Letta: “Siamo più forti dei Cinque Stelle”

Il non-leader per antonomasia è il vero vincitore della tornata elettorale più importante di questa fase. Vince la sua sfida personale (le Suppletive nel collegio di Siena e di Arezzo) con il 49,92% (33.391 voti) superando di quasi 12 punti il candidato del centrodestra Tommaso Marrochesi Marzi.

(di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – “Non mi devo montare la testa”. In un salone del- l’Hotel Garden di Siena, da dove aspetta i risultati, Enrico Letta è da solo prima delle dichiarazioni ufficiali. Diventa rosso mentre afferma che sì, il Pd ha vinto le elezioni. Quasi si schernisce: “Devo prima telefonare a tutti i candidati sindaci”. Prima di apparire davanti alle telecamere, prima di decidere come capitalizzare la vittoria. Ci metterà tutto il pomeriggio per chiarire: Conte è ancora un punto fortissimo di riferimento? “Era un’altra fase. Con Conte il rapporto è ottimo, continueremo a lavorare, ma sulla nostra coalizione bisognerà fare un discorso allargato”.

Il non-leader per antonomasia è il vero vincitore della tornata elettorale più importante di questa fase. Vince la sua sfida personale (le Suppletive nel collegio di Siena e di Arezzo) con il 49,92% (33.391 voti) superando di quasi 12 punti il candidato del centrodestra Tommaso Marrochesi Marzi. A Milano e Bologna vincono candidati dem, a Napoli il candidato sostenuto dal Pd. E a Roma e Torino i dem vanno al ballottaggio. Andrea Casu conquista il seggio di Primavalle. Resta la sconfitta in Calabria, frutto (anche) di un pasticcio reiterato nella scelta del candidato.

Alle 18 e 20 Letta appare sul podio con Siena sullo sfondo. Racconta di un Pd che vince quando va “oltre” se stesso, fa sapere che non ci saranno apparentamenti ufficiali ai ballottaggi, ma vuole i voti di tutti i candidati: nella Capitale Roberto Gualtieri è il favorito e non a caso tra Virginia Raggi e Carlo Calenda il segretario non fa scelte. È il Pd il perno dell’Ulivo 2.0 in costruzione. Letta insiste su un Draghi da ora più forte, ma parla di un “dopo Draghi”, nel 2023. Quando ricorda che i risultati 5 anni fa furono decisamente meno buoni di questi, si sente l’eco di una rivincita personale nei confronti dell’allora segretario, Renzi. Assicura che dalla sua posizione vigilerà sul futuro di Mps. È un fatto che dopo l’inizio in cui l’acquisto della banca da parte di Unicredit con un accordo dai confini piuttosto incerti sembrava un macigno sulla campagna, è sceso il silenzio sul tema e il dossier è apparso congelato. Esibisce una certa emozione Letta quando racconta che “questa è stata la più bella campagna della mia vita, tutta sul territorio”. Di più: “La giornata di oggi completa la mia formazione politica”. In due mesi, il segretario ha fatto 10mila chilometri, sostanzialmente da solo (con la sua portavoce ombra, Monica Nardi e con Michele Bellini, il giovane che si è portato dietro da Parigi). Solo era anche ieri, con tutto il Pd nazionale riunito al Nazareno. Nomina solo il suo predecessore, Nicola Zingaretti. Le polemiche sul futuro dei dem le liquida con un mezzo sorriso: “Credo che sia meglio vincere”. Difficile, ora, pensare che ci sarà un congresso. Uno dopo l’altro, arrivano gli amministratori locali: Eugenio Giani, presidente della Toscana, Dario Nardella, sindaco di Firenze, Simona Bonafè, segretaria regionale. Fonti di Iv millantano una centralità che non c’è mai stata.

Fino all’ultimo si respira un’atmosfera sospesa, con i primi dati che non sono chiari e le proiezioni Swg che prefigurano un testa a testa Gualtieri-Raggi. “La politica è sempre meno rappresentativa. In fondo questo è un voto di inerzia”, commenta qualcuno in controtendenza mentre la vittoria già si profila nettissima. Ma anche l’astensione: l’affluenza qui è al 35,59%. Letta quanto utilizzerà davvero la vittoria? “Potrei dire andiamo al voto, ma penso più all’interesse del Paese”, chiarisce prima di scendere in piazza del Campo a festeggiare. “In serena attesa” era stato descritto a urne appena chiuse. “Sereno” riacquista il suo significato.

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7 replies

  1. Si? sei il più forte? a livello comunale di sicuro , se vuoi diventarlo a livello nazionale (altra storia) comincia a ripulire il tuo partito, please

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  2. Cioè, per questo imbecille la cosa importante è essere più forti dei 5S!
    La cosa importante per questo stronzo non è:
    Essere più forte dei fascisti
    Essere più forte dei mafioso
    Essere più forte dei ladri
    Essere più forte dei evasori totali

    No, a questo leader (parola francamente eccessiva) interessa PRENDERE PIÙ VOTI DEL M5S!!!

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  3. La frase virgolettata nel titolo io non l’ho letta.
    Certamente con queste elezioni il pd “pesa” di più dei 5stelle. Ma ne’ il pd ne’ i 5stelle hanno bisogno di guardarsi allo specchio per stabilire chi sia più bello.
    Devono pensare a capire cosa vogliono essere e mettersi a disposizione, insieme, per un’Italia decente.

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  4. Questo paese è proprio una barzelLETTA, piu di meta’ di potenziali elettori sono stati a casa schifati, e questo mediocre pupazzo del sistema si sente il piu forte.

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  5. Non limitatevi ai titoli come i lettori del giornalame di destra.
    Nell’articolo, quella frase, Letta non la dice.
    Ieri, invece, ‘ho sentito proclamare entusiasticamente sicure alleanze con Conte, di cui pare avere grande stima, ma oggi non trovo mezza virgola di tutto ciò, da nessuna parte.

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