Sorpresa: il centrosinistra ribalta i sondaggi e vince ovunque (anche insieme ai 5 Stelle)

(Luca Telese – tpi.it) – Sorpresa. Gli elettori hanno scelto, e ancora una volta hanno stravolto i rapporti di forza in campo fino a due mesi fa: l’ultimo voto reale (le europee) e tutti i sondaggi prevoto dell’estate, ci raccontavano uno scenario dove non c’era partita. I tre partiti del centrodestra in queste stime viaggiavano (con pesi specifici diversi e fluttuazioni interne) intorno al 48%, delineando in quella coalizione un dominatore assoluto nella sfida. I primi exit poll, gli ultimi sondaggi – e i primi voti scrutinati – ci raccontano invece un risultato opposto. Nelle grandi città vince ovunque il centrosinistra e – questo è il dato più sorprendente – vince spesso al primo turno (Napoli e Milano). Ma vince, addirittura, in tutte le sue molteplici configurazioni: sia con l’asse Giallorosso classico (Napoli), sia con la coalizione più “vasta” (Bologna) mai schierata in campo, sia dove il centrosinistra non è alleato con il M5s (Roma e Milano).

Prima osservazione: dove non c’è il partito di Giuseppe Conte in coalizione, il centrosinistra classico avrà comunque bisogno dei suoi voti per il secondo turno. Seconda informazione importante: questo dato è circoscritto alle metropoli (manca la grande provincia italiana) e – terzo elemento decisivo – la percentuale di votanti è stata più bassa, e proporzionalmente più bassa nelle periferie. Infine un dato decisivo: la coalizione di centrosinistra sarà avvantaggiata al ballottaggio, sopratutto dove come a Roma partiva divisa (nella capitale addirittura in tre) perché al secondo turno ha la possibilità di aggregare nuovi consensi, perché gli avversari (da Milano a Roma) hanno già fatto il pieno dei loro consensi.

Tuttavia, fatte queste premesse, il dato c’è, ed è innegabile: la coalizione Salvini-Meloni-Berlusconi, partita favorita ha perso ovunque. E il primo tema è questo: la classe dirigente che ha messo in campo (a partire dai ruoli apicali dei candidati, ma non solo) è più debole. Dietro questa constatazione elementare, però, c’è un altro tema, meno evidente. Anche se non esiste una prova scientifica, molti segnali dicono che il grande rapporto tra la destra e il suo elettorato si è rotto sulla pandemia, sul Covid, sul green pass. È un tema che riguarda sopratutto la Lega, con le sue pubbliche divisioni e i dissensi dei governatori sulla linea Salvini. Ma è un problema che attraversa tutta la coalizione, perché in Forza Italia stride il dissenso (e questo fa perdere possibili voti) mentre in Fratelli d’Italia, che pure prosegue la sua crescita, la sofferenza di un’ala legalitaria è emersa ai candidati.

Dunque il voto ha avuto una doppia valenza: sul piano locale certifica un peso specifico di cui abbiamo detto, sul piano nazionale rende plastica la fotografia di un malessere a cui si è aggiunto molto di più: gli strappi, molto visibili tra Salvini e la Meloni, il fattore “fuoco amico” che ha colpito (in modo speculare e selettivo) sia Bernardo che Michetti. A Roma con i centristi che fanno voto disgiunto contro l’uomo della Meloni. A Milano, con l’ala destra che resta tiepidissima. Ma certo hanno pesato anche le tante gaffes. La pistola di Bernardo (con la tragicomica precisazione che l’arma non veniva indossata nei reparti con i bambini), le fughe dai duelli di Michetti, il riciclo messaggio audio del candidato milanese (con il ricatto: o pagate o lunedì sospendo la campagna) e anche le memorabile digressioni dello speaker di Radio Radio, che ha fatto della sua compagnia amministrativa una sorta di kolossal di cartapesta tutto infarcito di grotteschi pena agli imperi e agli acquedotti romani (“Meravigliosi!”), citazioni di Romolo Augustolo, e silenzi sul recovery plan. Contano molto le competenze e le coalizioni di partenza.

