Il “day after”

(Dott. Paolo Caruso) – Il “day after”, il giorno dopo, lo scrutinio delle schede elettorali, la nuova mappa politica delle amministrazioni locali si presenta in tutta la sua oggettività reale. Ora i partiti e i loro leader cercano di interpretare la volontà popolare secondo una visione più o meno conveniente, più o meno veritiera, e che spesso contrasta con la realtà dei fatti. Dimenticano volutamente che trattasi di semplici elezioni amministrative e il cui esito del voto non potrà che condizionare il governo regionale della Calabria e quello delle diverse municipalità italiane, incidendo sulla quotidianità e sulla stessa vita dei cittadini. Lascia perplessi, ma c’era da aspettarselo, e pare non interessare più di tanto le forze politiche, il forte astensionismo pari al 50% di media che ha interessato tutte le aree geografiche del Paese. Del resto perché i cittadini dovrebbero appassionarsi alla politica  quando questa è lontana anni luce dai bisogni della gente e non è in grado di offrire certezze ai cittadini? I partiti in questo governo dei cosiddetti “migliori”, nella più totale omogeneità,  tendono a confondersi in questo assembramento paludoso che li rende immobili agli occhi della gente, incerti e confusi dinanzi il vero “Deus ex machina” che è Draghi. I leader politici di tutti gli schieramenti non riescono proprio a percepire la gravità di questo forte astensionismo che ha attraversato in lungo e in largo il bel Paese, considerando il dato della scarsa affluenza un dettaglio di poco conto. Ma per i partiti questa è un’altra storia…; non si accorgono neppure che questo è il risultato delle loro malefatte, del vuoto cosmico che li attanaglia da tempo, del loro continuo ciarlare disinteressandosi dei problemi reali dei cittadini. Il loro blaterare e il disastro che emerge dalle amministrazioni locali rende sempre più schifati gli elettori che amano ormai disertare i seggi. Ancora in diverse realtà municipali quello che resta della politica è rappresentato dal protrarsi della campagna elettorale con i ballottaggi fra due settimane, mentre a  livello nazionale il clima avvelenato di questi giorni interessa particolarmente  la Capitale. Un quinquennio quello della sindaca Raggi costellato fin dall’inizio da insulti, accuse rivelatesi infondate, attacchi sconsiderati alla persona, sabotaggi (scale mobili della metropolitana ecc…) e una sfilza di incendi dolosi degni della Roma Imperiale ai tempi di Nerone, non ultimo quello di oggi che ha distrutto diversi bus al deposito dell’Atac. E così Roma dopo il ponte di ferro e i mezzi dell’Atac continua a bruciare…, a quando i nuovi appalti? I tanti avvoltoi già scesi dal colle capitolino e dai palazzi del potere, favoriti dalla debacle 5 Stelle stanno per spartirsi le spoglie politiche della Raggi e dello stesso movimento, e affollano i tanti salotti televisivi per poter continuare con maggiore forza l’azione denigratoria ricca di  menzogne nei confronti della prima cittadina,  pensando già a quello che avverrà con i prossimi ballottaggi e come potersi successivamente spartire il potere e non solo. L’asservimento di certa stampa, associata spesso a vera e propria disinformazione, e l’accentramento del potere mediatico, svolgono una vera e propria azione sentinella a favore del potere politico finanziario capace di indirizzare elettoralmente a proprio piacimento vasti strati di popolazione. 

