Esercitazioni pratiche di filosofia morale

(di Andrea Zhok) – Uno degli argomenti più indisponenti formulati a difesa del Green Pass e della vaccinazione di massa è quello per cui chi si vaccina, e brandisce orgoglioso il proprio certificato verde di buona condotta, avrebbe agito in modo “generoso” e “altruista”, mentre chi non si vaccina e/o rifiuta il Green Pass sarebbe un egoista mancante di spirito pubblico, di senso civico, ecc. Chi pensa, magari confusamente, in questi termini crede con assoluta fermezza che non ci sia materia del contendere: vaccinarsi è un atto buono, altruista e socialmente benefico, chi vi si sottrare agisce invece in modo malvagio, egoista e socialmente esiziale.

Questa convinzione genera automaticamente un secondo livello normativo, in cui si ritiene che qualunque forma di coazione nei confronti dei riottosi sia accettabile, anzi raccomandabile, perché “l’egoismo del singolo non deve potersi opporre al bene comune”.

Ecco, una volta che ci si sia rimessi dal tramortimento, proviamo, a colpi di pazienza e ansiolitici, a spiegare perché questa distinzione sia un’arrogante, dogmatica, insopportabile sciocchezza.

Visto che dobbiamo discutere di etica, adottiamo per comodità schematica come sfondo le due principali teorie etiche cui ci si rifà nel dibattito contemporaneo (personalmente credo che siano entrambe teorie carenti, ma sono le teorie di gran lunga più diffuse e sono quelle su cui poggiano ordinariamente le politiche pubbliche, per cui giochiamo con queste carte.)

La prima teoria da considerare, meno diffusa dell’altra, è la deontologia kantiana. Se adottassimo una prospettiva kantiana la risposta ai nostri quesiti sarebbe raggiunta molto rapidamente e senza tentennamenti: una delle principali formulazioni dell’imperativo categorico infatti recita: “Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.”

Secondo questa massima ogni forma di coercizione, velata o manifesta, a vaccinarsi sarebbe semplicemente inaccettabile, giacché si tratterebbe precisamente di una situazione in cui trattiamo l’umanità, in noi stessi ma soprattutto in altri, come un mezzo per fini ulteriori (per evitare la circolazione del virus, per far ripartire l’economia, ecc.) Specificamente per soggetti che corrono pochi rischi personali, come i più giovani, sottoporli a vaccinazione coatta implica esattamente farne dei meri strumenti per benefici altrui (se fosse per beneficio proprio il soggetto lo sceglierebbe spontaneamente, e diverrebbe un proprio fine). Un tale comportamento coattivo è in quest’ottica proprio il Male in sé, la violazione dell’imperativo categorico.

Già questo fatto potrebbe far considerare i pasdaran vaccinisti che la ragione morale non è “ovviamente dalla loro parte”, anzi che in effetti potrebbero avere puramente e semplicemente torto. 

Ma andiamo oltre.

Come detto, l’approccio kantiano, pur tipicamente importante nel diritto, è secondario sul piano del senso comune e delle politiche concrete. Molto più diffuso è invece un approccio di tipo “utilitarista”.

Secondo un approccio utilitarista le nostre azioni dovrebbero mirare idealmente alla “massima felicità per il maggior numero di persone”. In un’ottica utilitarista, diversamente da un’ottica kantiana, è possibile concepire il sacrificio del singolo o di una minoranza nel nome di una sommatoria complessiva di “bene” maggiore. Dunque in un’ottica utilitarista la possibilità di costringere un individuo a vaccinarsi per il bene dei più è ammissibile.

Questo tipo di approccio esige tuttavia due condizioni per essere realizzato:

1) Ci dev’essere un accordo intorno a cosa sia il bene comune da perseguire;

2) Ci dev’essere un accordo intorno a quali siano i mezzi appropriati per perseguire questo bene comune.

