C’è una “terza Lega” che vuole andare oltre Salvini?

(Alessandro D’Amato – open.online) – C’è una Terza Lega che vuole andare oltre Matteo Salvini? L’inchiesta di Fanpage sulla lobby nera andata in onda ieri a Piazzapulita ha raccontato ieri dell’alleanza tra il gruppo di Roberto Jonghi Lavarini, il Barone Nero, il movimento Lealtà Azione e alcuni esponenti di primo piano del Carroccio. Il cronista infiltrato di Fanpage, che si presenta come imprenditore, nel nuovo filmato è ancora a fianco di Jonghi Lavarini.

E con lui incontra anche l’ex eurodeputato leghista Mario Borghezio. Il quale starebbe portando avanti una «strategia per formare una corrente di estrema destra nella Lega». Nel video, durante un appuntamento in cui sono presenti anche militanti di Lealtà Azione e il consigliere regionale leghista Massimiliano Bastoni, Borghezio parla di «terza Lega della terza posizione». In un altro passaggio aveva detto: «Savoini l’ho fatto entrare io nella Lega».

Un uomo che viene presentato come un ex militare e con il volto oscurato, racconta poi che Jonghi Lavarini avrebbe portato «almeno 5mila preferenze» all’eurodeputato leghista Angelo Ciocca. Ciocca che, a detta del ‘barone nero’, deve diventare «il post Salvini». Viene mostrato un incontro tra Ciocca e Jonghi Lavarini «negli uffici della Regione» e un «summit riservato» del 29 ottobre 2019 in un locale. Jonghi definisce Ciocca «il nostro primo referente politico». E sempre il ‘barone nero’ spiega che obiettivo del suo gruppo è «aiutare a far crescere la classe dirigente». È Borghezio che Jonghi Lavarini scarrozza per Milano. Lui che progetta la «terza Lega» che dovrebbe venire dopo Salvini. «L’ho fatto entrare io, ma è un debole». Il suo sogno? Grida a un comizio: «A Milano ci vuole ordine, ci vogliono i bastoni!».

E proprio Borghezio in una serie di dichiarazione rilasciate ieri all’AdnKronos nega qualsiasi tipo di coinvolgimento in progetti politici con l’estrema destra. «Con l’estrema destra di Milano non ho contatti, conosco Jonghi Lavarini da tempo. L’ho incontrato a Milano, durante la campagna elettorale, e mi ha solo dato un passaggio», dice l’avvocato ed ex europarlamentare che proprio Salvini non ha ricandidato. Nel video Borghezio parla di una terza Lega: «È tutta una invenzione di Fanpage, sì, io ho parlato di terza Lega. Ma non c’entra nulla con l’estrema destra, per me la terza Lega è la base, i militanti, a loro mi riferivo». Poi punta il dito contro la testata che ha realizzato il servizio video. «È molto grave che una testata faccia fare l’agente provocatore a un giornalista», sostiene.

Proprio Ciocca, designato come il successore di Salvini, ieri è intervenuto a Piazzapulita: «Domani mattina denuncerò Jonghi Lavarini. A denuncia in mano, se mi invitate, sarò da voi», ha detto a Corrado Formigli. Tra gli esponenti leghisti che nel filmato vengono indicati come vicini a Lealtà Azione c’è anche la neoconsigliera comunale milanese (ed europarlamentare) Silvia Sardone.

Nel video si vedono militanti di Lealtà azione che consegnano cibo del Banco alimentare assieme a Sardone e Bastoni e nel servizio si fa notare che «il santino dei candidati è spillato sui pacchi». La puntata si conclude con un incontro tra il cronista infiltrato e Jonghi Lavarini. Il quale – spiega la voce fuori campo – «vuole da noi i soldi per i suoi referenti politici tra cui autorevoli esponenti di Lega e Fratelli d’Italia». Le elezioni amministrative si avvicinano, viene spiegato nel servizio, e i nomi pronunciati da Jonghi Lavarini nell’ultimo faccia a faccia col cronista sono omissati.