36 replies

  1. BALL-OTTAGGI

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ultime notizie dal magico mondo degli esperti.
    “Il voto rafforza Draghi”, “Vince Draghi”. Infatti la Lega ha subito disertato il Consiglio dei ministri (peraltro con più di una ragione) perché SuperMario pretendeva il solito voto a scatola chiusa degli Ufo detti volgarmente “eletti dal popolo” sulla delega fiscale con riforma del catasto incorporata. Dopo le sconfitte della Lega (sorpassata dalla Meloni) e del M5S, che pagano anche l’adesione all’ammucchiata draghiana, sarà tutto un rafforzamento.
    La destra paga il “fango del caso Morisi” e l’“agguato” di Fanpage alla Meloni. Parola delle educande di Libero, quelle di “Raggi patata bollente”.
    “È la fine dei populisti”, dei “sovranisti” e “dell’antipolitica”. L’antipolitica è il primo partito: 45% di astenuti. Populisti e sovranisti, sempreché così si possano definire FdI, Lega e M5S, totalizzano nei sondaggi il 57-58%. Alle Politiche del 2018 erano al 55%, quindi sono pure aumentati. Ma un pallottoliere in redazione no?
    “A destra vincono i moderati”. A Roma un elettore su tre vota tal Michetti solo perché gliel’ha chiesto la Meloni che, se si fosse candidata lei, avrebbe probabilmente vinto al primo turno. A Torino l’ultramoderato Damilano s’è fatto scavalcare da tal Lo Russo del Pd. A Milano il pediatra Bernardo straperde, ma non perché non sia moderato: perché non lo conosceva nessuno. Né come moderato né come estremista.
    “Per far parte del nuovo centrosinistra, i 5Stelle devono invitare a votare Gualtieri e Lo Russo”. Il nuovo centrosinistra, per il Pd, non è un’alleanza, ma un’annessione. A Roma si ripresentava la Raggi, ma il Pd ha candidato Gualtieri; a Milano si ripresentava Sala e i 5Stelle erano pronti ad appoggiarlo, ma lui li ha respinti e ha vinto senza di loro. A Torino, Conte, Appendino, Letta e Boccia puntavano sul rettore del Politecnico Guido Saracco per un progetto comune che poteva sbancare al primo turno, come Manfredi a Napoli. Ma i dem locali hanno deciso di cancellare ogni traccia della sindacatura Appendino e candidato Lo Russo, il consigliere che l’aveva denunciata e fatta condannare per un debito di Fassino (tutto vero). E che ha pure siglato un solenne “patto” con l’ex FI Portas giurando di non fare accordi neppure al ballottaggio con gli appestati 5S. Intanto Gualtieri definiva la giunta Raggi “peggio di Alemanno” (condannato per Mondo di Mezzo). Per convincere gli elettori di Raggi e Appendino a votare Gualtieri e Lo Russo non servono appelli (fra l’altro poco dignitosi) di Conte: sono Gualtieri e Lo Russo che, se vogliono quei voti, devono chiederli, riconoscendo alcune delle cose buone fatte dalle due sindache 5Stelle. Volendo, non hanno che l’imbarazzo della scelta.

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    • Caro direttore, non si può,come lei ben sa,ottenere la moglie ubriaca e la botte piena. Lei ci racconta tutti i giorni, da una vita, delle porcherie del pd e dei suoi adepti,ma poi vuole a tutti i costi che m5s ci si allei con quel covo di poco di buono. Ci parla malissimo di Draghi e ancor più dei suoi sostenitori della carta stampata ma ,evita di dire che è stato Mattarella con il pd a far nascere il governo attuale, con m5s nel ruolo di sostenitore per amor di patria nonchè per far piacere agli stessi pd e presidente della repubblica. Due sono le possibilità e una esclude l’altra: m5s alleato del pd con implicita annessione del primo al secondo oppure m5s torna a lottare contro il sistema marcio di cui il pd fa parte integralmente insieme a Fi,Lega,Fdi e compagnia bella.

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      • Il voto rafforza Draghi lo dice Letta e quindi anche Conte si accoda più ci metti B. Ed ecco lo zoccolo duro che tiene in vita il governo Draghi. Casaleggio è consumato a forza di rivoltatsi

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  2. Su Roma, Conte farebbe bene ad astenersi dal dare qualsiasi indicazione per il ballottaggio. Nessuno ha titolo per farlo tranne Virginia Raggi, i voti sono suoi, li ha presi lei.
    Cosa farei io se abitassi a Roma? Andrei al mare, anche se piove.
    E va bene, facciamo finta che sia costretto ad andare al seggio e a mettere una “X”: troppo comodo fare il cercatore di voti adesso, dopo le offese che il signor gualtieri ha dispensato a Virginia Raggi. Entra in campo, nemmeno vince al primo turno e dovrei dargli il voto? Fossi romano voterei michetti. Si chiama reciprocità.

