Una Casa delle Povertà

(Pietrangelo Buttafuoco) – All’attenzione del Cav. Silvio Berlusconi, sua sede. Considerato che Forza Italia asseconda l’intenzione del Governo di mettere mano alla riforma del catasto con le mire di salasso a Ella note, ci si permette di farLe notare quanto segue: nel mirino del comunismo implicito dei competenti c’è la “casa”, il bene destinato alla proletarizzazione. Come un tempo i poveri erano ricchi solo dei propri figli, proletari appunto, così oggi i disperati avranno solo la loro casa, dal valore zero, ma da tassare al massimo. Karl Marx non sbaglia mai. Sarà tutta una Casa delle Povertà.

3 replies

  1. Come Prodi Liti e ricatti continui: governare in 4 sarebbe impossibile

    (Peter Gomez e Andrea Scanzi – Il Fatto Quotidiano) – In passato, l’Ulivo e l’Unione hanno portato solo parzialmente fortuna al centrosinistra di Romano Prodi: le grandi ammucchiate hanno permesso di vincere le elezioni, ma mai di governare con tranquillità. Perché quegli esecutivi vivevano l’esperienza poi vissuta dal governo Conte-2: il continuo ricatto da parte dei piccoli fino alla rottura. Enrico Letta lo sa bene. Ma in questo momento non ha alternative. Perché anche dopo i risultati del primo turno delle Amministrative (il cui esito, agli occhi dell’opinione pubblica, verrebbe ribaltato se Roma e Torino andassero tra 15 giorni al centrodestra), Meloni, Salvini e FI restano maggioranza nel Paese. Per Letta, insomma, è naturale spingere per l’unità sperando però che Conte riesca a recuperare consensi tra gli astenuti. In modo da avere, in caso di vittoria alle Politiche, un alleato che renda l’esecutivo numericamente non dipendente dai partitini. Governare in 2 si può. In 3 è difficile. In 4 o più è impossibile.
    Peter Gomez
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    Scelte Ci vuole chiarezza dai dem: o con i moderati o con 5Stelle e Leu

    Chi si asterrà al ballottaggio a Roma farà un regalo alla destra. Michetti e Gualtieri non sono la stessa cosa. E chi sta a casa fa il gioco di Meloni, Salvini e Sgarbi. Ma il Pd deve scegliere: o sta con Calenda e Renzi, o sta con Conte e Bersani. Tutto non si può avere. A quale titolo Calenda esige che Gualtieri non dia nulla ai 5Stelle, altrimenti lui non li vota? E Gualtieri s’affanna pure a esaudire prontamente i suoi desiderata! Perché Letta, martedì da Floris, ha asserito che nell’alleanza che lui ha in testa c’è posto per Calenda (e quindi Renzi) e pure per Conte? L’unica strada è quella che ha portato ai trionfi di Lepore e Manfredi, e su questo Letta deve essere chiarissimo una volta per tutte. Troppo facile flirtare con quei due lì e poi pretendere i voti della Raggi. Per dirla grevemente alla toscana, e chiedo scusa in partenza: esimi compagni del Pd, già che ci siete dai 5Stelle volete pure una fettina di culo? E via, su
    Andrea Scanzi

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  2. Sembra incredibile che ci si opponga alla riforma di un catasto vecchio di 50 anni e che non comprende centinaia di migliaia di case e locali totalmente inesistenti sulla carta perché abusivi, ed altre centinaia di migliaia (o milioni) che hanno qualifiche totalmente avulse dalla realtà. E naturalmente, le destre che come da copione lanciano le grida al cielo quando si prevede di mettere ordine in una matassa aggrovigliata di negligenza, corruzione e ingiusta tolleranza, si oppongono a prescindere

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