Napoli, elezioni consiglio dell’ordine degli ingegneri: affluenza flop

Capodanno: “ Oltre 10mila colleghi, pari all’80%, non sono andati a votare “

            ” Dopo una tornata elettorale che, nei tre turni, si è protratta per ben venti giorni, durante i quali solo il 20% degli iscritti si è recato alle urne, in pratica un ingegnere su cinque, con oltre 10mila colleghi che hanno disertato le votazioni per l’elezione dei 15 consiglieri che formeranno il consiglio dell’ordine degli ingegneri per il quadriennio 2021-2025, a Napoli si sta delineando, come era ampiamente prevedibile e previsto, una vittoria netta di tutti i componenti di una sola lista, quella sostenuta dai consiglieri uscenti. Lista che, quando sono state scrutinate il l’80% delle schede, presenta i quindici candidati, tutti nelle prime posizioni. Significativo il dato che il primo dei non eletti, al momento, presenta già un distacco che appare incolmabile, avendo raccolto meno della metà dei voti dell’ultimo dei presumibili eletti. Un distacco che, peraltro, aumenta mano a mano che si va avanti nello scrutinio “. Ad analizzare i primi risultati di questa tornata elettorale è Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, che ha abbandonato la propria candidatura, contestando, tra l’altro, l’attuale sistema elettorale che favorisce l’aggregazione in liste e non consente a candidati singoli di poter avere le stesse possibilità di essere eletti rispetto a quelli che si presentano in raggruppamenti.

            ” Per come sono andate le cose – sottolinea Capodanno – queste elezioni si stanno dimostrando solo una perdita di tempo e di danaro, visto che era apparso subito chiaro che il tutto si sarebbe risolto con un semplice passaggio di testimone, in aperta continuità, tra il vecchio consiglio e il nuovo, formato da tutti i candidati della lista sostenuta dagli uscenti. Quando chiedevo il voto ai colleghi, nei primi giorni della campagna elettorale, mi domandavano se il mio nominativo era inserito in tale lista e alla mia risposta negativa, si comprendeva che non mi avrebbero votato. Evidentemente il messaggio era stato già veicolato: bisognava votare tutti indistintamente i quindici nominati della lista, nessuno escluso, per gli altrettanti quindici posti di consigliere da assegnare “.

            ” L’attuale meccanismo elettorale, disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 169, va completamente rivisitato, espressamente sotto questo aspetto – puntualizza Capodanno -. Il prevedere la possibilità di esprimere tante preferenze quanti sono i consiglieri da eleggere, favorisce palesemente il raggruppamento in liste, a discapito di una competizione democratica e aperta che dovrebbe vedere tutti i partecipanti presentarsi, al nastro di partenza, con le stesse identiche possibilità. Il risultato è che, come si sta palesando anche in questa tornata, gli eletti appartengono tutti alla stessa cordata. Di conseguenza, nel nuovo consiglio, non ci sarà un’opposizione, visto che tutti i consiglieri eletti provengono dalla stessa lista. Laddove in ogni consesso elettivo deve sempre esserci una maggioranza e, di conseguenza, anche un’opposizione, per salvaguardare i principi basilari della dialettica democratica, altrimenti tanto vale dare il potere a uno solo, una vero e proprio commissario “.

            ” La riforma del regolamento – propone Capodanno -, con votazioni da effettuarsi esclusivamente a distanza, attraverso piattaforme telematiche, in modo da favorire la più ampia partecipazione alle votazioni, riducendo, tra l’altro, tempi e costi,  dovrebbe prevedere la possibilità, per la composizione degli organi elettivi degli ordini professionali, di poter esprimere unicamente la doppia preferenza di genere, aggiungendo una terza preferenza, nel caso che, come per l’ordine degli ingegneri, ci sia un secondo albo. Sicché, non potendo esprimere l’elettore più di due preferenze, che potrebbero al massimo diventare tre in presenza di due distinti albi, non sarebbe più possibile votare compatti tutti i candidati di una lista. In tal modo la democrazia, sia nella fase preelettorale che in quella postelettorale, ne guadagnerebbe notevolmente, con uguali possibilità per tutti indistintamente i candidati di poter essere eletti, visto che, al massimo, un eventuale abbinamento può riguardare solo due candidati di sesso opposto “.

            Capodanno, con l’occasione, formula l’auspicio che in tempi rapidi gli organi a tempo preposti pongano mano  alla riforma in questione.