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    • Sono finiti i tempi in cui si cercavano i voti invocando l’ unità per ” battere le destre” come diceva Bertinotti . Non c’è differenza tra Michetti e Gualtieri: hanno vinto gli odiatori di V. RAGGI. Certamente non sceglierò tra di loro; certamente non farò come Grillo, Di Maio e gli altri hanno fatto appoggiando il governo restauratore Draghi.

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  3. C’è un altro day after, quello del Nobel per la Fisica assegnato, dopo il Premio Wolf – era ora – a uno scienziato “vero”: Giorgio Parisi.
    Che quando cercava di spiegare in Tv modelli matematici riguardanti la pandemia, anch’essa casuale e caotica : piccole differenze nello stadio iniziale evolvono in grandi differenze negli stadi successivi ( la famosa Farfalla di lorenz).
    Ricordo benissimo quanto fu sbeffeggiato da giornalisti che si perdono nel fare tre più due e da “scienziati” presenzialisti col camice bianco che tutti sprezzanti chiedevano cosa ci entrasse un fisico a rompergli le scatole nel loro lavoro.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/05/nobel-fisica-2021-quando-giorgio-parisi-si-scontro-con-bassetti-su-la7-io-so-leggere-i-dati-forse-non-ha-sentito-bene-cosa-ho-detto/6343462/

    Ora si prende quello che merita, nel silenzio quasi assoluto dei media.
    Abbiamo quello che ci meritiamo.
    Per quanto mi riguarda mi complimento col prof. Parisi e lo ringrazio di essere rimasto in Italia e di “lottare” ancora con noi.

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    • @Carolina

      Guarda che il Nobel (per materie scientifiche) è un premio per una bella scoperta, non un attestato di infallibilità. Anche Albert Einstein, un genio, ha fatto errori.

      Un atro premio Nobel raccontò di dialogare con procioni dalla testa fluorescente che parlavano.

      Non è che se lo dice un premio Nobel è certezza di verità.
      🙂

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      • Forse non ha capito il mio discorso. Certamente i Nobel fanno errori ma nel nostro caso Parisi non ne ha fatti. Nei giorni in cui il Professore parlava, Londra stava appena uscendo da un lockdown durissimo e ben controllato e le vaccinazioni non avevano ancora avuto il tempo di mostrare i loro effetti. Il lockdown duro è molto più efficace della vaccinazione: se non si circola e non si hanno contatti non circola neppure il virus, abbiamo ben visto il crollo dei contagi l’estate scorsa dopo la chiusura primaverile. Quindi il calo dei contagi inglesi era allora dovuto al lockdown e non ai vaccini.
        Ovviamente occorre rimettere in moto l’economia e i vaccini aiutano, è anche passato un bel po’di tempo in cui la maggioranza delle persone è stata attenta e la pandemia tende col tempo a depotenziarli autonomamente.

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  4. ANALISI DEI NUMERI DEL VOTO- Viviana Vivarelli.

