormemente l’impatto del Covid su ricoveri e decessi. Ma allora, ha senso tenere in piedi lo stato d’emergenza? Se i vaccini funzionano, perché ogni «ondata» viene accompagnata da un’offensiva «terroristica» sui canali d’informazione, mentre si mantiene, sul piano giuridico, il regime speciale? Non sarebbero opportuni un approccio più sobrio e un’uscita anche de iure dalla logica emergenziale?

«Su questo sono completamente d’accordo con lei (e con Cacciari!). Non possono continuare a dirci che dovremo convivere con il virus, che i vaccini ci consentiranno di farlo, e poi mantenere a oltranza lo stato di emergenza. O meglio: possono anche farlo, ma allora ci dicano quali sono le soglie di morti-ricoverati-infetti-Rt al di sotto delle quali “lorsignori” si degneranno di rinunciare ai poteri speciali».

16 replies

  1. Tutti i media, con qualche eccezione, che però specifica il disconoscimento (falso) della famiglia, hanno completamente boicottato la notizia che ieri a Milano è intervenuto Robert Kennedy Jr nella pubblica piazza, in favore dei no green pass e dei free vax, nome più appropriato per una libera scelta, come aveva fatto lo scorso anno a Berlino, notizia non pervenuta sui media ufficiali italiani. Questo cavaliere solitario ha deciso di non risparmiarsi, soprattutto da quando una sua nipote Maeve Kennedy e suo figlio Gideon sono morti in circostanze misteriose.
    Maeve non era una persona qualunque. Ha svolto un ruolo strategico nei piani anti Aids allestiti dal Dipartimento per la Salute e i Diritti Umani sotto l’amministrazione di Barack Obama. Fondamentale, poi, il suo impegno per promuovere la Global Health Initiative con la Georgetown University: un programma umanitario a 360 gradi, per tutelare la salute degli ultimi nei paesi in maggiore difficoltà.
    Può aver dato fastidio a non pochi, la sua azione per garantire il diritto alla salute, contro gli interessi speculativi di Big Pharma. Così come sta dando fastidio l’intervento di Bob Kennedy Jr. Questo è il suo sito:
    https://childrenshealthdefense.org/il-difensore/?lang=it
    E questo è ciò che è accaduto.
    http://www.lavocedellevoci.it/2020/04/17/maeve-kennedy-perche-e-stata-subito-archiviata-la-sua-morte/
    http://www.lavocedellevoci.it/2021/02/12/robert-kennedy-junior-censurato-da-facebook-c-per-le-verita-scomode-sui-vaccini/
    http://www.lavocedellevoci.it/2021/02/14/censura-lattacco-di-instagram-a-robert-kennedy-jr/
    https://ilrovescio.info/2021/11/13/napoli-volantino-no-alla-repressione-lotta-contro-la-gestione-autoritaria-della-pandemia/
    https://www.informazionelibera.org/notizie-da-italia-e-mondo/greenpass-incostituzionale-farlocco-e-c-e-pure-quello-europeo.html
    C’è un pò da leggere, ma meglio essere informati, perchè come diceva Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza”.
    Avete una intera domenica per cercare di capire meglio chi vi sta prendendo per i fondelli.

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  2. 1) I pollitici sono ladri e beccano le mazzette dai ladri industriali.
    2) I lustrascarpe pennivendoli da riporto passano le veline dei loro padroni.

    E fin qui… ma poi:

    3) La maggioranza del poppolo itagliano e’ costituita da coglionazzi e ladrucci da 4 soldi.
    4) I pollitici (i pennivendoli) sono quelli che si meritano i loro elettori (i loro lettori).

    Dimostrazione: la polemica dei coglionazzi che scoprono che i vaccini hanno le controindicazioni e i ricercatori non sono i detentori della verita’ rivelata (addirittura cambiano opinione): ma va?

    Senza 3) e 4) non ci sarebbero 1) e 2), trattasi di causa ed effetto.

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  3. Ma come siamo giunti a questo punto? Non mi sembra che ci sia stato un colpo di stato con morti e feriti, non siamo in guerra, non siamo stati invasi, bolscevichi non ne vedo, alieni non mi risultano, quindi perchè viviamo in una dittatura, mediatica, sanitaria , con un pensiero unico imperante e ossessivo, con limitazioni che impediscono di lavorare quindi vivere. Perchè?

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    • J. Dio imperversa in questo sito dicendo che non esiste nessuna dittatura sennò non potresti dire che c’é una dittatura.

      Come se in Birmania, Tailandia, Cuba e Hong Kong, protestano e vengono repressi, ma sicocme possono scrivere dittatura allora non sono in dittatura.

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  4. Il sociologo invitato dal Merlino non mi era sembrato così assertivo quanto piuttosto consenziente alla linea… Era solo la cortesia dell essere ospitato o cosa….