I fautori del vaccino e del Green Pass aderiscono implicitamente ad una prospettiva utilitarista, e sono apparentemente del tutto convinti che la divergenza nei confronti degli altri consista in una “divergenza nel sentire”, in una diversità nel giudizio intorno a cosa conti come “bene comune”.

Questa diversità per essi non sarebbe naturalmente interpretabile in termini di un “pluralismo dei beni”, in quanto assumono semplicemente di avere il monopolio del bene e che dunque gli altri siano eticamente inferiori.

Anche qui potremmo fare una bella valutazione circa cos’è che li fa pensare in questi termini, manifestamente affetti da rimarchevole arroganza, ma lasciamo cadere anche questo punto. Lo lasciamo cadere perché, per quanto non sia da escludersi in taluni casi una vera e propria “diversità nel sentire”, nella stragrande maggioranza dei casi non è questo il vero oggetto del contendere: nell’attuale fattispecie di norma sia chi sostiene la coazione del Green Pass, sia chi vi si oppone, aderisce ad una visione di massima per cui salvare vite umane, evitare un sovraccarico negli ospedali ed evitare ulteriori blocchi delle attività (lockdown et similia) sono fini desiderabili. Dunque non è davvero su questo terreno che avviene lo scontro.

Il vero punto di divergenza è invece il secondo, ovvero quali sarebbero i mezzi appropriati per ottenere quel risultato. Secondo il credo vaccinista la via sola ed unica è la vaccinazione: sistematica, a tappeto, rapida, generalizzata. Non è facilissimo capire la logica di medio-lungo periodo di questa prospettiva, ma si può supporre che due possano essere le opzioni: o si immagina l’estinzione del virus (immunità mondiale di gregge), e questa sembra l’idea che continua ad essere fatta balenare da molti leader mondiali come Biden, oppure si immagina una reiterazione della somministrazione vaccinale in qualche modo continua, finché esso sia scomparso o altrimenti per tutta l’eternità (posizione caldeggiata da Pfizer, da personaggi come Ricciardi e altri). 

Abbiamo già avuto modo in più occasioni di spiegare come alla luce dei dati disponibili la prima prospettiva (immunità di gregge mondiale ed estinzione del virus) sia illusoria, e come la seconda sia un gravissimo azzardo in termini di salute pubblica (sia per il rischio legato alla reiterata somministrazione dei vaccini, sia per l’affacciarsi di varianti capaci di invalidare la protezione dei medesimi). 

Secondo la controparte – che chiamerei “Free-Vax”, e non “No-Vax”, visto che si oppone non all’uso dei vaccini in generale, ma alla loro imposizione – la strada da prendere sarebbe invece quella di una differenziazione delle strategie: vaccini, terapie precoci, rafforzamento del sistema ospedaliero, endemizzazione morbida del virus attraverso l’esposizione dei più forti (esposizione che in alcune aree del paese è già avvenuta in forma massiva, ad esempio nel bergamasco).

Non faccio nessuno sforzo per nascondere il fatto che io ritengo immensamente più plausibile e sensata la seconda strada, ma non intendo qui soffermarmi sulle ragioni di questa preferenza, che possono essere trovate altrove. 

Ciò su cui voglio spendere qualche parola finale è una semplice constatazione. Da quello che abbiamo detto, dovrebbe emergere come non ci sia nessuna ragione a sostegno di un atteggiamento di superiorità morale da parte della “fazione vaccinista”. Invero, al contrario, in una prospettiva kantiana essi sarebbero semplicemente dalla parte del torto, senza se e senza ma, mentre in una prospettiva utilitarista avrebbero una possibilità su due di essere dalla parte della ragione, ma non sulla base di un superiore giudizio morale, bensì sulla base di un’eventuale migliore strategia (conoscenza dei mezzi adeguati ad un fine condiviso). 

Metto da parte la mia convinzione che la loro strategia sia gravemente ottusa e fondata su presupposti del tutto erronei, e voglio fare lo sforzo di considerare la possibilità che abbiano ragione.