    E’ difficile dire quali partiti sono stati maggiormente penalizzati dall’aumento degli astenuti. Travaglio dice che i sovranisti, e cioè Salvini, Meloni e M5S sono aumentati passando dal 55% al 57% dei votanti. Ma Salvini ha perso dappertutto, è stato lo sconfitto maggiore di queste elezioni, persino Berlusconi ha tenuto aggiudicandosi la Calabria, mentre la Meloni è cresciuta, ecco perché Salvini fa le bizze con Draghi e diserta le sue riunioni con la scusa che non vuole la revisione del catasto che è vecchio di 50 anni e in cui Draghi ha promesso che si limiterà ad aggiungere i beni non accatastati, il che in un Paese di case abusive come l’Italia è comunque una minaccia, specie al sud. Basterebbe una mappa aerea dal satellite e qualche drone per stanare gli abusivi ma tutto scifterà di almeno 5 anni, perché Draghi sa benissimo che toccare la casa è toccare un dente malato del Paese e Berlusconi ha sempre giocato sui condoni che ora temo non ci saranno più.
    Al momento dai sondaggi il Pd risulta il primo partito d’Italia col 20,6%, seguito dalla Meloni a un punto di distanza, che rallenta però la sua corsa, anche se è prima nel centrodestra con il 19,6. Il M5S che nel 2018 era il primo partito col 33% dei voti, per colpa degli errori di Grillo e della sua svendita folle a Draghi riconfermata ogni giorno da Conte, è quarto, paga non aver voluto stare all’opposizione che era l’unico posto decente che gli competeva e molti di quelli che lo hanno votato lo hanno fatto con l’amaro in bocca vedendo come Conte ha eliminato tutti i caratteri distintivi del Movimento (la democrazia dal basso, i meet up, il governo collegiale, il contrasto al neoliberismo, la difesa della giustizia, la tutela dei lavoratori e delle classi più povere come delle piccole e medie imprese…). Conte purtroppo non ha portato nessun valore aggiunto, non un principio o un valore o un programma, mentre ha minimizzato i caratteri distintivi del Movimento abbassandolo a diventare simile a tutti i vecchi e obsoleti partiti ormai indistinguibili uno dall’altro e improntati tutti a quei valori neoliberisti che vogliono solo ridurre i beni e i diritti dei più poveri, per aumentare la supremazia dei più ricchi. Conte per di più ha ridotto lo scontro elettorale alla sua persona mentre Grillo ha ordinato ai suoi Ministri di asservirsi totalmente a Draghi.
    Non è chiaro se tra gli astenuti ci sono i 5 stelle. Travaglio dice di no e che il M5S è leggermente aumentato, ma i fatti parlano chiaro e se prima il M5S era al 33% ed era il primo partito del Parlamento, se queste amministrative fossero state politiche, da primo sarebbe diventato quarto.
    Il fatto certo è che l’unione con il Pd non ha pagato. Il Pd ha continuato a mostrarsi ostile, si è accaparrato tutti i candidati e li ha messi contro il M5S. Lo ha fatto persino a Roma. Si è comportato come un nemico e non come un alleato e, per quanto in Parlamento il Pd abbia 93 deputati contro i 160 del M5S, ha agito da despota, imponendo i propri uomini e impedendo al M5S di candidare i suoi nello stesso gruppo. In molti Comuni il Pd, pur di non scegliere e votare un candidato comune, ha preferito perdere, con un comportamento deprecabile e suicida e il M5S si è ritrovato a mandare il proprio candidato da solo, come la Raggi, perdendo inevitabilmente.
    Il M5S, da parte sua, ha ridotto enormemente le liste e spesso ha presentato i propri candidati in solitaria condannandoli a morte certa. A Roma poi si è toccato l’assurdo con i dem contro la Raggi, mentre in Regione il M5S appoggiava Zingaretti, nemico acerrimo della Raggi.
