Caos Lega: ora Salvini sta scontentando tutti. L’ala “no green pass” è sul piede di guerra

(tpi.it) – Ora la Lega di Matteo Salvini sembra davvero in preda al caos. Come riporta un retroscena su Repubblica a firma di Tommaso Ciriaco e Matteo Pucciarelli, nel Carroccio si può ormai parlare di una “guerra tra bande”. I più oltranzisti, dell’ala di Borghi e Bagnai, sono a dir poco scontenti della piega che ha preso la battaglia sul green pass. Salvini si è infatti dovuto piegare alla linea del Governo, dopo mesi di propaganda che lisciava il pelo ai no pass. La parlamentare europea Francesca Donato ha già fatto sapere che, a causa di questa svolta, lascerà il partito.

Ma i problemi non finiscono qui: sono in arrivo le elezioni amministrative e, stando ai sondaggi, la Lega rischia un flop, con un possibile  ritorno al di sotto del 20 per cento dei consensi. Torino a parte, dove il centrodestra sembra favorito, in tutte le altre grandi città i sondaggi danno in vantaggio il centrosinistra. A questo si aggiunge il caso Napoli, dove la Lega non potrà nemmeno presentare una sua lista, dopo che il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di Prefettura e Tar.

Come spiegano Ciriaco e Pucciarelli, queste problematiche vanno ad aggiungersi ai casi che, di recente, avevano già scosso la Lega, come le dimissioni del sottosegretario all’Economia Durigon dopo le frasi sul parco di Latina da intitolare al fratello di Mussolini.

Infine, c’è la questione Lamorgese: Salvini la attacca e chiede un vertice a tre con Draghi e la ministra, ma il premier non sembra intenzionato a concederglielo, depotenziando così anche questa battaglia del leader leghista.

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10 replies

  1. Cagliari, ecco l’inchiesta sulla megavilla di Solinas

    Fari dei pm – Aperto un fascicolo conoscitivo sull’abitazione (543 mq, 20 vani e 4 piani) e sulla palazzina adiacente: sorgono a ridosso di un’area protetta

    (di Andrea Sparaciari – Il Fatto Quotidiano) – Un enorme faro. È quello acceso a giugno dalla Procura di Cagliari sulla nuova villa – 543 mq, 4 piani, 20 vani, più giardino in una zona residenziale di Cagliari – acquistata dal presidente della Regione, Christian Solinas, il 10 marzo 2021 per 1,1 milioni di euro. Da prima dell’estate il sostituto procuratore Maria Virginia Boi ha aperto un fascicolo conoscitivo, un modello 45, senza indagati, su quella operazione. I magistrati stanno raccogliendo elementi su una palazzina di tre piani di nuova costruzione che sta sorgendo su un terreno originariamente appartenente alla villa stessa. In passato, infatti, il lotto dove si sta edificando era una porzione di giardino della villa e ospitava la piscina.
    Il problema è che la nuova casa di Solinas e la nuova palazzina sorgono in un’area sottoposta a vincoli ambientali. Sono infatti situate a meno di 150 metri dal “Parco naturale del Molentargius-Saline”, l’area umida più importante del Mediterraneo per la nidificazione dei fenicotteri. E in molti – a iniziare dagli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico della Sardegna – si sono chiesti come sia stato possibile che i costruttori abbiano ottenuto i permessi per l’edificazione del nuovo complesso. Interrogativi che si sono trasformati in numerosi esposti (molti dei quali anonimi) giunti in Procura. Da qui l’apertura del fascicolo conoscitivo. Neanche le rivelazioni del Fatto circa gli investimenti risalenti al 2013 e al 2020 con i “rogiti spariti” (e con le relative caparre per complessivi 400 mila euro) che stanno a monte dell’acquisto della villa da parte di Solinas dalla famiglia Ciani (possibile grazie anche a un mutuo da 880 mila euro concesso al presidente dal Banco di Sardegna), sono passate inosservate.
    In estrema sintesi, il 2 dicembre 2020 Solinas versa alla famiglia allora proprietaria della villa una caparra da 100 mila euro, sottoscrivendo il contratto preliminare, mentre firma il rogito finale per la casa il 10 marzo 2021, versando il restante milione. A destare l’attenzione degli inquirenti, in particolare, è l’operazione datata 4 novembre 2020, un mese prima della firma del preliminare di acquisto della villa, quando Solinas sigla un altro preliminare, col quale s’impegnava a vendere per 550 mila euro dei rustici in località Santa Barbara che aveva comprato nel 2002 a 42 mila euro.
    Ad acquistare i rustici è l’imprenditore, fornitore della Regione, Roberto Zedda, che versa una caparra da 200 mila euro, impegnandosi a versarne ulteriori 50 mila entro 10 giorni. Zedda accetta anche di firmare il rogito finale entro il 30 giugno 2021. Rogito che nei documenti dell’Agenzia delle Entrate però non compare. Impossibile sapere se per un errore di trascrizione dell’agenzia, oppure se perché non è mai stato firmato. Né Solinas né Zedda hanno ritenuto necessario dare spiegazioni. Così come non hanno voluto svelare che fine abbiano fatto i 200 mila euro della caparra.
    Ma c’è anche una seconda operazione – gemella – risalente al 30 maggio 2013 che avrebbe “stuzzicato” la curiosità dei pm: un’altra compravendita immobiliare, ma di terreni agricoli nel comune di Capocaccia. In quell’occasione Solinas, appena dimessosi da assessore regionale ai Trasporti, aveva siglato un preliminare di vendita per 40.350 mq di terreno a favore dell’imprenditore dei trasporti Antonello Pinna, per 400 mila euro. Anche in quel caso l’acquirente (Pinna) aveva versato una caparra da 200 mila euro a Solinas e si era fissato il rogito entro il 30 maggio 2014. Ma
    anche di quell’operazione nei documenti dell’Agenzia delle Entrate non v’è traccia. E anche per questa compravendita i protagonisti si sono rifiutati di dare spiegazioni.