Infine una notazione su Calenda e sulla Raggi. Il promo ottiene un ottimo risultato a Roma, e scippa la leadership del centro al desaparecido Matteo Renzi (quasi ovunque il suo simbolo non era sulle schede, e i suoi uomini erano solo nelle liste comuni con altri) . Ma l’ex ministro non sfonda da solo, e non riesce ad accadere al ballottaggio: adesso dovrà scegliere se entrare nella “coazione vasta” che gli propone Letta, o provare a fare la terza forza. Infine un piccolo dato politico: si votava per la Camera in due elezioni suppletive e – soprattutto a Siena, dove aveva vinto la destra – Enrico Letta ha ottenuto un ottimo risultato senza il simbolo del Pd (per indicare l’apertura a una nuova coalizione).

Giochi fatti per le elezioni nazionali dunque? Per nulla. In primo luogo perché alle politiche lo scenario è diverso: si vota a turno unico, e con il Rosatellum il peso specifico di una coalizione unita nei collegi è più forte di una coalizione disunita (o che si presenta a macchia di leopardo). E poi perché le leadership sovraniste, per quanto nel caso di Salvini abbiano bisogno di un tagliando, restano per ora le più salde. Hanno ancora una grande riserva di consenso in quella profonda provincia che in questo voto appare sottostimata. Il precedente del 1993 dovrebbe essere di ammaestramento: vinsero nella città i sindaci del centrosinistra (con in testa Antonio Bassolino e Francesco Rutelli) ma le politiche del 1994 le vinse la prima colazione di centrodestra della storia, guidata da Silvio Berlusconi. Ecco perché la partita è lunga, il centrosinistra giallorosso ha segnato un punto importante, ma il novantesimo minuti arriverà solo con il prossimo voto delle politiche.

31 replies

  1. sì, mo’ è un trionfo del M5S…
    ma che cazzo dici, Tele’??? vabbè fare i tifosi, ma esagerare no, sennò si diventa solo coglionazzi faziosi.
    tutti, ma proprio TUTTI i sondaggi davano il centrosinistra in vantaggio: si discuteva solo se sarebbe stato un cappotto 5-0 (come pare) oppure no.
    la vittoria è tutta del PD.
    per il Movimento è una DEBACLE PAZZESCA.
    a Roma la Raggi, tanto celebrata da Travaglio, non arriva al ballottaggio, e adesso i suoi nemici dovranno votare PD (auguri).
    a Torino la candidata M5S non arriva al 10%.
    a Milano Layla Pavone, che il Bamboccio con la pochette chiamava Layla Romano, non arriva al 4%, forse nemmeno al 3%
    a Napoli il candidato giallorosso vince, ma la lista del Movimento arriva all’11% risicato.
    il Bambocciaccio dirà che non è colpa sua perché è appena arrivato, e tutti i bambi di Conte gli andranno dietro, ma la realtà è che se fosse questo gran Dio del 70% qualche voto lo avrebbe accalappiato.
    invece è una sconfitta totale.
    d’ora in avanti altro che leader del centrosinistra e punto di riferimento fortissimo dei progressisti, il Bamboccio può fare solo lo scendiLetta, il M5S può essere solo un cespuglio del PD.
    auguri CORNACCI.

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      • Ma infatti, Bugsyn, dove l’ha letto che Telese vede trionfante il m5s?
        Fisse di un paranoico.
        È roso da odio/invidia verso Conte e da un’incredibile rabbia repressa, ma non va al di là delle banali frasi fatte e degli schizzi di veleno…

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      • Questo essere grezzo e violento, che PARLA PER SLOGAN e concetti vecchi come il cucco e di neuroni in testa non ne ha neanche l’ombra, crede che sprecherei mai un ragionamento logico ed un’analisi con un elemento del suo livello.
        Merita solo parolacce e vomito.
        Gli piace Paolo, non perché ha fatto una seria disamina, ma perché votava AN, quindi non è una “zecca comunista”, ma lo immagina fascista come lui, e perché l’ha degnato di una risposta seria, che NON MERITA.
        Torna nella fogna da cui sei uscito, è quello il tuo habitat.

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  2. Non è un gran giorno per il nostro Paese se un italiano su due non va più a votare. Questo mi sembra l’unico dato degno di nota.