    Insomma, se nel governo Conte I assieme alla Lega c’era stato almeno un minimo di coesione, fino alla rottura demenziale di Salvini, l’alleanza attuale con Letta è come mettersi una serpe in seno, per cui ci ritroviamo a combattere sul territorio non solo con la destra ma anche con i nostri presunti alleati mentre Grillo e Conte ci condannano ad accettare come incaprettati qualsiasi obbrobrio neoliberista da un Draghi che del popolo se ne infischia e pensa solo ad aumentare il potere delle classi più ricche e delle multinazionali (per fare poi le sue sceneggiate ipocrite ai convegni internazionali) come a mettere i peggiori nei Ministeri chiave del Paese (si pensi solo a Brunetta o alla Fornero).
    Ma la disfatta peggiore è stata quella di Salvini e non credo che a spiegarla bastino i recenti avvenimenti di Morisi o del barone nero. Salvini sta perdendo voti da tempo come un colino bucato, segno che gli slogan sulle magliette e le calunnie della Bestia non bastano più.
    La Lega rifluisce dal 26 al 6% a Roma, dal 27 all’11% a Milano, dal 27 al 9% a Torino e dal 22 all’8% a Bologna. Per la cronaca, FdI cresce ma non compensa tale tracollo. Salvini ormai è sgonfio e bollito. In Toscana alle Europee del 2019 aveva preso il 31%, tallonando il Pd, al 33. Oggi è al 21 con i dem oltre il 34. In Liguria era al 34%, ora è al 16. Nelle Marche passa dal 38 al 22. A Trieste passa dal 12 all’8,5. Perfino nel Veneto, dove Zaia da solo prende il 50%, Salvini è sceso al 15. A Roma la Meloni prende il triplo. Insomma è arrivata l’ora di un cambio dei vertici della Lega, anche se il Giorgetti della Bocconi sarà pure il maggiore dei draghiani ma come sex appeal per le piazze sta a zero. E certamente un Fedriga farebbe meglio alla Lega di questo catorcio ormai imbolsito che avanza a forza di selfie e mojito. Ora tenterà qualche exploit con Draghi, negandosi come la bella sdegnosa e fingendo qualche opposizione interna ma tutti ormai hanno visto che ogni sua alzata di scudi finisce sempre con l’asservimento completo a Draghi, tipo tappetino, e il voto a suo favore tradisce regoarmente i suoi discorsi in piazza.
    Salvini ha sbagliato tutti i suoi candidati, per di più ha trattenuto presso di sé tutti i suoi caduti per reati e dunque da allontanare, come Siri o Morisi. Ha rinnegato tutti i principi della Lega. Si è venduto a Draghi come corpo morto, mentre almeno la Meloni ha finto una opposizione fasulla. Salvini niente. Ha dimostrato in ogni modo di non essere uomo di parola, di non tenere in alcuna considerazione il programma della Lega, di rinnegare in un istante qualsiasi cosa detta, in una parola di non valere nulla.
    La Lega figura come il partito più delinquenziale d’Italia. Ha 1.526 tra indagati e condannati. Ha rovinato due Regioni disintegrando la medicina di territorio, in Lombardia ha dimezzato gli ospedali, nel Veneto ne ha tagliati il 30%. Con Fontana e Gallera ha toccato il fondo. In qualunque Regione abbia vinto ha chiuso i consultori e maggiorato le prebende dei governatori e dei loro amici, distinguendosi per accaparramento. In tempo di pandemia i suoi cavalli di battaglia, supremazia del nord, odio ai terroni, ai migranti, ai gay e alle droghe anche leggere, non fanno più molta presa sugli elettori molto più preoccupati della crisi economica, dall mancanza di lavoro, dall’aumento delle spese fisse per famiglia.
    E’ora che a Salvini subentri un leghista più costruttivo e intelligente, tipo Fedriga appunto, e che alle campagne di odio e di calunnie subentrino programmi per il bene del Paese. Ma vedremo se i governatori e i vertici della Lega questo cambiamento sapranno farlo.

