Stupid Politics Conference (quando governano quelli bravi)

(Stefano Rossi) – Veniamo a sapere che a Venezia si apre la Soft Power Conference promossa niente di meno che da Francesco Rutelli.
E si tratta della seconda edizione. Si parlerà, tra gli altri argomenti, di transizione ecologica, pardon, “green” e del ruolo dell’industria nel rilancio del Paese.
Rutelli viene spesso ricordato come un grande sindaco della Capitale. E vediamo cosa ha fatto il “grande” sindaco di Roma.
Come non ricordare quando decise i lavori per la c.d. “nuvola” di Fuksas all’Eur e, soprattutto, i milioni spesi e il danno erariale che i romani hanno subito senza troppo lamentarsi.
Senza essere degli esperti di architettura e paesaggio, chi si reca in viale Cristoforo Colombo, prima del Laghetto, sulla sinistra si trova l’orribile palazzina che ha molti nomi: “Nuvola” di Fuksas, Roma Convention Center La Nuvola, Nuovo Centro Congressi, perché a Roma, per fare confusione, è un attimo: pure i nomi non sono chiari. Quella zona è un gioiello di architettura, storia, verde, con il grattacielo (si fa per dire) dell’Agip, il laghetto, i parchi, le villette basse, poi, le palazzine del ministero delle Poste, stranamente belle e in linea con tutta l’area; e poi l’orrore di questa c.d. nuvola, la quale, messa in un’altra zona sarebbe anche decente ma che non si integra con il sito in cui è sorta.
Attenzione alle date. E ai soldi (lo schema che segue è ridotto per gli infiniti fatti accaduti).
Nel 1998, Rutelli e l’Eur S.p.A. (con capitale 90% ministero delle Finanze e 10% comune di Roma) decisero di indire un concorso per un centro congressi nella Capitale.
Nel febbraio 2000 venne dichiarato vincitore Fuksas Associati S.r.l..
Il bando di gara indetto nel 2001, perché le cose fatte di fretta poi vengono male.
Nel 2003 firma del contratto.
Nel 2004 si approvava il progetto definitivo.
Nel 2005 il comune approvava una delle tante varianti all’opera.
Tra il 2005 e il 2006 minacce di rescissione e rescissione del contratto per ritardi del concessionario.
Agosto 2006 affidamento dell’opera a Massimiliano Fuksas.
2007 il comune approva la convenzione con Eur S.p.A. per la realizzazione dell’opera.
Nel 2007 si fanno avanti altri 14 gruppi interessati alla realizzazione dell’opera.
Fine 2007 “posa della prima pietra”.
2009 firma del protocollo d’intesa per la sicurezza del cantiere di costruzione.
2013 doveva essere consegnata l’opera per l’apertura ma solo grazie all’intervento del governo si evitò che tutto andasse perduto in quanto, Eur S.p.A., rischiava il fallimento ed intervenne l’INAIL a rilevare parte del suo patrimonio e la legge di stabilità erogò 100 milioni di euro da restituire comodamente in 30 anni per completare l’opera.
Facile fare gli imprenditori con i soldi degli altri.
A proposito di soldi, l’appalto aggiudicato di questa “nuvola” era di 272 milioni di euro. Alla fine, con tutte le varianti, è costata 467 milioni!
Ma dove mai si vede che un’opera pubblica alla fine ti costa quasi il doppio?
2016 inaugurazione del Centro Congressi alla presenza della sindaca Virginia Raggi la quale, per aver criticato la lievitazione dei costi, venne pure fischiata.
Lei, non i marrani che hanno dilapidato i soldi pubblici.
L’allora sottosegretaria all’Economia, Paola De Micheli, disse che si era resa necessaria “iniezioni” decisive per la sopravvivenza dell’opera.
I proprietari di Eur S.p.A. allora erano al 90% il ministro Vincenzo Visco e per il 10% Rutelli. Appartengono a quella sinistra che oggi vuole a tutti i costi tornare a comandare al comune di Roma con tante idee per migliorare le sorti della Capitale.
A questi qui ci sono voluti 18 anni per realizzare un centro congressi e raddoppiare i costi preventivati. Ma allora a che servono i preventivi?
All’interno di questo, diciamo, manufatto si trova negli ultimi due piani l’albergo “La Lama” che gli insigni professoroni della politica lo avevano preventivato al costo di 140 milioni di euro. Risparmio la mesta storia con 18 stanze da completare.
Nel 2017 è stato venduto per 40 milioni. Tanto mica sono soldi loro.
2012, dimenticavo, il Tribunale del Riesame di Roma ci teneva a precisare che dalle casse del partito “Democrazia è Libertà – La Margherita” il patrimonio era sceso misteriosamente da 88 milioni a 15.
Si può leggere nell’ordinanza con la quale venivano confermate le misure cautelari nei confronti di alcuni appartenenti: “La depredazione non era di soli 12 milioni di euro ma di 23, anche se mancano all’appello altri 50 milioni di euro, di cui non si conosce la destinazione finale, considerato che in 4 anni il patrimonio della Margherita è sceso da 88 milioni di euro a soli 15 milioni”.
Rutelli era il presidente di quel partito.
Nei suoi confronti non sono stati ravvisati reati ma resta la macchia di un presidente di un partito che non ha sorvegliato e saputo conservare i soldi dei rimborsi elettorali, cioè, di noi cittadini.
2021 vanno a parlare di politica ed economia sostenibili. 
Ma sono loro che sono insostenibili!

3 replies

  1. Gli chiedono sempre quanti giardinieri aveva lei, e quanti alberi ha piantato, il resto non conta per questo è un “Grande sindaco”

    “Roma e il verde, la denuncia di Rutelli: «Ai miei tempi 400 giardinieri ed erano pochi, oggi sono 100»”( 2017)

    Ai suoi tempi

    Rutelli ha dimenticato tante cose della sua Amministrazione come ad esempio la chiusura della scuola giardinieri di Roma, l’entrata della Coop. 29 giugno nella manutenzione del verde pubblico ( racconta Buzzi come i rapporti con le giunte Rutelli e Veltroni fossero ottimi “eravamo le cooperative di riferimento.” ) e la presenza di uomini ombra alla sua corte, uno tra tutti il famigerato Lusi, transitato nella Margherita rutelliana della quale ha svuotato le casse nella più assoluta inconsapevolezza del vertice.
    Rutelli si e dimenticato anche che ha trovato un debito comunale di Roma di 3,7 miliardi e quando ha lasciato era di 7,4 miliardi.

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