Ecco, una volta fatto quello sforzo, ciò  che mi colpisce in questo quadro è che nel migliore degli scenari per la “fazione vaccinista” le loro ragioni non sarebbero indici di alcuna superiorità morale, ma eventualmente solo di una migliore conoscenza del rapporto mezzi-fini.

Perché questo punto è importante?

È presto detto. Perché l’atteggiamento giudicatorio ed aggressivamente moralistico dei veneratori del Green Pass li mette di per sé, in modo assai pesante, dalla parte del male morale. Qui infatti non c’è traccia di tutta l’eroica rappresentazione di sé come ‘altruisti’ e ‘generosi’, della controparte come ‘egoista’ e ‘gretta’.

Per quanto detto non c’è una ragione al mondo, proprio nessuna, che possa giustificare un senso di superiorità morale nella fazione vaccinista. Nel caso più favorevole, essi si trovano in una posizione di maggiore conoscenza del rapporto mezzi-fini, dunque avrebbero un vantaggio comparativo dal punto di vista cognitivo, non morale: “ne saprebbero di più”.

Negli altri casi essi sarebbero o in una posizione di puro e semplice torto morale (starebbero violando la sfera sacra dell’autodeterminazione personale), o sarebbero dalla parte del torto sul piano cognitivo (ne saprebbero di meno intorno al rapporto mezzi-fini).

Da questo quadro possiamo trarre una conclusione assolutamente chiara: l’atteggiamento di autoproclamata superiorità morale della fazione vaccinista non è semplicemente ingiustificata, ma è una caso di arroganza e hybris da manuale. 

Chi si impanca a giudice morale in questo contesto, specificamente dal lato “vaccinista” è automaticamente e gravemente dalla parte del torto, proprio per l’arroganza del proprio atteggiamento. Invece di nutrire tutti i dubbi del caso, invece di muoversi con cautela e problematicità, chi si colloca nella posizione di giudice morale, e su questa scorta si ritiene legittimato alla coercizione altrui, è per ciò stesso nella posizione del prevaricatore, del prepotente, che sulla base della propria (momentanea) posizione di forza (maggioranza) si compiace di esercitarla e di farla pesare su chi è temporaneamente in una posizione di debolezza (minoranza).

E questa, senza girarci tanto attorno, è molto semplicemente l’immagine di una persona eticamente spregevole.  

38 replies

  1. Zhock mi ha fatto riscoprire Kant.
    ” Il cielo stellato sopra di me , la legge morale in me”.
    Condivido in toto lo spirito di questo articolo.
    Gianni

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    • Sono vaccinato e non credo di avere un cielo meno stellato sopra di me e una legge meno morale dentro di me rispetto quella di questo illustre professore che si erge a giudice e dispensa insulti conditi di altissime interpretazioni filosofiche di nei confronti di chi non la pensa come lui.

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      • Sei talmente lontano dal vero quanto una carpa lo è da uno squalo: io, senza altissime interpretazioni filosofiche posso certamente constatare, terra terra, che sei un insignificante cojone nella moltitudine di cojoni tuoi pari… Absit iniuria verbis…

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      • Gsi,
        Non solo si parla addosso, come tutti i filosofi de noantri (basta una laurea in filosofia per definirsi filosofi… Ah ah ah), ultimamente in cerca di luci della ribalta, ma pretende di mettere becco anche in altre materie, a lui palesemente ignote:

        “Il vero punto di divergenza è invece il secondo, ovvero quali sarebbero i mezzi appropriati per ottenere quel risultato.”

        E ovviamente vuole spiegarcelo e, soprattutto, DECIDERLO LUI, dall’alto della sua scienza.
        Che infinita noia. Che squallore.

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      • Gatto,
        Smetti di parlar difficile per mascherare la tua di ignoramza e comincia a renderti utile andando a lavorare magari andando ad acchiappare ratti e non star qui a maneggiare giorno e notte tastiere magnando crocchette a sbafo.