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    • Concordo su molto ma Giorgetti ,Fredriga e Zaia sono Draghiani ancor più di Draghi. Sono loro, per amor di confindustria, ad aver spinto il buzzurro ad antrare nel governo, che non è così sprovveduto da non sapere che avrebbe ottenuto molto di più elettoralmente restando all’opposizione,

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  5. Fossi nella Raggi ed in un suo elettore, andrei a votare e nella scheda scriverei di pugno un bel vaffanculo ai due candidati sindaco, entrambi simbolo del ritorno al vecchio andazzo parassitario delinquenziale dei poteri marci romani e nazionali.

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    • E cosa risolverebbe?
      Glielo dico io: se la cosa si venisse a sapere( possibile) per settimane sputtanamenti uniti alla Raggi ed ai suoi elettori “antidemocratici, ignoranti e cafoni”.
      La toppa peggio del buco.
      È inutile, quando la realtà la accettiamo annichilita dalla costruzione propagandistica e viene derubricata a “percezione”, questi sono i risultati. Crediamo più alle parole, alle analisi, ai retroscena che ai nostri occhi.
      E non c’è alcun giudice a Berlino. Tutti a libro paga.

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      • Gentile, le ricordo che il voto è segreto e quindi ciò che lei sostiene è irrealizzabile (a meno di non truccare la scheda elettorale con segni). Non delegare più nessuno per rappresentare il mio malcontento ma andarci di persona e scriverlo sulla scheda elettorale è per me un gesto forte. Andare dentro la cabina è un dovere civico e diritto acquisito, non lo è metterci per forza una croce su chi non ci rappresenta. Ho pertanto espresso una mia considerazione personale, rispettabile come la sua. Decideranno ovviamente i romani cosa fare. Cordialità.

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  6. Egregia viviana( for ever) come si fa a votare 5s dopo che parli del diavolo per 10 anni( mr. B) e poi senza se senza ma ci vai a nozze?
    Io credo che il problema sia cercare un’altra proposta. Ci sono uomini nuovi?
    Chi ha voglia di dedicare una vita?
    È tutto tempo sprecato, i mass media dopo aver visto e toccato la paura Conte, spazio non te ne concederanno più.
    Come fa Di battista ad emergere?
    Qualche articolo, poi? Per farsi conoscere ci vogliono tempo e danaro.
    Chi paga? Da dove arrivano i soldi? Se li accetti da chi li ha scendi a compromessi, se non li accetti vedrai non ti daranno spazio e ti ritroverai a parlare al vento
    P. S. Tu sei di Bologna, nello scorso weekend si è svolto, il cersaie, fiera internazionale della ceramica, molto molto importante per il settore edilizio italiano. Relazione : aumento 40% del fatturato e riferito al 2019 precovid del 12 o 19%, aumenti record, boom di ordini mai visti, il merito? Del superbonus, opera di chi? Conte.
    Eppure in tv si parla di Morisi e di due facce nere!!!!!! E gli industriali capeggiati da Bonomi, osannano Draghi.
    Come si fa a non andare a votare?
    Chi ha voglia di sprecare la propria vita ( due mandati) per il nulla?
    Io sono super super deluso, non mi era mai successo in 56 anni, non accendo più la tv da 10 mesi….
    E mi sembra di essere in compagnia, vedendo la percentuale di astenuti..
    Saluti

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    • Gentile, condivido la sua delusione. Ma era la stessa che avevo sino al 2007, prima che Grillo e Casaleggio incanalassero il malcontento verso ideali e valori condivisibili, portando idee e volti nuovi a Roma. Ora nel 2021 scopro che il fu movimento si è fatto sistema, tradendo quei valori e gli ideali per cui veniva da me votato. Credo che alle prossime elezioni, gli elettori del movimento presenteranno il conto a chi si è rivelato un puro opportunista, con utilizzo per propri scopi della fiducia accordatagli dagli elettori. Cordialità.

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  7. A Roma l’alta politica tra i due contendenti a sindaco è cosi aspra ,hahahahahaaa haia la pancia ,che gli elettori di Michetti potrebbero votare Gualtieri e gli elettori di Gualtieri votare Michetti,senza che si accorgano della differenza.FORSE ROMA È PIENA DI ELETTORI CINGHIALI.

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  8. Se Conte chiede l’appoggio per Gualtieri, penso che mi cancello dal Mov.
    A parte gli insulti, le menzogne e i tentativi di ingabbiare la Raggi (la maggior parte provenienti dal pd), che non sono propenso a dimenticare.
    Come diceva qualcun altro fra michetti e gualtieri in teoria non c’è differenza.
    In realtà secondo me la differenza c’è, e secondo me per il bene di Roma è meno peggio michetti:
    – michetti come alemanno (anzi assolutamente più inconsapevole), fa parte di quella destra becera e arrogante, fascista, che ruba quasi alla luce del sole e si fa pure beccare (vedi alémagno)
    – il pd invece è ben organizzato, ha pure parecchi infiltrati in magistratura, e ruba spesso senza dare nell’occhio. Vedi il mondo di mezzo che è cresciuto proprio durante i rutelli e veltroni.

