L’estate costa caro

(Roberta Amoruso – il Messaggero) – Biglietti dei voli più che raddoppiati tra pseduo-tasse e balzelli per chi ha un bagaglio, cerca posti vicini o una polizza di cancellazione. E non solo se il volo è low-cost.

Incrementi fino al 40% per l’ affitto giornaliero di ombrelloni, lettini e sdraio. E prezzi anche doppi per le prenotazioni in hotel, se la caccia è alla tariffa rimborsabile. Perfino l’ autonoleggio sembra diventato off-limits (gli aumenti arrivano a +45%). L’ estate sarà Covid-free, si spera, ma sarà anche a caro prezzo.

L’AFFONDO 

A denunciarlo a gran voce sono le associazioni dei consumatori.

Ma a parlare sono soprattutto le migliaia di segnalazioni pervenute agli enti di controllo e registrate anche dall’ inchiesta del Messaggero. Ecco perché sono già scattate alcune contromisure. A partire da quelle dell’ Enac che ha deciso di vederci chiaro sull’ assegnazione di posti a pagamento nelle compagnie low cost. Verifiche dovute, con l’ obiettivo, spiega l’ Ente, di «assicurare la dignità, il diritto alla salute, alla sicurezza e alla incolumità del passeggero che la pratica tariffaria aggressiva dei vettori in questione rischia di compromettere con una offerta non adeguata ed elusiva dei diritti dei passeggeri».

I numerosissimi reclami fatti recapitate all’ Ente, precisa, arrivano da «passeggeri che hanno lamentato disservizi da parte di compagnie aeree low cost in ordine, in particolare, alla procedura di assegnazione dei posti sull’ aeromobile che non consentono ai genitori di sedersi accanto ai propri figli minori, né ai familiari di stare accanto a persone disabili e a ridotta mobilità, se non dietro pagamento di una tariffa aggiuntiva, a volte superiore al costo del biglietto. Inaccettabile. Dunque, l’ Ente è pronto ad adottare «i necessari provvedimenti per ristabilire le corrette pratiche commerciali».

L’ affondo è stato accolto con soddisfazione da Assoutenti che da giorni combatte la sua battaglia contro gli extracosti e quella che ha definito «la tassa sul sedile».

«Si arriva a pagare la cifra record di 109 euro per chi ha bisogno di scegliere posti specifici», spiega il presidente Furio Truzzi. Una pratica definita «vessatoria» già segnalata all’ Antitrust.

L’ INDAGINE 

In realtà secondo un’ indagine della stessa Assoutenti, non sono soltanto le compagnie low cost ad approfittare degli extracosti per arrotondare bilanci messi a dura prova dal Covid.

Se infatti i prezzi sono più o meno in linea con quelli degli scorsi anni, anche tra le compagnie di linea tutti i servizi accessori sono stati resi a pagamento applicando tariffe che arrivano a superare più del doppio il costo del singolo volo.

Per il posto a sedere, più è vicino alla porta di uscita degli aerei, più costa, sfruttando la paura di assembramenti. Senza contare l’ enfasi sulle assicurazioni di viaggio legata al Covid per spese mediche e di rimpatrio in caso di contagio e che permette la cancellazione delle prenotazioni. La scelta del posto può costare fino a 23 euro in più per un volo Vueling da 59,99. Ma se si vuole imbarcare un bagaglio di 25 chili serviranno altri 31,40 euro.

Ryanair offre la scelta posto da 4 a 20 euro per un volo base da 27,99 euro; altri 21, 99 servono per il bagaglio. EasyJet prevede una scelta posto a 16,49 euro più il volo da 33,99 e per il bagaglio fino 44,99 euro. Anche per Alitalia spunta per un volo da 57 euro il balzello da 25 euro in più per il bagaglio e la scelta del posto. Se invece si chiede solo il bagaglio, si arriva a 50 euro in più.

Stesso discorso per Lufthansa: 25 euro per scegliere dove sedersi. E, infine, se si passa ad Air France, un volo da 120 euro diventa di 320 se si vuole avere la possibilità di opzionare subito un posto. Certo, insieme al sedile si ottiene anche la possibilità del rimborso e della modifica con integrazione. Salvo poi scoprire, solo andando avanti nella prenotazione, forse troppo tardi per i meno coraggiosi, che il posto a sedere di può avere al prezzo di 19 euro, se vicino alle uscite di emergenza. Una giungla difficile da affrontare.

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