Così lontani, così vaccini

(Gianna Milano – tag43.it) – Siamo sulla buona strada per uscire dalla pandemia da Covid oppure con l’allentamento delle misure di restrizione si sta creando il terreno per una nuova variante più resistente ai vaccini? Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson fino a che punto proteggono dalle varianti più temibili, Delta in testa? A settembre avremo una nuova impennata dei contagi? È possibile stilare una graduatoria in base all’efficacia dei vaccini nei confronti delle varianti? Domande e ancora domande, a cui, al momento, è difficile rispondere con certezza. Da poco, infatti, disponiamo di dati su grandi numeri che rivelano cosa succede quando si raggiunge una certa soglia di vaccinati. In Israele, dove il 70 per cento della popolazione ha ricevuto le due dosi previste di Pfizer-BioNTech le cifre dimostrano come il vaccino abbia perso di efficacia con la diffusione della variante Delta. La percentuale nel prevenire casi sintomatici è scesa dal 94,3 per cento nel maggio scorso al 64 di giugno, informa il ministero della Sanità israeliana in un’analisi relativa all’infezione.

Variante Delta presente in oltre 110 Paesi nel mondo

La mutazione Delta altamente trasmissibile, (per un 60 per cento più contagiosa della prima variante Alfa, a sua volta del 50 per cento più contagiosa della versione originale del virus) è ormai ubiquitaria: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) è presente nel mondo in oltre 110 Paesi. Negli Stati Uniti rappresenta attualmente oltre la metà delle infezioni. E man mano che si diffonde, ricoveri e decessi stanno rapidamente aumentando là dove i tassi di vaccinazione sono bassi. «Se non sei vaccinato, sei a grande rischio di Delta», afferma Luca Guidotti, immunologo e virologo, e vicedirettore dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. «L’abbiamo vista attraversare un Paese dopo l’altro, e farà lo stesso ovunque ci siano sacche di persone non vaccinate». In Italia, dove fino a poco tempo fa prevaleva la variante inglese, secondo dati del Comitato tecnico scientifico, i casi di Delta stanno aumentando esponenzialmente, e considerata la scarsa efficienza nel monitorare e sequenziare i campioni virali, potrebbero essere già molti.

Variante Delta, i punti deboli della strategia britannica

In Gran Bretagna ormai il 90 per cento dei nuovi casi sono causati dalla variante Delta che sta infettando anche i vaccinati. «Lì, per parecchio tempo si è scelto di rimandare la seconda dose del vaccino AstraZeneca, strategia che ha funzionato dal punto di vista della sanità pubblica, meno decessi e ricoveri, ma potrebbe aver creato un substrato pericoloso per lo sviluppo di nuove varianti», prosegue Guidotti, «La risposta immunitaria subottimale alla prima dose del vaccino potrebbe non essere stata sufficiente a contenere completamente la replicazione virale. Non solo, potrebbe aver permesso al virus di sviluppare mutazioni in grado di evadere tale risposta subottimale. Una cosa è certa: per non consentirgli di mutare, bisogna vaccinare tutti il più rapidamente possibile con due dosi. Non bisogna ritardare troppo la seconda come è avvenuto da noi con il caso AstraZeneca e con la proposta della vaccinazione eterologa, ossia di proseguire il ciclo con una somministrazione diversa dalla prima dose». Uno studio pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine, condotto negli Stati Uniti su personale sanitario, ha concluso che i vaccini Pfizer e Moderna con due dosi sono efficaci al 91 per cento nel prevenire l’infezione, all’81 per cento dopo una sola dose.

Covid, nonostante il vaccino sono molti coloro che, in Italia e nel mondo, hanno contratto la variante Delta: ecco perché
Una fermata della metro di Londra, il cartello raccomanda il distanziamento (Getty)

Con il vaccino più sicuri, non immuni

Come è possibile che la variante Delta infetti anche chi è stato vaccinato con due dosi, come sta accadendo in Gran Bretagna, esponendo al rischio di contagio gli altri? «Un vaccino non protegge mai al cento per cento e se è efficace al 95 per cento, significa che un 5 per cento risponde poco o nulla», continua Guidotti. «Inoltre in una piccola percentuale della popolazione la risposta immunitaria può essere insufficiente, pensiamo per esempio a persone in cui patologie e/o farmaci inducono vari gradi di immunosoppressione. In questi individui il virus potrebbe continuare a replicarsi per settimane, consentendo più facilmente la selezione di varianti. Quando non c’era la variante Delta erano molto pochi i casi di infezione fra i vaccinati», continua Guidotti.

È proprio tra coloro che non rispondono al vaccino che il virus trova terreno fertile per attecchire «Gli immunodepressi e coloro che rispondono male al vaccino con un’immunità imperfetta, rappresentano un serbatoio pericoloso per la formazione di varianti. E, soprattutto, di quelle in grado di sfuggire alla pressione vaccinale. In definitiva, il virus meno circola, meglio è. Perché se emergeranno varianti, nei confronti delle quali i vaccini perdono man mano di efficacia, si corrono rischi seri». Si è calcolato che una sola persona in un paio di settimane può produrre circa cento milioni di modificazioni del virus con cui si era inizialmente infettato. Per lo più inutili ma ogni tanto ne arriva una capace di diffondersi rapidamente.

All’orizzonte altre varianti?