    Dobbiamo stare molto attenti all’alleanza con questi, (già letta appena ha visto qualche percentuale in più ha mezzo insultato conte e sta pensando a iv e fi). Vediamo se Conte se ne rende conto.

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      • La Raggi e Conte devono avere il coraggio di dare indicazione di voto per quel tontolotto di Gualtieri.
        Il quale non deve essere certo un fulmine di guerra viste le stupidaggini che ha proferito in campagna elettorale sulla Raggi, ma è pur sempre stato un ministro del governo Conte2 e che, quindi, ha “assaggiato” la il significato della collaborazione con M5S e potrebbe NON essere assimilato all’area renzo- berlusconiana che alligna solidamente ancora nel PD.

        Indicazione di voto, naturalmente, SENZA nessuna richiesta di apparentamento.
        Sarebbe dirompente e spiazzante per i centristi/forzitalioti che, purtroppo, contano ancora troppo dentro al pd.
        E sarebbe a che un atto di serietà che il M5S che i cittadini elettori riconoscerebbero al Movimento che deve pensare seriamente a ricostruire se stesso su basi diverse da quelle banali delle urla e degli slogan di piazza.

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  9. Meno male che piano piano pure Travaglio si sta accorgendo che questa alleanza è un suicidio.

    Soprattutto se una delle due parti (i 5stelle) ha capacità politiche inferiori a quelle del bradipo Sid.

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  10. Il piano del PD è sempre stato quello di divorare il M5S, riprendersi gli elettori che nel 2018 avevano votato il Movimento per schifo nei confronti del PD renziano, poi, dopo aver spolpato il Movimento, gettare via l’osso.
    L’alleanza PD-M5S serve solo a questo.
    Chi continua a non vederlo e va avanti con lo slogan “solo sommando i voti di PD e M5S si possono battere le destre” non ha capito niente, perché non comprende che la somma può anche essere buona, solo che in capo a due anni il M5S di voti da sommare ne avrà pochissimi, gran parte se li sarà ripresi il PD.
    Grillo non capisce più nulla e Conte pensa solo a tornare a Palazzo Chigi, e per farlo è disposto a svendere il Movimento a Letta & co., perché è rimasto al “Conte punto di riferimento dei progressisti europei” (ma Letta gli ha già fatto capire che deve calare le voglie, perché il Movimento è minoritario rispetto al PD, quindi i tempi del “Conte o morte” sono finiti).
    Se va bene al Movimento, d’accordo. Però almeno ci sia la consapevolezza di questo disegno, non si continui a pensare che Conte condurrà il Movimento a chissà quale vittoria.

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  11. Conte può dire quello che vuole, invito i sostenitori della Raggi a rimanere a casa per i ballottaggi come farò io naturalmente. Non voglio essere complice del degrado di Roma per il futuro.

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    • Non puoi impedire che sia uno dei due il prossimo sindaco, tanto vale che tu ne punisca uno votando l’altro.
      Io voterei michetti, trattenendo il vomito.

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  12. NIENTE SCONTI AL PD————————-CHI HA VOTATO “VIRGINIA RAGGI” VADA A VOTARE SCRIVENDO NELLA SCHEDA IL SUO NOME. IL SOSTEGNO A GUALTIERI LO DIANO GLI ASTENUTI! Quelli che hanno penalizzato Virginia.

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  13. Accorato appello agli elettori romani fedeli al M5S. Non andate a votare al
    ballottaggio, lasciate che se la vedano tra sé e se proprio non potete farne
    a meno, tappatevi il naso e il culo e votate Michetti…che sistemerà le strade,
    eliminerà i cinghiali, i topi,, i cani e i gatti randagi; gli zingari, gl’immigrati, la spazzatura,
    la droga e soprattutto la corruzione e la malavita.

    gualtieri è un alleato di governo, ma preferisce il fenomeno calenda dei parioli
    in montezemolo e schifa qualsiasi esponente del M5S.
    Pensa un po’ te che alleato!

