(Massimo Gramellini – corriere.it) – Vogliono limitare la presenza dei virologi in tv. Vogliono toglierci il piacere di assumere una pillola di sedativo Bassetti durante i pasti e un cucchiaio di amaro Galli subito dopo cena: prima rischia di chiudere lo stomaco. Da emblemi a problemi, da implorati a proibiti. Sarà questo, dunque, il curioso destino degli scienziati? Sottratti alla luce fioca dei microscopi per andare ad abbronzarsi al sole delle telecamere e ora rispediti di nuovo a brancolare nel buio dei laboratori? La prima reazione può essere di sollievo, ma è ingannevole. L’onorevole Giorgio Trizzino, il grillino pentito che ha firmato l’ordine del giorno che intende sottoporre le comparsate televisive dei virologi all’autorizzazione della «struttura di appartenenza», era per l’appunto il direttore di una di quelle strutture, l’Ospedale Civico di Palermo. La politica non lo ha reso famoso e probabilmente non vede l’ora di tornare a firmare l’autorizzazione a qualche narciso in camice bianco, facendogliela penare fino a un minuto prima della messa in onda (e della messa in piega), salvo negargliela all’ultimo per ragioni di opportunità.

Ecco, a farmi stare, nonostante tutto, dalla parte di star e soubrette della provetta è la banale considerazione che, in un Paese come il nostro, mettere un altro timbro in mano a un burocrate può avere conseguenze molto peggiori che mettere un altro microfono in mano a un virologo.