Roma, farsa suppletive: Palamara può sognare

Ora come ora sono le elezioni più assurde che ci si potesse immaginare. Il 3 e 4 ottobre a Roma si vota anche per le suppletive, cioè per assegnare il seggio di Primavalle lasciato vacante alla Camera dalla grillina Emanuela Del Re…

(pressreader.com) – di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano – Ora come ora sono le elezioni più assurde che ci si potesse immaginare. Il 3 e 4 ottobre a Roma si vota anche per le suppletive, cioè per assegnare il seggio di Primavalle lasciato vacante alla Camera dalla grillina Emanuela Del Re, nominata rappresentante speciale dell’Ue per il Sahel.

In campo al momento ci sono solo due candidati. Entrambi, a modo loro, piuttosto eccentrici: sono Elisabetta Trenta e Luca Palamara. La prima è stata ministra della Difesa nel primo governo Conte, è andata via dal Movimento Cinque Stelle sbattendo la porta ed è approdata nell’Italia dei Valori, l’ex partito di Di Pietro diventato nel frattempo una piccola piattaforma di esuli grillini (ci sono anche Elio Lannutti e Piera Aiello). Il secondo è il grande e imbarazzante protagonista dello scandalo Csm, l’ex magistrato tradito da un trojan e diventato il feticcio di Matteo Salvini (e dei giornalisti amici) nella sua campagna contro la magistratura.

L’operazione Palamara, come si vedrà, resta complicata, ma al momento è anche l’unica vera ipotesi in campo: a sinistra tutto tace.

A un mese e mezzo dal voto, Pd e Cinque Stelle non hanno nemmeno un candidato. Solo una cosa è chiara: ognuno andrà per conto suo. Le suppletive cadono in contemporanea con le comunali romane, dove gialli e rossi – Virginia Raggi e Roberto Gualtieri – portano avanti una campagna elettorale feroce gli uni contro gli altri. Contendersi il Campidoglio e accordarsi per il Parlamento non sembra una soluzione praticabile, e lo stesso discorso vale per improbabili aperture all’area moderata occupata da Carlo Calenda.

Non c’è molto tempo, nei prossimi giorni dem e 5Stelle dovranno decidere chi intendono gettare in una partita elettorale che – divisi – rischia di diventare proibitiva. Nel Pd è stato sondato anche Goffredo Bettini, che non sembra avere nessuna intenzione di prestarsi. Tra i grillini è stata evocata (specie sui giornali di destra) la figura di Alessandro Di Battista, che però non è stato contattato e continua a non avere alcuna intenzione di rimettere piede nel Movimento finché continuerà ad appoggiare il governo Draghi.

Così, alle condizioni attuali, Luca Palamara rischia davvero di finire in Parlamento, non fosse altro per mancanza di avversari. Gli unici che si sono palesati sono tutti interni al suo schieramento. L’ex magistrato è stato scelto dai Radicali e incoraggiato da Salvini e dalla Lega, ma gli alleati non sono affatto persuasi.

“Palamara ha zero possibilità di finire alla Camera”, dice il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “Racconta cose interessanti sulla magistratura, ma è pur sempre un pentito. È come se candidassimo Buscetta. Per carità, in Parlamento c’è stata anche Cicciolina, ma la politica non può diventare la discarica dei fallimenti di altri settori”. Nel centrodestra non c’è stata ancora una riunione sulla candidatura a Roma, Palamara si è fatto avanti da solo, ma non è difficile rinvenire la manina di Salvini alle sue spalle. Gasparri non ne vuole sapere: “Io non lo sosterrò e in caso dirò pubblicamente di non votarlo”. Gli fa eco, più sobriamente, Antonio Tajani: “Non sosterremo Palamara, ma rivendico che la scelta del candidato spetta a Forza Italia e il nome migliore è quello di Pasquale Calzetta, che nel 2018 ha perso per pochi voti”.

Poi ci sarà da fare i conti pure con Giorgia Meloni e le ambizioni romane di Fratelli d’Italia: nemmeno loro hanno intenzione di appoggiare Palamara. Ogni occasione per sfidare Salvini è buona.

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1 reply

  1. Al peggio non c’è mai fine. Un Palamara qualsiasi con pedigree delinquenziale, la dx e i nipotini di Pannella lo trovano sempre da infiltrare nelle istituzioni.

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