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  5. Intanto, mentre Rezza dice che non ci sono persone in T.I. vaccinate sotto i 60 anni…purtroppo:

    L’Istituto Superiore di Sanità: “il 60% dei contagi tra i vaccinati. Ogni 10 ricoveri, 5 hanno il vaccino. E tra i morti la maggioranza è vaccinata”
    Covid, il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità: sale ancora l’età media dei contagi, dei ricoveri e dei morti. I primi dati non mostrano alcuna efficacia della terza dose. 55.768 casi, 2.553 ricoveri e 411 morti nell’ultimo mese tra i vaccinati

    A cura di Peppe Caridi
    Data dell’articolo

    13 Novembre 2021 11:58

    Negli ultimi 30 giorni in Italia abbiamo avuto 55.768 contagi tra i vaccinati e 40.182 contagi tra i non vaccinati, 2.553 ricoveri tra i vaccinati e 2.890 ricoveri tra i non vaccinati, 411 morti tra i vaccinati e 361 morti tra i non vaccinati. Significa che non ci sono “due epidemie“, che i vaccinati finiscono in ospedale (47% dei ricoverati totali) e muoiono (53% dei decessi totali), e soprattutto si contagiano (58% dei casi totali) in numero maggiore rispetto ai non vaccinati. Abbiamo, quindi, il 60% di contagi tra i vaccinati. Ogni 10 ricoveri, 5 sono vaccinati. E tra i morti abbiamo più vaccinati che non vaccinati. Questo non significa che i vaccini non abbiano efficacia, perché nel campione totale abbiamo l’85% di popolazione vaccinata e il 15% di non vaccinati, ma significa che l’efficacia è parziale e limitata e non basta per sconfiggere la pandemia, come tra l’altro ha dichiarato ieri Tedros Adhanom Ghebreyesus e nei giorni scorsi aveva già detto anche Bill Gates. Insomma, i non vaccinati sono un falso problema: anche se avessimo il 100% di popolazione vaccinata, non avremmo in ogni caso gli ospedali vuoti nè la mortalità azzerata nè sconfitto il virus. Vengono smentiti inoltre i dogmi secondo cui “il vaccino salva la vita“, “se ti vaccini non finirai in ospedale” e “chi non si vaccina muore“. Il tasso di letalità del virus, infatti, rimane estremamente basso anche nei non vaccinati: sotto i 50 anni è inferiore a quello dell’influenza o persino alla mortalità degli incidenti stradali.

    I dati sono forniti dall‘Istituto Superiore di Sanità che stamani ha pubblicato il consueto bollettino del monitoraggio settimanale sull’andamento epidemiologico. E’ l’unica fonte ufficiale in cui vengono forniti i dati dei contagi, dei ricoveri e dei decessi per stato vaccinale.

    Per la prima volta sono stati pubblicati anche i dati sulle persone che hanno avuto la terza dose, e non sono affatto convincenti. Infatti su un campione di 0,5% di popolazione che ha ricevuto la terza dose, abbiamo lo 0,3% di contagi e lo 0,3% di ricoveri. Non c’è, quindi, un’efficacia che faccia riscontrare come in quella porzione di popolazione che ha ricevuto la terza dose, si riduca sensibilmente il rischio di contagio né di ricovero in ospedale.

    Nel bollettino si evince anche come l’età media dei contagi salga ulteriormente: siamo adesso a 43 anni, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente. L’aumento dell’età media nei contagi smentisce tutte le fake news secondo cui il virus starebbe dilagando nei bambini. Rimangono elevatissime anche l’età media dei ricoveri (69 anni) e dei morti (84 anni), a conferma del fatto che il Covid sia una malattia geriatrica.

    Di seguito i dati completi forniti dall’Istituto Superiore di Sanità per stato vaccinale:

    Totale popolazione con più di 12 anni: 54.009.942

    Non vaccinati: 8.302.865 (15,4%)
    Vaccinati con ciclo incompleto: 2.538.614 (4,7%)
    Vaccinati con ciclo completo: 42.873.744 (79,4%)
    Vaccinati con la terza dose: 294.719 (0,5%)
    Totale nuovi casi positivi negli ultimi 30 giorni: 95.950

    Non vaccinati: 40.182 (41,9%)
    Vaccinati con ciclo incompleto: 3.466 (3,6%)
    Vaccinati con ciclo completo: 52.016 (54,2%)
    Vaccinati con la terza dose: 286 (0,3%)
    Totale ospedalizzazioni: 5.443

    Non vaccinati: 2.890 (53,1%)
    Vaccinati con ciclo incompleto: 144 (2,6%)
    Vaccinati con ciclo completo: 2.392 (44,0%)
    Vaccinati con la terza dose: 17 (0,3%)
    Totale decessi: 772

    Non vaccinati: 361 (46,8%)
    Vaccinati con ciclo incompleto: 27 (3,5%)
    Vaccinati con ciclo completo: 384 (49,7%)