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  3. Caro Mazzuolatore fai l’errore, come fanno in tanti da sempre in malafede, di valutare il voto amministrativo come una prospettiva politica nazionale. I 5stelle, il cui massimo consenso nelle amministrative è di 5 anni fa e che fu il preludio al trionfo nazionale del 2018, non sono un Partito/Movimento da proposta locale. Perché non ha apparati sul territorio. È una forza politica d’opinione che può raggiungere il massimo consenso solo alle politiche, quando spariscono le liste civiche. Chiaro che il 33% se lo scorda, ma può ancora giocarsi un ruolo importante sopra il 20%. Dipenderà da quanto Giuseppe Conte saprà rappresentare il nuovo corso, alternativo a queste destre ( scadenti, demagogiche e ridicolmente ancorate a parole d’ordine vetuste), e lo dico da vecchio elettore di AN, ma ben distinto dalla sinistra ipocrita e salottiera di questi anni. Se farà un lavoro all’altezza delle esigenze di quell’elettorato stanco delle solite consorterie fintamente avversarie potrà garantire ancora un ruolo importante del Movimento. Insomma non venderei la pelle dell’orso etc. etc.

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    • oh, finalmente uno che riesce a fare un discorso sensato e pare avere due neuroni in testa, insomma uno che non è né una zecca demente, né una bimba di Conte.
      quello che dici è in parte vero, con riguardo al fatto che il M5S non è un partito da proposta locale e quindi fatica a sfondare nei comuni, ma il punto è che il M5S ha perso anche dove doveva dimostrare di aver amministrato bene: Raggi e Appendino meritavano maggior fortuna.
      ma la colpa di chi è?
      del Bamboccio con la pochette e del PD: il Bamboccio non ha sostenuto fino in fondo la Raggi, e non ha spinto per la Sganga su a Torino, perché sennò avrebbe infastidito il PD, e messo in pericolo l’alleanza giallorossa. così, per non toccare la sacra alleanza, ha sostanzialmente abbandonato a se stesse le candidate locali (l’assist che ha fatto è stato più di facciata che altro).
      e ora la prospettiva è chiara ed è quella che ho già detto: il M5S diventerà null’altro che un cespuglio del PD. d’altronde, il M5S ormai è minoritario sia a livello nazionale sia a livello locale.
      l’unica consolazione è che al Bamboccio mal gliene verrà, perché, da leader del partito di minoranza, di fare il leader dell’intero centrosinistra non se ne parla, e quindi a Palazzo Chigi non tornerà mai.

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      • Egregio mazzuolatore, come lo indica il suo nome, lei continua a identificarsi nella figura del boia pontificio ( la mazzolatura era un’orribile forma di esecuzione capitale in vigore nella Roma dei Papi) e tutti i suoi ragionamenti ne vengono contaminati.
        Complimenti.

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      • @Paolo Diamante
        non ho bisogno di mazzuolare nessuno.
        il M5S lo hanno già mazzuolato sonoramente gli elettori.
        e voi invece di domandarvi perché state qui a prendervela con chi vi dice semplicemente le cose come stanno.
        continuate pure a cantarvela e a suonarvela: in capo a due anni il M5S sarà polverizzato.
        farà la fine di Liberi e Uguali, un cespuglietto del 3% che crede di essere un grande partito e di poter dettare legge, e che invece non si fila nessuno.
        così piacerà tanto a quella trinariciuta di Anail.
        contenti voi.

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      • Purtroppo il mazzolo umano ha ragione, Giuseppi e Gigino alla Raggi l’hanno sostenuta tenendola per le orecchie.

        La profezia di De maledetti era quella: M5S costola del PD.

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  4. La lettura è semplice semplice:
    1 – il centrodestra ha sbagliato un gol a porta vuota e sotto la propria curva, per mere beghe interne da retrobottega di partito, della serie “chi troppo vuole nulla stringe”;
    2 – lì dove il M5S si presenta da solo, con un candidato forte, storico, identitario, credibile (Roma), regge il confronto con gli altri schieramenti, anche con tutto l’universomondo mediatico contro;
    3 – lì dove il M5S si presenta con il PD, e checchè qualcuno canti vittoria, prende mediamente cifre da prefisso telefonico, si auto-condanna all’estinzione, e nell’immediato può aspirare al massimo ad uno strapuntino inutile in consiglio comunale, in una maggioranza dove il PD la fa largamente da padrona;
    4 – forse qualcuno si è illuso di auto-conservarsi politicamente creando un proprio cerchio magico di potere tale da garantirsi una qualche rendita futura, ma continua a non capire che se non inizia a staccare le chiappe da quelle maledette poltrone e andare a recuperare i voti casa per casa in quell’oceano di astensione che è sotto gli occhi di tutti, è destinato a fare la fine di cui al punto 3.
    E così sia, con buona pace dello pseudo-Elevato e delle Bimbe di Conte.