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  2. Le frasi del beota: la droga è sempre droga!!
    Ma potrebbe spiegare perché i partiti contro guarda caso hanno tutti i piedi e le mani intrecciate alle mafie?? Indagini in tutta Italia dimostrano che proprio quelli che più sbraitano contro la legalizzazione addirittura scambiano voti con la criminalità organizzata…e quindi devono mantenere esattamente le cose come stanno, cioè 30 miliardi all anno alle cosche che poi danno la mancia agli urlatori con la lingua biforcuta di Montecitorio

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  3. salvini aveva aperto un canale con la russia, unica mossa politica intelligente della sua inutile e rumorosa carriera. non aveva neppur capito l’opportunità politica. come sempre, solo la parte venale, finanziaria, quella che alla fine lo ha sempre tradito. come con la ndrangheta ed il bel sito calabro. come animale politico è davvero machiavellico, astuto e spietato., purtroppo poco intelligente stante la soverchia avidità derivante dalla scarsa cultura che spande a piene mani. attitudini che posson farne un leader entro 4 mura di osteria fumosa e nebbiosa di pontida, ma che già a roma, nei suoi intrighi e stiletti, appare in tutta la sua fragile vacuità. l’unico spessore rilevabile, si potrebbe arguire, nella cotenna, non certo la corteccia, padana.

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  4. Giocano al poliziotto buono e poliziotto cattivo, come sempre ha fatto questo comitato d’affari piu vecchio del paese, chiamato lega, la solita presa per il cubo dei “2 forni”, proprio niente di nuovo sotto il sole.

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  5. “più oltranzisti, dell’ala di Borghi e Bagnai, sono a dir poco scontenti”

    Ah ah ah! Sono scontenti e che fanno? Se ne vanno? Ah ah ah! Ma secondo voi c’è un altro partito in cui due come questi potrebbero essere eletti? Ma nemmeno fratelli di mafia, che in fatto di scemi ha dato e tanto.

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  6. Quando non hai idee e campi razzolando consenso qua e là, la cosa funziona per un pò ma poi la gente se ne accorge.
    Si può criticare il green pass, ma se in piena pandemia strillavi di aprire tutto, e adesso hai a disposizione un mezzo per poterlo fare, qualcuno si chiederà, se delle aziende e del lavoro, te ne è mai fregato veramente qualcosa.

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  7. E’ curioso che anche coloro che non approvano il green pass per il fatto che lo dica Salvini subito cambiano idea.
    Siamo alla commedia degli Umori: non importa cosa si dice, ma chi lo dice: ciascuno con la propria maschera. Amico o nemico. E l’ amico può farci trangugiare quello che vuole, mentre il nemico… siamo pronti a sconfessare le nosttre idee non appena hanno qualche punto di contatto con le sue.
    Di questo passo ci terranno i piedi in testa per sempre: basta azzeccare la persona “giusta” al momento “giusto”. Si va per etichette, nel merito nessuno entra più.

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