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      • Anail,
        Il tuo appunto riferito ai contorti ragionamenti del filosofo è il più eclatante.
        Ma quel che lo rende ancora più indigesto è quel suo disprezzo di fondo nei confronti di chi si sta dando da fare per combattere un virus. Quella prosopopea insultante con costruzione di argomentazioni tanto eminenti quanto complicate che sfociano però nel gusto compiaciuto dell’offesa gratuita. Quasi che (come insegna sgarbi sulle tv del suo padrone) piazzare insulti sia la dimostrazione inconfutabile della giustezza di quel che dice.

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      • “Smetti di parlar difficile per mascherare la tua di ignoramza (sic)”…

        Eh già, ti piacerebbe vero, così potresti palesare la tua senza vergognarti:

        CO6LION3!

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      • Non ti ho detto di detto di non esprimerti, genio. Ti ho detto di parlare come mangi le tue crocchette. Magari dopo aver svolto il tuo lavoro andando a ciapá i rat.

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      • “Non ti ho detto di detto di non esprimerti”: e dove avresti létto, co6lione, che mi lamentavo di ciò? E tu saresti quello che avrebbe l’ardire di mettere all’angolo uno come Zhok? Qui siamo a livelli infimi di anal-faEbetismo s-funzionale da capogiro, altro che “cielo stellato sopra di me”, la m3rda è la vostra volta celeste! Va meglio se parlo così, semplice, semplice come piace a te, co6lione?

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      • “L’ardire di mettere all’angolo”?
        Sei ossessionato dall’idea che un normale parere come il mio su un’articolo postato su questo sito, possa appresentare una sorta di atto di guerra al nemico.
        Tipi come te che riescono a trovare competitiva anche la conta di quante volte si va in bagno, dediti seriali ad insulti e a litigi, te li ritrovi, magari, a spiegare il senso della vita magari su qualche cattedra di qualche scuola pubblica.
        Ma ca ciapá i rat, ridicolo.

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      • “Tipi come te che riescono a trovare competitiva anche la conta di quante volte si va in bagno, dediti seriali ad insulti e a litigi, te li ritrovi, magari, a spiegare il senso della vita magari su qualche cattedra di qualche scuola pubblica.”.

        Ma sei normale cojon3?

        Tranqui, di tipi come me a spiegare il senso della vita, difficilmente li trovi nella scuola, le cattedre le avete occupate tutte voi co6lioni. E se nonstante ciò qualcuno ci fosse, quello verrebbe, come di fatto viene, zittito, radiato, sospeso, denigrato, sputtanato da quelli esenti da qualsiasi competizione (e te credo: hanno fatto terra bruciata intorno!), ma nel contempo inclini ad una gran sportività, correttezza e imparzialità, soprattutto nelle vittorie con la monetina truccata e senza contraddittorio!

        Ma vai a FiC, 3B3TE!

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      • Ah ecco, ora viene fuori anche il Gatto frustrato dagli usurpatori di cattedre che spetterebbero per diritto divino ai geni incompresi come lui che scaricano le proprie mortificazioni dando sfoggio di nozioni e insultando gente via web.
        Devi mangiare ancora molte crocchette prima di diventare adulto.
        Dai che ce la fai. Intanto cerca di adattarti magari andando ad acchiappare ratti.

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      • “…ora viene fuori anche il Gatto frustrato dagli usurpatori di cattedre…”: ahahah… Allora sei proprio sc3mo, mica ci fai…

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      • Su, adessi vai cuccia a finire la razione di crocchette. Abbassa la cresta, cresci e datti un contegno. Sei anche mal educato.