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  5. Ammazza oh!
    Le analisi dei sedicenti economisti finanziari, talvolta prestati al diritto processuale e talvolta prestati alle scienze politiche (con notevoli risultati, peraltro), sono raffinatissime: vanno da poltrona, a bimbe di Conte, manca giusto Giuseppi e la feccia pd (ma solo perché qualcuno li ha già usati).

    Ma vediamo nel dettaglio la lucida analisi, In pratica dove il m5s va da solo (Roma e Torino) vince; infatti ci sono speciali risultati dati solo a determinati soggetti per aiutarli nel solito discorso di far credere a chi li circonda che sono intelligenti.
    Dove il mv va col pd con candidato pd fa lo strapuntino (sebbene il candidato abbia ringraziato, ma loro dal divano ci vedono lunghissimo).
    PEccato che a questo improbabile spoglio personalizzato manchi: dove il mv corre col pd con candidato proprio(Napoli) e dove il pd corre da solo, ma non serve alla loro narrazione, tanto accade tutto nella fantasia degli espromessi/estromessi.

    Sintetizzando il pensiero magico:
    la colpa è di Peppino, arrivato da 2 settimane, loro proprio non ci stanno, gli manca il Kapitone.

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  6. Ah ecco: ora è anche un italianista.
    Aggiungetelo alle specializzazioni che alla tavola dove siede gli hanno concesso.
    E scatti subito l’applauso, l’applauso al trombato non si nega.

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  7. No comunque lui che parla di poltrone e dice agli altri che sono sgrammaticati è fantastico. E non parlo dei veri errori grammaticali alla checchè perché sarebbe troppo facile, no no, parlo proprio degli abusatissimi modi di dire di cui infarcisce il suo penetrante discorso.
    Lui è quello che Prodi non capisce niente di economia e finanza.
    Lui la mattina si guarda allo specchio e vede Brad Pitt.

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  8. C’è anche chi si accontenta e gode

    Ettore Rosato: “A #Terzorio (IM) altro splendido risultato per Valerio Ferrari riconfermato sindaco. Congratulazioni!”.
    “Tra le (ben poche) vittorie che i renziani possono vantare nella tornata di amministrative, quella nel minuscolo paesino dell’imperiese – 189 elettori – è la più straordinaria: perché il 29enne Ferrari Valerio, sindaco uscente, correva da solo. Ed è stato riconfermato per mancanza di avversari, grazie ai 124 voti guadagnati dalla sua lista civica “Nui tersurin”. L’affluenza, bisogna concederlo, è stata di tutto rispetto: 138 votanti, il 73,2% degli aventi diritto. E il nuovo-vecchio sindaco dovrà anche fare i conti con un consistente dissenso, espresso nelle urne con otto schede bianche e sei nulle.”

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    • Tracia
      Ma su twitter, devi vedere che grancassa per TUTTE LE LORO VITTORIE!!!
      Sarebbero patetici, se non facessero schifo.

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    • Allora, visto che sei durissima di comprendonio (nel migliore dei casi) o in malafede e provocatrice (nel peggiore), provo a farti un bel disegnino con i pennarelli dell’asilo:

      – “In pratica dove il m5s va da solo (Roma e Torino) vince”: mai detto, te lo sei inventato;
      – “Dove il mv va col pd con candidato pd fa lo strapuntino”: incontrovertibile;
      ” PEccato che a questo improbabile spoglio personalizzato manchi: dove il mv corre col pd con candidato proprio(Napoli)”: ah, quindi Manfredi è iscritto al M5S, proprio come Conte, magari?

      – “Sintetizzando il pensiero magico: la colpa è di Peppino, arrivato da 2 settimane”: mai detto, te lo sei inventato, non ho mai dato a Conte la colpa di nulla, anzi lo ho sempre apprezzato come PdC, ciò che ho sempre contestato è il metodo scandaloso con cui gli è stato regalato il Movimento, un metodo che ha dimostrato il disprezzo assoluto di iscritti, militanti, attivisti, Stati Generali, statuto, meet-up (praticamente azzerati dal nuovo statuto seicentesco) e che ricorda le migliori tradizioni Berlusconiane, o le cupole della locride;

      – “loro proprio non ci stanno, gli manca il Kapitone” mai detto, ti sei inventata anche questo, anzi ho sempre sparato a palle incatenate con l’inneggiatore del Vesuvio; magari mancherà a te, che non potrai più fare la leonessa da tastiera sul suo profilo;

      – “Lui è quello che Prodi non capisce niente di economia e finanza”: stendiamo un velo pietoso, ti auguro che venga ad amministrare il tuo condominio;

      “Lui la mattina si guarda allo specchio e vede Brad Pitt”: no, sono più il tipo da Hugh Jackman 😛

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  9. UN PANORAMA SQUALLIDO- Viviana Vivarelli.