Importante sarebbe dare la caccia alle varianti, monitorarle e sequenziarle, per impostare le future campagne vaccinali. Oggi si conoscono solo quelle emerse prima della pressione selettiva esercitata dai vaccini, ma altre potrebbero spuntare presto e prendere il sopravvento. «La curva dei casi viene ora frenata dal caldo e dai vaccini ma la popolazione è ancora troppo poco protetta. Tutti noi speriamo che il virus evolva in un fenotipo più docile e meno virulento tanto da avvicinarsi agli altri coronavirus, come quelli responsabili deli banali raffreddori invernali». Ma è realmente possibile un simile scenario?: «Bisogna continuare a studiare, a raccogliere dati e renderli disponibili alla comunità scientifica in maniera trasparente per cercare di capire come agire. Indubbiamente le opzioni sono ancora tutte aperte. Magari non emergerà una variante importante, peggiore delle altre, ma può anche essere che in autunno la pandemia ritorni a bussare prepotentemente. Certo sarebbe auspicabile trovare un equilibrio, una sorta di convivenza con il virus, tenendolo a bada con i vaccini ma anche con i comportamenti, gli stessi che abbiamo seguito durante i lockdown, evitando assembramenti e luoghi chiusi, lavando le mani e portando la mascherina» dice Guidotti.

I giovani vettori del virus

Oggi l’età media dei casi si è abbassata attorno ai 30-40 anni e calerà ulteriormente. Diversi i fattori: i più giovani sono meno coperti da vaccinazione e più inclini a socializzare. «Il nostro cervello tende a cancellare le esperienze brutte: noi siamo adesso in un momento euforico. Ma ci vuole cautela. Spagna, Portogallo, e Russia ci insegnano che ci può essere un ritorno della pandemia» osserva il virologo. In Spagna la vaccinazione completa riguarda il 44,7 per cento delle persone, in Portogallo il 38.9, in Francia il 36,4, in Italia il 33,2 e in Russia il 12,1 per cento. Nel mondo sono state somministrate 3,42 miliardi dosi di vaccino, ma  sono 940 milioni le persone che hanno fatto sinora la vaccinazione completa: il 12,1 per cento. Resta l’incognita dei Paesi del Sud del mondo che hanno difficilmente accesso ai vaccini per motivi economici. Durante il Global Health Summit, a Roma il 21-22 maggio, è stata sollecitata l’applicazione delle deroghe alle norme sulla proprietà intellettuale, previste dell’Accordo di Marrakesh istitutivo del WTO per raggiungere la vaccinazione globale anti-Covid. Si tratterebbe di un passaggio fondamentale: «Più circolerà il virus, maggiori saranno le probabilità di dover affrontare altre varianti e di avere vaccini inefficaci verso Covid-19: il virus muta nel momento stesso in cui si replica».

Covid, nonostante il vaccino sono molti coloro che, in Italia e nel mondo, hanno contratto la variante Delta: ecco perché
Un locale affollato, gli assembramenti facilitano la diffusione delle varianti (Getty)

Variante Epsilon, più resistente ai vaccini Pfizer e Moderna

Ultima in ordine di tempo è la variante Epsilon che ha una maggiore resistenza agli anticorpi, sia quelli generati dai vaccini a mRna, come Pfizer e Moderna, che dalla infezione. Isolata in California all’inizio di quest’anno, si sta già diffondendo nel resto del mondo. Secondo uno studio dell’Università di Washington, coordinato dal Matthew McCollum e pubblicato su Science la variante Epsilon ha tre mutazioni della proteina spike, quella che permette al virus di penetrare nelle cellule e infettarle. Sarebbe questa caratteristica a renderlo particolarmente temibile. Secondo i dati Gisaid, un’iniziativa scientifica globale fondata nel 2008 che garantisce accesso libero ai dati genomici dei virus dell’influenza e del coronavirus responsabile della pandemia, sono 12 i paesi del Vecchio continente ad avere casi (una quarantina) di Epsilon: Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia (due casi), Norvegia, Olanda, Spagna, Svizzera, Svezia. Nel resto del mondo nelle ultime quattro settimane la variante californiana era presente in 44 paesi, in particolare in Corea del Sud, Giappone, India e Usa.

Per sconfiggere la pandemia serve una strategia globale

Spontaneo domandarsi se in futuro possa esserci spazio per una nuova variante contagiosa come Delta e con una resistenza agli anticorpi simile alla Epsilon «Inutile affidarsi a gesti scaramantici, le strategie di difesa (e di attacco) vanno attuate per tempo e pensate a livello globale con regole condivise», conclude Guidotti, «La salute è un bene comune globale e i Paesi in via di sviluppo non possono essere lasciati soli nella campagna di somministrazione dei vaccini. Per evitare scenari del genere è necessario che le istituzioni finanziarie internazionali si uniscano nella sfida».

2 replies

  1. Non siamo per niente sulla buona strada.
    L’anno scorso eravamo messi meglio senza vaccini grazie al lockdown duro.
    Quest’anno abbiamo scherzato e adesso addirittura facciamo più baldoria dell’estate scorsa. Inoltre, tra aerei, treni, barconi, barchini e barchette, arriva gente da dovunque.
    Aspettiamoci il peggio purtroppo.

    "Mi piace"

  2. . Non bisogna ritardare troppo la seconda come è avvenuto da noi con il caso AstraZeneca e con la proposta della vaccinazione eterologa, ossia di proseguire il ciclo con una somministrazione diversa dalla prima dose

    NO, via, che sarà mai? chissenefrega se migliaia di persone crepano o vengono danneggiate dai vaccini.

    Tra l’altro, che i vaccini potessero causare una pressione evolutiva si sapeva, adesso abbiamo l’obbligo vaccinale spacciato per panacea, però abbiamo 300.000 persone a silverstone e tutti al giro come se niente fosse.

    "Mi piace"