Quarantena, coprifuoco e vaccini in vacanza: regole e ipotesi per l’estate

Da domani solo una regione arancione, il resto dell’Italia sarà in zona gialla. Si attendono le indicazioni della cabina di regia sul coprifuoco

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(adnkronos.com) – Da domani quasi tutta l’Italia sarà in zona gialla, con regole e misure più leggere: in arancione ci sarà solo la Valle d’Aosta. Il coprifuoco e le riaperture restano al centro dell’attenzione: c’è attesa per la cabina di regia prevista per domani. Intanto il turismo prova a ripartire. Da oggi stop alla quarantena per i viaggiatori dai Paesi Ue, Gran Bretagna e Israele. E, mentre ieri hanno riaperto le spiagge, i sindaci di molte località turistiche aprono alla possibilità della seconda dose di vaccino anti-Covid in vacanza, in una Regione diversa da quella della prima somministrazione o anche per chi arriva nel nostro Paese.

ZONA GIALLA

Tutta Italia in zona gialla dal 17 maggio ad eccezione della Valle d’Aosta che resta arancione. Dunque nuova mappa colori delle Regioni da lunedì. Una nuova ordinanza per contenere la diffusione del coronavirus, firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia del 14 maggio 2021, porta infatti in zona gialla le Regioni Sicilia e Sardegna.
Quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome nelle diverse aree in base ai livelli di rischio a partire da domani, 17 maggio, vede in zona arancione la Valle d’Aosta e tutto il resto d’Italia in zona gialla, nessuna Regione in zona rossa o bianca.

COPRIFUOCO E RIAPERTURE

Sul coprifuoco in Italia e le possibili nuove riaperture si decide domani, quando a Palazzo Chigi si svolgerà la cabina di regia tra le forze di maggioranza. La rotta resta infatti quella ribadita dal premier Mario Draghi a Porto, a margine del summit europeo, ovvero riaperture nel segno della “ragionevolezza e della prudenza”.

VIAGGI E QUARANTENA

In vigore da oggi un’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede “l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, con tampone negativo, senza obbligo di quarantena”, comunica il ministero. “Resta, dunque, l’obbligo di esibire all’arrivo un tampone molecolare o antigenico con esito negativo, effettuato nelle 48 ore che precedono l’arrivo in Italia. Con la stessa ordinanza sono state prorogate le misure restrittive nei confronti del Brasile fino al 30 luglio 2021”.
Con un’altra ordinanza, il ministro della Salute “ha esteso la sperimentazione dei voli Covid tested, già in funzione negli aeroporti di Roma e Milano, anche agli scali di Venezia e di Napoli. Nei voli Covid tested i passeggeri sono sottoposti a un test molecolare o antigenico prima della partenza e all’arrivo a destinazione e, se l’esito è negativo, sono autorizzati all’ingresso e al transito nel territorio nazionale senza necessità di rispettare gli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario. Finora i voli Covid tested coprivano solo la tratta fra gli Stati Uniti e l’Italia ma, nella nuova ordinanza, sono stati aggiunti come Paesi di provenienza anche il Canada, il Giappone e gli Emirati Arabi”. Le ordinanze saranno in vigore fino al 30 luglio 2021.

SECONDA DOSE IN VACANZA

“In vista dell’estate, sarà importante consentire agli italiani di ricevere la seconda dose in una Regione diversa da quella in cui si è ricevuta la prima, al fine di agevolare l’organizzazione e la prenotazione delle vacanze” ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. “Adesso siamo molto più tranquilli sull’esito del piano di vaccinazioni. E’ chiaro ci sarà qualche difficoltà nel fare le vaccinazioni fuori dalla Regione di residenza – ha risposto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia – Però confidiamo che con il generale Figliuolo si riescano a trovare quelle modalità per risolvere anche questo problema, non semplice ma con costanza e organizzazione si riuscirà a trovare la soluzione anche per questo”. “La politica sta aprendo un dibattito e una riflessione, ma è facilmente comprensibile che l’ipotesi porta con sé delle difficoltà organizzative – ha detto all’Adnkronos Salute il sottosegretario alla Salute Andrea Costa – Tutto deve passare attraverso un accordo in Conferenza Stato-Regioni. Non può essere una iniziativa del ministero. Il concetto è di aiutare a semplificare e il richiamo nei luoghi di villeggiatura sarebbe un’opportunità per il cittadino ma tutto deve essere organizzato con un accordo tra Regioni”.

STABILIMENTI E SPIAGGE

Alcune regioni sono già partite nelle scorse settimane e da ieri nel Lazio ripartono gli stabilimenti a Ostia, Fiumicino, Gaeta e Fondi, sempre nel rispetto delle regole e delle misure anti Covid. Dieci metri quadri per ogni ombrellone in spiaggia, un addetto alla sorveglianza delle spiagge libere. No allo sport di gruppo in spiaggia, sì ai racchettoni. Sono alcuni dei punti fissati nelle linee guida.

2 replies

  1. SECONDA DOSE IN VACANZA?

    verrà fuori un bailamme che la metà basta

    se il cambio avvenisse entro regione
    i sistemi di prenotazione devono essere aggiornati per consentire
    la prenotazione presso un centro che non è quello della zona di pertinenza
    ad esempio uno di Bologna deve poter avere come scelta che so, Rimini, Ravenna, Cesenatico
    oppure Fanano.

    se fuori regione
    per poterlo fare i sistemi di prenotazione dei vasi SSR devono interfacciarsi
    in modo che, ad esempio uno, sempre di Bologna, possa accedere all’elenco dei punti di vaccinazione
    della Puglia o della Sicilia e poter fare li il cambio di data, sperando che vada a buon fine e
    non si trovi al punto di vaccinazione alla data prefissata con una prenotazione fantasma,
    che ovviamente non viene accettata
    con l’inconveniente di dover rientrare sperando di trovare posto vicino casa.

    mentre nel primo caso una possibilità di realizzazione c’è, sempre che non facciano
    un menù di scelta tra (.) – (..) – (…) (….) che solo un demente può predisporre
    (ma i primi due già ci sono, quindi non è così scontato che ci riescano pure con gli altri due o più necessari)

    nel secondo caso facciamo prima a vedere una stazione terrestre su Marte.

    ci sarebbe una terza possibilità, quella di fare un sistema di prenotazione unico nazionale,
    ma, a parte che violerebbe l’esclusività regionale in merito di sanità pubblica,
    c’è il problema della complessità dato che i dati sulla prima dose li hanno altri e
    dovrebbero trasferirli e pure il sistema deve essere robusto per reggere i milioni di accessi,
    quindi no, questa opzione direi che non c’è

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  2. Immagino che in tanti, nella sospirata settimana di vacanza pagata a caro prezzo, siano ansiosi di passarla a letto per i probabili “effetti collaterali” della seconda dose …

    Avanti di questo passo vaccineranno anche i feti nella pancia delle mamme “per sicurezza”. Magari con sei dosi in una volta così i “numeri” crescono. Ormai è palese che quello che conta sono i “numeri”.

    Per fortuna che non c’è una guerra, con Generali del genere…

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