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  2. “Da questo quadro possiamo trarre una conclusione assolutamente chiara: l’atteggiamento di autoproclamata superiorità morale della fazione vaccinista non è semplicemente ingiustificata, ma è una caso di arroganza e hybris da manuale.”:

    Zhok ci perdonerà se facciamo osservare che, dal vero peccato di hybris, non sono esenti nemmeno quelli moralmente nel giusto, non essendo affatto la ragione in sé, garanzia di alcunché, né qualcosa che scagiona dalla colpa suddetta, ché ha radici nello spirituale, anzi nella negazione dello stesso, non certo nello psichico. E infatti, tutto questo caos, questo abominio, è frutto dell’ignoranza della Causa sui, errore che non può essere evitato semplicemente avendo una superiorità morale anche se effettiva e non solo, ovviamente, presunta. L’imperativo categorico kantiano è fallimentare proprio nel momento in cui considera l’umanità un fine immanente di esaltazione e non trascendente di superamento, abbassandola dal piano ontologico e universale, a quello individuale e/o collettivo, l’epilogo non potendo allora che essere l’inevitabile Nemesi, i prodromi della quale si stanno manifestando oggi con una chiarezza cristallina.

    Rincuora che Zhok abbia voluto precisare, in riferimento alle teorie in questione (quella deontologica kantiana e quella utilitarista), “personalmente credo che siano entrambe teorie carenti”: forse, da un punto di vista più profondo, l’unico veramente valido escatologicamente parlando, sarebbe stato più interessante sviluppare tali perplessità. Ma ormai Prometeo è definitivamente e comicamente incatenato al Covid…

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    • Diciamo che il mondo si divide in due: quelli che hanno capito l’impostura della vaccinazion3 di massa e gli altri, che, un po’ perché stupidi, un po’ perché ipnotizzati dalla televisione, un po’ perché ovini mannari, arroganti con i deboli e zerbini coi potenti, sono ancora lì con lo sguardo ebete a contare i morti, che in realtà ci sono tutti gli anni, perché qualcuno è riuscito a fargli credere che diventando a tutti gli effetti degli OGM, non moriranno mai, mentre gli altri..
      Tutto ciò farebbe ridere, se non facesse piangere..

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      • Diciamo che il mondo si divide in due: quelli che blaterano dell’impostura della vaccinazione di massa ,un po’ perché stupidi, un po’ perché ipnotizzati da Facebook e da Youtube, un po’ perché ovini mannari, che credono basti citare la strofa di una canzone di Frankie hi-nrg per diventare dei novelli Che Guevara e gli altri, quelli che sanno contare e capiscono che fra 10 mila morti in anno e oltre 100 mila (con ospedali e terapie intensive al collasso) c’è un abisso.

        Tutto ciò farebbe ridere, se non facesse piangere.

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      • Questa frase certifica l’avvenuta mutazione antropologica da homo sapiens a papoagallo: ripetute, parola per parola, il marketing del farmaco, il tutto condito con la più dogmatica e autoreferenziale fede nella verità dei mass media, i quali, finanziati dagli stesso autori del marketing, blaterano a vuoto cifre, non solo completamente false, ma soprattutto prive di senso, poiché i confronti con altri dati, ad esempio con paesi che non vaccinano come degli invasati, non li fanno affatto, ma si limitano ai numeri assoluti.
        Non c’è peggior ignorante di chi ha imparato false nozioni scientiste, fatte di fallacie logiche e riduzionismo scientista..

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  3. “…E questa, senza girarci tanto attorno, è molto semplicemente l’immagine di una persona eticamente spregevole…”!
    forse, semplificando il concetto, l’immagine di una “persona spregevole” potrebbe, nello specifico, coincidere con l’essere moralmente fascista… ovviamente a sua insaputa…!

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    • Più semplicemente di “una persona eticamente spregevole” come bisognerebbe dirlo? A torto o a ragione, questa ossessiva ricerca del FASISSSSTA ha del comico: non siete capaci di ragionare, né chi sta da una parte né chi presume di stare dall’altra, senza l’introduzione di questo Principio Universale che va sotto il nome di FASCISMO! Una faccenda surreale che ha del tragicomico.

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  4. Post da applausi.

    Di mio aggiungo che qualche giorno fa Orlando ha detto che il green pass serve a proteggere i vaccinati dalla variante delta.

    Che decrittato dovrebbe significare:

    1. Che i vaccini non servono a niente contro la variante delta (che, essendo ormai l’unica in circolazione, già non è male).