    I giornaloni di Confindustria hanno perso e a forza di non vendere chiuderanno uno dopo l’altro. I programmi tv tutti allineati con la destra capitalista hanno stufato e anche loro soffriranno un calo di ascolti che ne decreterà la rovina, battuti dai programmi di cucina.
    I sondaggi che davano tutti una grande vittoria del centrodestra hanno rivelato quello che sono: una truffa pagata dai padroni del vapore. Il grande nemico del capitale, e cioè quel M5S che doveva portare alla rivoluzione del proletariato e alla democrazia esercitata direttamente dal popolo è morto per suicidio interno, tradito da Grillo per motivi abietti, asservita a Draghi fino all’ultimo tradimento del voto passivo dei 4 Ministri sulla Cartabia e normalizzato da un Conte restauratore, troppo signore per fare una rivoluzione e troppo lontano dal governo dal basso per capire una grande utopia.
    Alla fine ha vinto il solito centrosinistra e ha vinto di più dove ha ammucchiato di più, senza idee, senza programma, ormai più a destra della destra, vile, rinnegato, passivo, senza nerbo né bandiera, ma votato da una massa di vecchi abitudinari a cui non fa senso nemmeno votare per Casini o Santori.
    I media falsificatori avevano finito per credere nella realtà fittizia che costruivano ogni giorno, lontanissima dal Paese reale e dai suoi problemi. Pensavano che a forza di raccontare frottole si sarebbero reificate, come il bambino con Papà Natale e si sono accorti loro malgrado che la politica draghiana da loro magnificata non faceva presa sul Paese reale mentre gli italiani si dibattevano con ben altri problemi che il Draghi vero aumentava e non certo diminuiva.
    Non esiste un Paese per soli ricchi.
    Le leggi perverse di Draghi ci stanno davanti agli occhi e sarebbe bastato un vero partito di opposizione per prendersi parecchi voti ma per colpa di Grillo non c’è stato e il disagio e il malcontento non hanno trovato uno straccio di partito a cui aggrapparsi mentre Salvini perdeva tempo nella battaglia fallita dei NoVax, resa fasulla dai suoi continui passaggi di campo, rivoluzionario in piazza ma servile a corte e dunque ridicolo. La Meloni con la sua finta opposizione non ha convinto nessuno e col bacio finale a Salvini ha deluso tutti.
    Insomma poi tutto è andato come nessuno aveva previsto. Mi dispiace per Mentana, già abbondantemente smerdato dal ritiro del Mes, dalla conferma del reddito minimo, e dal menefreghismo assoluto di Sua Santità Marione che quelli come Mentana neanche li vedono.
    Nelle grandi città vince ovunque il centrosinistra. Vince in tutti i modi. Da solo o in compagnia. Col M5S o senza. Quando le cose vanno male l’elettore vecchio torna alla tradizione e questo è un Paese di vecchi. Comunque è bene che Letta non si monti la testa e che non abbandoni il M5S, anche se la tentazione è tanta e peggio di così non poteva trattarlo. Ed è bene anche che i partiti tutti si facciano qualche domanda su come mai abbiamo battuto il recordo delle astensioni. Ci sarà putacaso qualcosa che non va nei racconti dei giornaloni e nell’ossequio esagerato a Draghi?
    E qualche domanda se la faccia pure il centrodestra. Se il centrosinistra non è mai parso tanto bollito, non è che al centrodestra è andata molto meglio. Non sarà il caso di lasciar perdere qualche inutile trombone e tirar fuori qualche persona più seria, supposto che ce ne sia, aumentando i Fedriga o gli Zaia che sono stati meno sciamannati di altri. E’ vero che il livello culturale del popolo italiano è basso ma anche un analfabeta lo sente quando le cose vanno male e solo i più ricchi si arricchiscono a scapito dei più poveri.
    A breve ci aspettano nuove elezioni in 25 capoluoghi e città importanti da Genova a Palermo, da Monza a Lecce. Sarà il caso di fare giochi politici un po’ più intelligenti e di non basarsi solo sulle porcherie della Bestia?
    Come in ogni votazione che si rispetti apparentemente hanno vinto tutti, persino Renzi. Nella realtà per numero di votanti hanno perso tutti. Ci può essere qualcuno che si rende conto che una politica urlata fatta come adesso e basata solo sulla calunnia ha nauseato tutti e che c’è bisogno di operazioni più serie?
    La pandemia ha peggiorato la situazione del Paese. Draghi avrà pure il suo bel daffare per accontentare le multinazionali del petrolio, i banchieri e i capitani di Confindustria, fregandosene del popolo, della giustizia e del lavoro, ma la pandemia ha colpito duro e ci sono 60 milioni di italiani che non hanno la sede sociale in Olanda o la residenza in Svizzera e il fatto che smettano di votare mentre tv e giornaloni restano nelle stesse mani di prima, con gli stessi insopportabili giornalisti di prima, non è un buon segno. Persino Draghi se ne dovrebbe accorgere!
    Il trio Salvini-Meloni-Berlusconi ha perso ovunque. Ma Letta è un capo debole e Conte è troppo educato per fare una rivoluzione.
    Questa potrebbe esplodere in maniera incontrollata nonostante loro. Non basta mettere un coperchietto di latta su una pentola a pressione, il contenuto potrebbe fuoruscire in modi molto indesiderati. Astensione vuol dire malessere. E il draghismo non è il modo migliore per dare soddisfazione a chi ha perso il lavoro o sta per perderlo. Draghi sa solo aumentare i pesi sulla spalle di chi sta peggio e la viltà dei partiti glielo permette, ma non è una situazione che può andare avanti a lungo. Chi soffre soffre anche se la televisione gli dice che tutto va bene e i sondaggi lo ingannano dicendo che c’è il sole quando gli piove in testa. E chi ha fame non si sazia con i programmi di cucina.
    Certo le elezioni politiche sono sempre state diverse dalle amministrative ma se si fa finta che queste sconfitte non siano mai avvenute, sarà difficile creare scenari migliori.
    Il M5S, mi raccomando, continui a fare da scendiletto a Draghi, affidando tutto all’uomo solo al comando e la sua fine è sicura. Il voto non è un concorso di bellezza e se non si ripara a certi errori, se non si riprende con la democrazia diretta, se non si sta dalla parte giusta, se ci asserviamo ai nostri nemici, se si sotterrano idee e valori e ci si affida solo a mister simpatia, se si continua a trascurare la comunicazione mettendo tutto su un uomo solo, ci aspetta non solo un altro calo ma la scomparsa assoluta. Gli errori di Grillo li stiamo pagando cari. La resa di Di Maio gli aprirà pure una carriera in diplomazia ma è stata una botta non riparabile.
    Telese ci ricorda che nel 1994 nelle grandi città vinse il centrosinistra ma nelle campagna vinse Berlusconi. I giochi sono ancora tutti da fare, ma se si conservano le persone attuali e non si cambia direzione, tutto diventa più complicato. Speriamo solo che alle politiche emerga qualche figura veramente rappresentativa del malessere popolare, forte e chiara, alla De Battista, perché con le figure mollicce e servili attuali non andiamo da nessuna parte.

