Vi ricordate di lui?

(Alessandro Di Battista) – Mentre le ghiandole salivari di tutti i politici (dai dirigenti del M5S a Salvini, passando per Letta) fanno a gara a chi secerne di più al cospetto dell’altissimo, in Italia è sparita la questione morale. L’immoralità non si è estinta, semplicemente non fa più notizia. Gli attacchi agli avversari politici sono praticamente spariti, d’altro canto, di avversari, in Parlamento e al governo, ce ne sono ben pochi. Tutti alleati. E così, come nei film di Sergio Leone, lo stallo alla messicana domina la politica ai tempi di Draghi.

I comunicati politici sono vuoti, codardi, atti dovuti da parte di chi, per non disturbare il manovratore che gli consente di stare al governo, sibila rispettosamente, quel che un tempo avrebbe urlato a squarciagola. Pavidità e convenienza oggi si chiamano responsabilità ed evoluzione. Ma si tratta di una truffa semantica perché i fatti smentiscono la neo-narrazione.

Guardate il caso Salvini-picchiatori in carcere. Una tale oscena presa di posizione da parte di Salvini meriterebbe un aut-aut. “O lui o noi al governo” dovrebbe dire un politico che si rispetti. Ma nessuno osa assumersi il rischio. La difesa da parte di Salvini della violenza meriterebbe qualche parolina del Presidente del Consiglio ma la votazione per il successore di Mattarella si avvicina ed il messia tace, anch’egli per convenienza.

Ripeto, la questione morale è sparita, altro effetto della morte della politica ampiamente pronosticata da chi non ha la carta intestata ministeriale davanti agli occhi. Volete un’altra conferma? Provate a cercare Durigon, l’uomo delle nomine di Salvini, reo di aver detto frasi ignobili che avrebbero costretto alla dimissioni qualsiasi altro politico al mondo. Durigon, potente sottosegretario all’economia, colui che (mi dicono) è stato artefice dell’annullamento (poi diventato stop di 6 mesi) del cash-back, venne pizzicato dalle telecamere di FanPage mentre diceva frasi oscene. Riferendosi alle nomine da effettuare in Puglia ha detto: “mo noi anche in Puglia delle nomine bisogna farle, a noi che cazzo ce ne frega, cioè io te posso pure buttà dentro”. Inoltre ha parlato di un legame tra il generale della Guardia di Finanza che indaga sui 49 milioni di euro sottratti dalla Lega alla collettività ed il partito di Salvini (“quello che indaga della Guardia di Finanza l’abbiamo messo noi”). Cazzaro o meno non merita di far parte del governo. Eppure è ancora al suo posto. Pacioso, tranquillo, certo che il culo dalla poltrona non glielo farà alzare nessuno.

Ricordo che il Movimento ha presentato una mozione per chiedere le sue dimissioni. Ricordo che lo stesso Conte ha dichiarato: “Intollerabile che sia ancora al suo posto”. Ebbene che fine ha fatto la mozione? Quando si discute? Si discuterà? Se Durigon venisse salvato cosa intende fare il Movimento che ha fatto dell’onestà una bandiera? Sono domande più che lecite, domande che i cittadini con l’elmetto avanzano e che i tifosi insabbiano. Sì insabbiano, proprio come la questione morale nell’era dei migliori.

7 replies

  1. Ecco in un articolo ho postato una risposta a loretta napoleoni, lei dibattista di argomenti ne porta altri
    Ed io replico ancora alla napoleoni che chiede di riprovarci che questa storia non può finire..
    Come risponde a Dibattista?
    I problemi sono sempre li. Non scappano
    Cosa vuol dire riprovare?

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  2. Non c è niente da fare, i palazzi romani sono delle trappole dorate, chi ci entra non vuole piu uscirne, prendiamo fio, gigino, tavernella, bonafedina, giuseppi, e tantissimi altri, enderebbero madri mogli e figli pur di restare attaccati alla poltrona fino alla morte.

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    • Io sono sempre dell’idea che quei palazzoni andrebbero rasi al suolo e ricostruiti sotto forma di prefabbricati.

      La disumanizzazione è più facile quando stai in palazzi che sembrano quelli di Luigi XVI, con i piani alti 5 metri e i corazzieri altri due metri tutt’attorno.

      Uscire da quei palazzi e farsi un governo in un campeggio sarebbe molto più salutare. Ma come dicevi sopra, è il potere che ti avviluppa da tutte le parti, è lo sfinimento che prende quando a forza di ripetere che vuoi essere chiamato cittadino, quelli continuano con ‘onorevole’.

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  3. A Di Barista rode solamente che il suo ex amico Giggino a Poltrona abbia fatto carriera, tra una cena con Letta (Gianni) e un applauso da Brunetta, ha capito come funziona il potere e non vuole mollarlo. Tra i 2 litiganti Conte e Grillo, il terzo che gode è lui che non si schioda dal ministero e se il Movimento perde non dovrà prendersi la colpa, tanto un posto glielo trovano con la scusa dei 2 mandati che saltano. Mentre Di Barista puo al massimo servire ai tavoli del potere

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  4. L’errore è a monte bastava alzare la voce al Quirinale tipo o governo M5S o elezioni. Sarebbero arrivati 100 responsabili 😇

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  5. D’accordissimo,ma nella mia testa circola ossessivamente una domanda :ma per quale caz o di motivo i nostri cari eletti stanno così allineati e coperti ma soprattutto silenziosi ?possibile che un terzo mandato ipotetico li abbia completamente annientati,resi inermi,melliflui incapaci di qualsiasi reazione dignitosa ? E Travaglio addebita tutto ciò a Grillo …E che razza di personalità hanno questi individui ? Sono degli uomini e donne o dei bambini o per meglio dire dei burattini,marionette quacquaraquà !?

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