    Roma non ha voluto Virginia Raggi? Che sprofondi pure nella melma puzzolente,
    garanzia di chi sceglierà definitivamente come sindaco, tanto uno o l’altro pari sono,.

    Il PD, candidando gualtieri, non ha permesso la rielezione di Virginia Raggi.
    Il PD è sempre il solito partito pieno zeppo di voltagabbana che ha partorito
    perfino l’immondo personaggio ‘ebete di rignano’ e la sua degna congrega .
    Il PD non può cambiare è troppo colluso con la destra, la finanza, l’imprenditoria e
    la criminalità. Fino a poco tempo fa ne arrestavano uno al giorno, ricordate?
    Il PD è il più ipocrita dei partiti che ha finto di opporsi al delinquente naturale e
    sottobanco gli garantiva la proprietà mediatica. ‘Berlusco’…ricordati degli amici!
    Il PD è il PD di sempre!

    Pori romani, come siete conci!

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  14. Voglio andare a casa.
    Casa dov’ è ?!!

    Scusi lei, casa dove è.. sigh sigh casetta.

    Il 18 cerca ancora casa sua, vai a metterlo a letto.

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  15. Il piano del PD (cioè di Renzi) è stato chiaro fin da subito: allontanare il M5stelle da Salvini (essendo un terzo incomodo, il Movimento condivideva qualcosa “di destra” – ad esempio il controllo dell’ immigrazione, lo stop alla Fornero – e qualcosa di “sinistra” – ad esempio giustizia, lavoro, Reddito… ) al cui ridimensionamento avrebbe pensato poi.
    Il Conte 1, aveva “accontentato” gli elettori di entrambi i partiti che si erano uniti per governare insieme dopo le elezioni: comunque la si pensi, in pochi mesi molto quello che avevano promesso è stato mantenuto (mai successo…).

    Elettori contenti? Si prospettava un cambiamento? Chissà. Occorreva però correre subito ai ripari: il ponte di Genova aveva mostrato quanto gli industriali “che contano” e che avevano tenuto in piedi, con i loro soldi e le loro pubblicità, il globalismo “progressista” (leggi PD) fossero a rischio.
    Occorreva muoversi subito. Si cominciò con Salvini: da Capitano a ubriacone in un solo giorno, cambiandogli anche la fidanzata con una di stirpe potente che lo tenesse al guinzaglio.
    Per mesi si parlò solo delle sue nefandezze, vere o presunte, e lui ci mise molto del suo. Bisognava inviare agli elettori 5stelle il messaggio: “Non vorrete mica restare alleati con questo razzista ubriacone?”

    Renzi stava lavorando per una alleanza col PD, che col suo apparato capillarmente esteso e nei posti che contano, l’ alleanza di ferro con l’ industria, le infinite vere e finte Coop, gli affari dell’ “accoglienza”, la Chiesa bergogliana, e sotto l’ ala DEM obamiana, ha chiamato Letta (faccia rassicurante e propaggini in Forza Italia) per fingere l’ ennesimo rinnovamento.
    Il Nostro, intanto, ben saldo con i suoi (finti) ex a fare il bello ed il cattivo tempo nel governo e nel partito, depotenziato il mansueto Zingaretti (non se ne parla più: esiste ancora?), attende di piazzare alla segreteria il fedelissimo Bonaccini ed intanto , compice l’ onnipresente propaganda ( anche di giornali e giornalisti un tempo “vicini” agli antichi 5stelle ed ora “progressisti” quindi ben visibili in TV) tramuta con mille mezzi quello che resta dei 5stelle in stampella per il PD. Un PD che si occupa di jus soli, Zaki, voto ai sedicenni e marijuana libera,… mentra il “grosso” del lavoro lo fanno Draghi, i suoi e i militari.

    Un bell’ affare per i “buoni”: non bisogna votare, non vorrai mica diventare cattivo e fascista? Quindi, per salvare la democrazia “rossa” e progressista, occorre un Dictator. Gli antichi romani almeno ce lo avevano a tempo, ma anche presso di loro, spesso, i dittatori si … allargavano…

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