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    • È vero, il M5S è irriconoscibile, e non so se Conte, pur essendo il miglior politico, in tutti i sensi, che ci sia sul mercato, sarà in grado di recuperare quella vis dei tempi d Di Battista e Di Maio non ancora cooptatosi con la Nomenklatura normalizzata draghiana. La prima prova di dignità, urgente, sarebbe abbandonare questa compagine governativa retriva. Che ci sta a fare li il Movimento? Doveva vigilare che le importanti conquiste realizzate non fossero stravolte! Uahahahah abbiamo visto … resistenza numantina.

      Viviana, il tuo scritto è perfetto, ha un solo difetto, siccome sei una signora, il Merdana della 7 ancora lo chiami Mentana. Si sarà ingozzato di denari, ma a costo di qualsiasi vestigia di dignità

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      • Conte è un sostenitore integerrimo del governo Draghi, Di Maio ha dichiarato stamani che il sodalizio con il PD sarà permanente….
        Per gli orfani del M5S delle origini è tempo di cercare nuovi interlocutori….il 50% di non votanti è in attesa di nuove identità.

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  10. Inoltre per fare politica ci vuole la pecunia, che Conte non ha, e il benestare di Chiesa e USA (indimenticabile il pellegrinaggio in America di Di Maio prima delle politiche)…..

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