Green pass: caos scuola e Lega. E Draghi non ci mette la faccia

DECRETO. DA OGGI OBBLIGO PER RISTORANTI AL CHIUSO, PISCINE, PALESTRE, MUSEI DA SETTEMBRE, PER I PROF. O VACCINO O SOSPENSIONE

(pressreader.com) – di Wanda Marra e Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano – Non potranno entrare in classe senza esibire il certificato verde e saranno considerati assenti ingiustificati, con sospensione dello stipendio dopo cinque giorni, i docenti scolastici e universitari: è questa la misura più dura approvata ieri dal Cdm, in un finale di stagione non facilissimo per Mario Draghi, che sceglie di non presentarsi in conferenza stampa.

Oggi parte l’obbligo di green pass per ristoranti al chiuso, cinema, piscine, stadi, palestre, musei, eventi vari. E già non sarà facile farlo rispettare. Soprattutto il Cdm di ieri ha approvato un decreto che introduce l’obbligo per i docenti e il personale scolastico e quello universitario e – dal 1° settembre – per i trasporti a lunga percorrenza (navi, treni, aerei). Controverso fino all’ultimo, alla fine viene previsto l’obbligo anche per gli studenti universitari. Mentre i minorenni possono entrare a scuola anche senza il certificato verde. E la scuola sarà in presenza al 100%. La Lega ha cercato di contrastare la linea del rigore, riuscendo però a strappare solo qualche modifica nel nome del turismo: il mancato obbligo negli alberghi, per il quale si spende molto il ministro Massimo Garavaglia e il rinvio alla data del 1° settembre per quello nel trasporto. Esultano gli albergatori (gli ospiti potranno accedere senza certificato pure agli spazi ristoro) e il Carroccio rivendica una bandiera.

Il provvedimento lascia una serie di nodi, che dovranno sciogliere il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini e il ministro della Scuola, Patrizio Bianchi. Con Giovannini e Bianchi, invece, c’è Roberto Speranza, ministro della Salute, che fino all’ultimo si è speso per il massimo rigore possibile. “L’assenza di Draghi? Non riesco a rispondere” replica alla domanda del Fatto. A conferenza stampa finita esce la portavoce del premier, Paola Ansuini, per dire che Draghi ha scelto di non partecipare per dare più spazio ai ministri.

Sugli ultimi studi e su Anthony Fauci che ha sottolineato come con la variante Delta anche i vaccinati, pur se in casi rari, possono essere contagiosi e contagiabili, Speranza spiega che secondo Fauci “c’è una minoranza di cittadini che non svilupperà una risposta immunitaria”, ma “non ci possono essere ambiguità sui vaccini”.

Per Draghi, comunque, i problemi aperti non sono solo quelli sul green pass: rimandate a dopo la pausa estiva la riforma del Fisco e la Concorrenza, e accusato il colpo della mancata nomina di Ugo De Carolis alla guida dell’Anas, è dentro a questa cornice che ieri si svolgono cabina di regia e Cdm. Al primo punto, l’obiettivo di riportare la scuola in presenza al 100%, anche se nulla è stato previsto sulle cosiddette “classi pollaio”: confermato l’affollamento degli studenti per aula, mentre l’organico d’emergenza per il Covid non è stato rafforzato. Per gli insegnanti, passa il green pass, ma non l’obbligo vaccinale. Questione di lana caprina, visto che chi non vuole immunizzarsi sulla carta deve fare tre tamponi alla settimana. Previste sanzioni per i ribelli: “Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”, si legge nel testo. Se è chiaro che non ci sarà l’obbligo di green pass per entrare a scuola per i minorenni, non c’è per loro l’esenzione (come voleva il Carroccio). Ma chi sarà vaccinato avrà un obbligo di quarantena di 10 giorni e non di 7.Poi, c’è la questione trasporti. L’obbligo non vale per le brevi percorrenze e per quelli regionali. E il green pass non sarà richiesto neppure per attraversare lo Stretto di Messina. Non è prevista per il momento alcuna misura di messa in sicurezza dei mezzi pubblici locali, tema legato a quello della scuola: prepariamoci allora a pendolari stipati come sardine su treni e autobus.

In tarda serata, a conferenza stampa conclusa, Palazzo Chigi rilascia alle agenzie alcune frasi del premier in Cdm (i più maliziosi fanno notare perché forse piccato dalla domanda del Fatto sul perché della sua assenza): “Draghi ha sottolineato come l’esame delle misure anti Covid siano avvenute in un’atmosfera ben diversa da quella delle riunioni di marzo”. Lega avvertita, mezza salvata.

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2 replies

  1. quindi, i capaci, hanno stabilito che esistono treni navi e aerei, a percorrenza corta, che non necessitano di pass?
    e quali sarebbero?
    altrimenti a che serve specificare “lunga percorrenza”
    e che differenza c’è tra un autobus regionale, diciamo 40 minuti di tragitto ed un aereo con pari percorrenza?
    a mio parere dovrebbe essere più sicuro il secondo, ma capisco il perché lo fanno.
    chi controlla i passeggeri, oramai in buona parte extracomunitari (lo dico senza intenti accusatori, solo un dato di fatto)?
    ci vorrebbero due addetti per autobus che fanno solo quello, uno controlla e l’altro è presente per dissuadere
    gli eventuali violenti (anche autoctoni) privi di pass dal manifestare la loro indole sfogandosi sul controllore.

    già m’immagino quelli che scrivono qui che sfracelli faranno ai controlli, sperando che trovino personale
    adeguatamente calmo e posato che non alzi le mani alla prima offesa che inevitabilmente gli verrà rivolta
    (come se fosse merito loro)

    pure il quadro normativo che tutela ed autorizza chi deve fare i controlli non mi pare che sia stato
    ne pensato, ne messo in atto, o almeno io non ne ho letto, ma magari non frequento le testate giuste.
    perché in Italia, dove gli avvocati sono più delle opere d’arte, ci vuole niente che arrivi il giureconsulto
    che sciorina la non legittimità del controllo e chiami la forza pubblica per ottenere ragione, con grande soddisfazione
    degli altri che sono in coda.

    (in fondo è una tipica azione nostrana quella di chiudere la stalla a buoi fuggiti,
    e soprattutto cascare dal pero per il manifestarsi dei problemi)

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  2. Lui non ci mette mai la faccia e tanto meno si preoccupa di presentarsi ai cittadini: è tanto riservato!
    (Notato le precauzioni che prende ovunque? In conferenza stampa i giornalisti a minimo 4 metri, sebbene vaccinati, tamponati e mascherati…)

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