IL «BARONE NERO», I CONTATTI E LA VALIGETTA (SENZA DENARO) IL SECONDO VIDEO DELL’INCHIESTA

(Giuseppe Guastella – il Corriere della Sera) – Nel trolley non ci sono che libri sul fascismo e una copia della Costituzione, ma Roberto Jonghi Lavarini, che sorveglia la consegna a distanza, è convinto che dentro ci siano i soldi che il fantomatico uomo d’affari gli ha promesso per sovvenzionare in nero la campagna elettorale alle ultime amministrative di Milano non solo di personaggi di Fratelli d’Italia ma, si scopre ora, anche della Lega.

Si chiude con l’immagine della donna che si allontana la seconda puntata dell’inchiesta della testata online Fanpage che ha portato all’apertura di un’indagine della Procura della Repubblica di Milano per violazione della legge sul finanziamento dei partiti e riciclaggio in cui, al momento, risultano indagati lo stesso Jonghi Lavarini e l’eurodeputato di FdI Carlo Fidanza.

Gran parte del video riguarda i rapporti in campagna elettorale tra ambienti dell’estrema destra milanese e personaggi di FdI e Lega in cui sembra fare da cerniera proprio Jonghi Lavarini, uomo di estrema destra soprannominato il «Barone nero». Negli incontri, nelle manifestazioni compaiono i parlamentari europei della Lega Angelo Ciocca e Silvia Sardoni, intenta ad operare in un gazebo.

 «Tutto quello che posso fare lo faccio con grande piacere. Utilizzateci al meglio in virtù del ruolo che abbiamo e se possiamo essere d’aiuto ci siamo volentieri», dice Ciocca ricevendo in un ufficio della Regione Lombardia il giornalista di Fanpage Salvatore Garzillo il quale ha detto che per tre anni si è infiltrato nel giro di Jonghi Lavarini sotto le mentite spoglie di un imprenditore. Compare anche una figura storica del Carroccio, l’ex europarlamentare Mario Borghezio che si dice impegnato a formare una «Terza Lega» orientata più a destra. «Con l’estrema destra di Milano non ho contatti», afferma dopo aver visto il servizio, e la Terza Lega non c’entra nulla con l’estrema destra, mi riferivo alla base, ai militanti».

«Fidanza? È stato sospeso (dalla carica di capo delegazione di FdI a Bruxelles, ndr ) solo per il fatto di frequentare quella gente», dichiara la leder del partito Giorgia Meloni in serata quando il video viene trasmesso su La7 da «Piazza pulita» di Corrado Formigli. «Non c’è nessuno spazio in Fratelli d’Italia per nostalgie del fascismo, razzismo, antisemitismo, folklore e imbecillità. E non c’è in queste dichiarazioni niente di nuovo rispetto al passato», aggiunge. Il giornalista-imprenditore chiude l’accordo con Jonghi Lavarini per la consegna di un’imprecisata somma in contanti che il «Barone nero» con Fidanza aveva assicurato sarebbe passata attraverso le «lavatrici» approntate da commercialisti e imprenditori vicini a FdI in grado di trasformare il denaro in «black» in finanziamenti legali.

Jonghi Lavarini, si afferma nel servizio, vuole i soldi per «i suoi referenti politici, tra cui rientrano autorevoli esponenti della Lega e di Fdi». Quando il falso uomo d’affari gli dice che i soldi saranno consegnati in un trolley, lui risponde: «Immagino che siano divisi in pezzi accettabili». E fa i nomi, coperti da un beep da Fanpage, di chi li riceverà. In un momento successivo, manda un messaggio al giornalista con la frase convenzionale che una terza persona dirà per ritirare la valigetta. Si presenta la donna che, con molta circospezione e qualche incertezza, fa il ritiro. I soldi, però, non ci sono soldi.