    2. Che chi si vaccina si ritrova col sistema immunitario talmente indebolito alla variante delta da dover essere difeso dai terribili non vaccinati che, avendo un sistema immunitario ancora decente, potrebbero essere portatori sani di variante delta e spargerla tra i vaccinati.

    3. Che quindi urge indebolire alla svelta anche il sistema immunitario dei non vaccinati (neonati compresi, Pfizer è già al lavoro) mediante vaccinazione totale.

    Non so se questo eticamente è più illuminato o folle, a me sembra la seconda.

    ps
    la hybris viene punita, giusto? no perché stavo pensando a punizioni per tutta una serie di personaggi pubblici, come diceva quel tale, in questo mondo o nell’altro…

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  5. Indovina cosa hanno a che fare queste due persone con il magnanimo lascito culturale del nobile Cavaliere Zhok e vinci il costume da bagno di Anail!!!

    https://i.guim.co.uk/img/static/sys-images/Guardian/About/General/2010/10/5/1286297642548/Philippa-Foot-006.jpg?width=620&quality=45&auto=format&fit=max&dpr=2&s=449a950ba1498a326c329c0612233a1b

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  6. Tutto molto giusto, conosco gente come quella di cui parla Zhok, anche personaggi che erano anti-berlusconiani ma che hanno aderito al DL LORENZIN nel 2017, dicendo che è il MINIMO da fare per impedire a certi imbecilli di riportarci nel medioevo.

    10 vaccini per epidemie terribili, tipo il morbillo che nel 2017 arrivò a ben 5.000 casi e 4 morti tutti già malati di loro.

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  7. Direi che il pensiero di Kant sia molto più articolato della semplice massima che ricordiamo dal Liceo. Fortunatamente il Kant articola e spiega con dovizia di argomenti un pensiero che, detto così, si presterebbe a un gran numero di interpretazioni.

    Anche il punto di vista “utilitaristico” poci ci azzecca. Funzionerebbe in un mondo di certezze, ma la certezza che i vaccini possano “proteggere” l’ umanità dal virus ancora non c’è.

    Siamo ancora nella fase delle possibilità, e in questa fase le etichette non servono, occorre navigare a vista.
    Piuttosto di Kant occorrerebbe citare il famoso passo che prescrive la responsabilità personale di ogni singolo individuo (singolo individuo: sarà la somma che farà il totale) ad uscire dallo stato di minorità in cui la mancanza di coraggio di essere guidati da altro che la nostra intelligenza e la nostra sapienza costantemente esercitate ci trattengono e cominciare ad usare in piena libertà la nostra intelligenza senza la guida di qualcun altro. Se ho qualcun altro che pensa per me (un medico, un libro, un direttore spirituale…) rimarrò minorenne a vita, e sarà facile per chiunque ergersi a mio tutore. (I: Kant: “Risposta alla domanda: che cosa è l’ Illuminismo”.)
    Parole sante, che andrebbero scolpite sulla porta di ogni scuola: la libertà attraverso la conoscenza, senza temere di uscire dal girello in cui in tanti strumentalmente ci trattengono solleticando, per conservare potere su di noi, la nostra pigrizia e la nostra viltà.

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    • “Piuttosto di Kant occorrerebbe citare il famoso passo che prescrive la responsabilità personale di ogni singolo individuo singolo individuo: sarà la somma che farà il totale”: eh, carissima, la somma non fa mai il TOTALE, se non da un mero punto di vista quantitativo, ché lascia fuori tutto quello che più conta.

      Questa visione anti-olistica non può che portare all’altra, per cui:

      “…ad uscire dallo stato di minorità in cui la mancanza di coraggio di essere guidati da altro che la nostra intelligenza e la nostra sapienza costantemente esercitate ci trattengono e cominciare ad usare in piena libertà la nostra intelligenza senza la guida di qualcun altro.”.