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  6. Non sono certamente sempre d’ accordo con Ricolfi, ma questa volta ha interpretato perfettamente il mio pensiero.
    In nessun altro Paese di mia conoscenza, inoltre, c’è un bombardamento così soffocante e terrorizzante riguardo il Covid. E la disinformazione continua: come avevo già indicato tempo fa, il “lockdown dei non vaccinati” austriaco, magnificato incessantemente dai media che ovviamente scelgono fior da fiore (ricordate il “trattamento” nei confronti della GB? Prima delinquenti, poi “eroi” usciti dalla pandemia, poi di nuovo irresponsabili …) non interessa il mondo del lavoro, dove tutto rimane come da noi. La vera differenza è nella mascherina Ffp2 ( a cosa servono quegli straccetti super usati quasi sempre sotto il mento e sotto il naso?), nella chiusura dei luoghi di assembramento e nel cosiddetto “coprifuoco” a cui però i nostri media danno assai poco risalto: non hanno paura di “uccidere l’ economia” gli Austriaci?

    Se scorriamo inoltre le età dei morti per Covid – quelli “vuoti a perdere” di cui mai si parla – sono per lo più ultraottantenni e ospiti nelle famigerate RSA o pèersone un po’ più giovani ma con patologia importanti. Tutti vaccinati quindi, perciò silenzio. Però si parla di “epidemia dei non vaccinati” e si fanno grandi titoloni su un non vaccinato “pentito” che transita in ospedale.
    Insomma, come ho già detto più volte non sono affatto contraria al vaccino: mi preoccupano i vaccinati. Tra coloro che il vaccino non ha protetto fin da subito ( e sono tanti, ma la politica li considera “immunizzati”) e coloro nei quali la protezione è blanda o in scadenza, abbiamo in circolazione senza limiti persone potenzialmente pericolose che non sanno di esserlo e che vengono continuamente invitate a “tornare a vivere” – leggi assembrarsi – a migliaia anche in continui eventi pubblici. E in un Paese in cui i controlli del rispetto delle regole e dei presidi prescritti – mascherine e distanziamento – sono nulli, è molto pericoloso. Green pass o non green pass.

    Ma nella cacofonia che ormai ci opprime, sia la mia posizione sia quella di Ricolfi (entrambi vaccinati, immagino) viene trattata come “nowax”. La fede nel potere che diviene religione – credo senza pormi domande – non si discute, anche quando è insensato se non pericoloso.

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  7. Mi pare fosse ieri o l’ altro ieri, ho sentito in TV uno dei soliti “Luminari” affermare che dovremmo fare come il Portogallo che ha vaccinato tutti i vaccinabili e sta uscendo dalla pandemia. Come al solito i Luminari sono poco informati ( o strumentalmente poco informati) e questo è molto grave essendo il loro lavoro, come medici e come comunicatori. Ed ovviamente i giornalisti che li intervistano ( eufemismo, in realtà ascoltano e ci tramandano il Verbo) lo sono ancora meno, eppure dovrebbe essere il loro mestiere.
    Infatti il Portogallo, che poche settimane fa e’ arrivato a questo:

    Ora – i dati sono del 13 novembre- è messo così ( ricordiamo che il Portogallo ha una popolazione che è 1/6 dell’ Italia, la popolazione della sola Lombardia):

    1816 nuovi contagi – non sono riuscita a trovare il numero dei tamponi effettuati, che sarebbe fondamentale – e 8 morti.
    Se dovessimo fare un raffronto – pur con le dovute e ovvie cautele, ma qui ormai tutti vanno a spanna – il numero dei contagiati il 13 novembre dovrebbe essere stato di 1816 x 6 = 10896 ed i morti 8×6=48 nella sola Lombardia. Che ha invece avuto, dati alla mano, 8544 nuovi casi e 58 morti.
    Data la maggiore povertà del Portogallo e la maggiore ampiezza del territorio, più che quadrupla, immagino che i tamponi processati in Lombardia non siano meno di quelli processati nello Stato Iberico, anzi. Ma questa è solo una illazione.
    Come si vede non è che la vaccinazione a tappeto del Portogallo – tanto magnificata – abbia conseguito risultati portentosi : c’è sempre un Simpson da qualche parte di cui tenere conto. Occorrerebbe avvisare i nostri Luminari a continuo rischio di fake news.

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  8. Mi scuso, ho riletto solo ora e scrivo in fretta: 10896 casi in Italia, ovviamente e non in Lombardia. Sostituire il nome: avevo in mente la parola Lonbardia ma mi riferivo, ovviamente, all’ Italia. Chiedo venia, ho fatto confusione. La situazione , come si vede però, non può essere certamente considerata conclusa come ci viene propagandato.
    Immagino l’ immediato arrivo dei “soliti noti” – anzi, delle “solite” , ma questa volta me lo merito.

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