Un nuovo ruolo dei Comuni e dei medici di famiglia nella medicina del territorio

(Giuseppe Filipponi) – L’attuale modello della sanità gestita dalle regioni, basata sul controllo politico degli ospedali e delle RSA, sta bloccando lo sviluppo di una sanità territoriale dove un gran ruolo può e deve essere svolto dalla rete dei medici di famiglia (medici di base e pediatri) e dai comuni.

Le difficoltà che l’attuale sistema incontra nel monitorare e svolgere una efficace azione di prevenzione della pandemia di COVID-19 sono state ben spiegate dal virologo Andrea Crisanti, intervistato da Maddalena Oliva alla Festa del Fatto Quotidiano insieme al Prof. Giovanni Rezza, attuale Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute. “Noi dovremmo avere circa 25mila casi di infezioni al giorno per giustificare il numero di morti che si aggira attualmente sui 50 al giorno. In Inghilterra, dove fanno un numero di tamponi 3 volte più grande dell’Italia la fotografia è molto più realistica”. “Noi sottostimiamo circa il 50% dei casi”, ha aggiunto Rezza.
Nel corso dell’intervento, Crisanti ha ribadito la necessità di potenziare il tracciamento dei casi di Covid: “È una questione di equilibrio che dipende da quanto fai per impedire al virus di trasmettersi. Vaccinazioni, mascherine, tracciamento, isolamento e quarantene agiscono tutti su questo punto. Nel momento in cui togli uno di questi devi incrementarne un altro, altrimenti aumenta la capacità del virus di trasmettersi”.

Tutti ricordiamo quando nel febbraio dello scorso anno, per merito di una infermiera dell’ospedale di Codogno in Lombardia, fu scoperto il primo malato di COVID 19 in Italia. Nessuno si era accordo, fino ad allora, che il virus circolava in Lombardia fin dal dicembre 2020. Un fallimento clamoroso, ma ancora più grave è il fatto che da allora, poco è cambiato nella medicina territoriale. L’ultima mappa aggiornata della pandemia nel nostro paese, fatta dall’ISS, risale al maggio scorso.

Dalla epidemia di COVID-19 in corso, si ricava un insegnamento importante: la separazione tra i medici di famiglia (MF) e sistemi di prevenzione sul territorio, dove il ruolo amministrativo primario è svolto dai comuni, è assolutamente nefasta.

Sempre più spesso e da più parti, viene richiamata la necessità di un maggiore, nonché più organizzato coinvolgimento integrato dei Medici di medicina Generale e dei Pediatri di famiglia nella riposta all’epidemia. Emerge anche però che è altrettanto importante promuovere il loro coinvolgimento nell’ambito della prevenzione. Dove è essenziale avere rilevatori che siano in grado di avvertire tempestivamente i segnali che giungono dal territorio. In sintesi, i medici di famiglia (MMG e PdF), se adeguatamente sensibilizzati, formati ed organizzati, possono rappresentare un “anello di congiunzione” tra problemi globali, possibili soluzioni e azioni locali, in aderenza alle più rigorose evidenze scientifiche.

Oggi alcuni medici di famiglia, più che una sentinella contro le malattie, sembrano liberi professionisti. Sono anche pochi, mancano in particolare nelle zone rurali e di montagna, e il problema tende ad aggravarsi perché molti sono prossimi alla pensione. I sindaci si trovano disarmati rispetto alle difficoltà della sanità nei loro territori. Emblematico è il caso del sindaco Agnese Carletti di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena. Aveva proposto di aiutare Il medico di base in difficoltà a tenere aperti tre ambulatori, cioè tre affitti. Come Comune voleva fornire l’ambulatorio gratuitamente ma è stata bloccata dal rischio di danno erariale.

Una buona parte dei 20 miliardi del Piano di Ripresa Resilienza destinato alla sanità, invece di finire nel calderone della sanità regionale verso gli ospedali, dovrebbe essere speso per invertire questa tendenza, si dovrebbe cominciare ad assumere, da parte dello stato, medici di base e collaboratori sanitari, con ambulatori forniti e attrezzati dai comuni per svolgere attività di assistenza sanitaria e anche di prevenzione, a cominciare con un efficace tracciamento del virus COVID 19 e le sue varianti.

1 reply

  1. Meglio spendere e spandere per S.Vaccino, ovviamente. E il fatto stesso che Fontana sia ancora a piede libero lo dice chiaramente.

    "Mi piace"