      E degli STUPIDI che ne facciamo (che sono la maggioranza)? A queste condizioni la conoscenza sarebbe appannaggio solo di quelli col QI superiore a 150 e si troverebbe tutta intonsa al MENSA, il che, detto tra di noi, non può che suscitare ilari sentimenti di compassione. E come, per converso, potremmo mai sperare, attraverso la via de “è la somma che fa il totale”, di uscire dalla stupidità, per arrivare alla Conoscenza?

      Sia chiaro, i pigri e i vigliacchi ci sono e sempre ci saranno, ma non è che puoi credere di affrontare l’Everest col secchiello e gli infradito, solo per il fatto che aborri l’ignavia.

      “La Verità vi renderà liberi” non è in riferimento alla libertà individuale (o collettiva), né la Conoscenza può identificarsi col pensiero individuale (dianoia), nemmeno nelle sue concezioni più rudimentali; come, del resto, il “nosce te ipsum”, non è la conoscenza dell’Ego, ma la sua definitiva cancellazione.

      L’essere sarà libero veramente e solamente quando si sarà liberato della sua individualità e di tutte le sue prerogative!

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  8. Kant non ha mai scritto che la verità renderà liberi (?) E neppure ha parlato di verità, tanto meno con la maiuscola. Mendelssohn lo chiamava “colui che svuota le chiese” … Ed ha anche pagato col sole zio la sua libertà di pensiero.
    Dato che gli “stupidi che sono la maggioranza” sono sempre gli altri, direi che ciascuno dovrebbe fare del proprio meglio non smettere di mai di studiare, come si sa, come si può.
    Per il resto rimando alle tre Critiche ed agli altri scritti di Kant. Il discorso sarebbe lungo, il mio era un semplice invito alla lettura, o alla rilettura, di un testo fondamentale.

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    • “Kant non ha mai scritto che la verità renderà liberi”; veramente è lei che lo ha sostenuto, io mi sono solo adeguato:

      “(I: Kant: “Risposta alla domanda: che cosa è l’ Illuminismo”.)
      Parole sante, che andrebbero scolpite sulla porta di ogni scuola: la libertà attraverso la conoscenza ecc., ecc…”.

      Io ho solo sostituito il termine “conoscenza” con “Verità”, e a meno che le creda che la conoscenza contempli anche la menzogna, mi pare che le due frasi s’assomigliano parecchio.

      “Dato che gli ‘stupidi che sono la maggioranza’ sono sempre gli altri…”: dove avrei scritto che sono sempre gli altri?

      Per il resto, Kant svuotando le chiese, non petava immaginare che avrebbe riempito le discoteche, eppure una persona intelligente, come comunemente si ritiene fosse, avrebbe dovuto prevederlo. Ma le cose sono andate come sappiamo…

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  9. Conoscenza e Verità – con la maiuscola – sono l’ antitesi l’ una dell’ altra. Non sono certo intercammbiabili.
    Tutto parte da lì . E mi fermo qui.
    (Che Kant abbia…riempito le discoteche…Diciamo che si può dire di tutto… Per inciso, le “discoteche” ci sono sempre satate, dalla notte dei tempi: si chiamavano danze tribali intorno al fuoco, all’ inizio, ed anche allora c’era qualche “aiutino” extra per sballarsi meglio).
    Cambiano le forme ma non la sostanza: “Sei sempre quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo…”)

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    • “Conoscenza e Verità – con la maiuscola – sono l’ antitesi l’ una dell’ altra. Non sono certo intercammbiabili. (sic)”: QUESTA POI!

      AHAHAH… Il resto è tutto infarcito del più puro evoluzionismo: uomini con pietre e clave come dei Flintstones qualsiasi (Wilma, dammi la clavaaa!); danze tribali scambiate per discoteche ante litteram, mentre, nel caso e con i dovuti distinguo, assomigliavano molto di più a quello che viene officiato nelle Chiese, che a falò alla Baglioni, ecc., ecc…

      Sì, meglio che ci fermiamo qui.

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