Pronti alla zona gialla?

(Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini – il Corriere della Sera) – Niente consumazione al banco nei bar, un solo tampone per andare in vacanza, nuove regole per le seconde case. Alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto riaperture, con tutte le regole e i divieti per contenere i contagi da Covid-19, la circolare del Viminale e le note del governo chiariscono i dubbi sulle nuove norme. Gli spostamenti tra regioni gialle sono liberi.

Gli spostamenti tra regioni arancioni e rosse per lavoro, salute e urgenza sono consentiti con autocertificazione. Anche gli spostamenti per turismo tra regioni arancioni sono consentiti, ma solo se chi viaggia è in possesso della «certificazione verde» che attesta di essersi sottoposti al vaccino, di essere guarito dal virus oppure di aver fatto nelle precedenti 48 ore il test antigenico o molecolare, con risultato negativo.

La certificazione di vaccinazione e quella di guarigione hanno validità sei mesi: alla scadenza, sia i guariti sia i vaccinati devono comunque effettuare il tampone. Per tutti gli altri cittadini il tampone ha validità di 48 ore e serve per transitare da una regione all’altra. Se non c’è un’ordinanza specifica nella regione di destinazione, non è necessario ripeterlo. Devono essere sottoposti a tampone anche i minori sopra ai 2 anni.

Resta vietato uscire di casa tra le 22 e le 5, se non per ragioni di lavoro, salute ed emergenze, che vanno comprovate con l’autocertificazione. Il rientro a casa è sempre consentito, ed è anche possibile andare nelle seconde case. Nelle zone bianche, gialle e arancioni (non in quelle rosse) si possono raggiungere le abitazioni di vacanza anche con amici e parenti, ma in numero massimo di quattro persone, oltre ai minori.

Sempre rispettando il coprifuoco dalle 22 alle 5, dal 26 aprile al 15 giugno nelle zone gialle e nelle zone arancioni (ma in questo caso solo in ambito comunale) ci si potrà recare «in una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno» per andare a trovare familiari e amici. Il numero massimo consentito di persone che possono spostarsi è quattro, più minori di 18 anni (e non più minori di 14 come nel precedente decreto).

Per le zone rosse questa deroga non è prevista. Dal 26 aprile aumentano le lezioni in presenza alle superiori. Nelle zone rosse deve essere garantito «almeno il 50% e fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca e nelle zone gialla e arancione almeno il 70% e fino al 100%».

I locali pubblici sono aperti a pranzo e a cena, ma possono ospitare i clienti soltanto all’aperto. Dal primo giugno sarà possibile ricevere i clienti anche al chiuso, ma solo a pranzo, dalle 5 alle 18. I bar in zona gialla possono fare soltanto servizio al tavolo all’aperto, quindi non è consentito prendere il caffè o consumare cibo al banco. Resta permessa la vendita da asporto. I bar potranno rimanere aperti fino alle 22, per il servizio all’aperto e con i clienti seduti al tavolo. L’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18. La ristorazione negli alberghi è permessa per i soli clienti che vi alloggiano. Nelle regioni gialle e arancioni i negozi sono tutti aperti. I centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi, quindi anche il sabato e la domenica. Nelle regioni rosse sono aperti i negozi che vendono beni di prima necessità.

Riaprono cinema, teatri e sale da concerto, esclusivamente con posti a sedere pre-assegnati e nel rispetto della distanza di un metro. La capienza non può superare il 50% di quella massima autorizzata, il numero massimo di spettatori è di 1.000 all’aperto e 500 al coperto. Le stesse regole valgono per gli eventi sportivi, dove però la capienza massima di stadi o palazzetti è del 25%. In zona gialla le regole possono variare «nel rispetto dei principi fissati dal Cts». Le discoteche restano chiuse. Dal 15 maggio in zona gialla riaprono le piscine all’aperto e, dal primo giugno, anche le palestre. Dal 26 aprile si può svolgere all’aperto «qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto».

4 replies

  1. “ma solo a pranzo, dalle 5 alle 18”

    in effetti chi non pranza alle 6.30 del mattino?
    o anche alle 16.15

    mi domando perché poi uno debba fare vacanza in una zona
    con restrizioni maggiori a quelle di dove vive?
    amore per il rischio?
    per praticare il CovidOur? (attività antagonista del ParkOur)

    l’umano è veramente strano.

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    • Io certe domande ho smesso di farmele.
      Piuttosto, quelli che dicevano che in India erano tutti assembrati ma non c’erano contagi…
      E quelli che dicevano che era merito della solita alimentazione più “naturale”…

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  2. Bruno Fusco
    LE VARIANTI POLITICHE
    Dopo la sovraesposizione televisiva, e passata questa pandemia, a Dio piacendo, bisognerà prevedere una cura di astinenza per i virologi.
    Molti andranno in depressione, altri sogneranno telecamere, interviste, giornalisti sotto casa, qualcuno si collegherà dal cesso di casa, con un filo collegato al pene: “pronto, parlo con Giletti!?”
    Scambieranno le infermiere per inviate televisive, che non gradiranno el attenzioni: “dottore, non sono la Panella e nemmeno la Merlino, si dia una regolata che la mando affanculino!”
    Si sveglieranno con l’agenda vuota di impegni mediatici, e giù lacrime: “nessuno mi chiama, eppure mancano ancore delle varianti: la pechinese, la thailandese, la giamaicana, quella del Changtang! Sig, sob, mumble, mumble!”
    Il più depresso sarà Crisanti, già molto provato dalle gare con Galli a chi la fa più nera, bisognerà organizzare un torneo a tressette, ovviamente con il morto, la variante del gioco!
    Altro grande depresso sarà Burioni, bisognerà provvedere a mettergli in casa una sagoma di Fabio Fazio, con un disco registrato che ripete ogni ora: “ecco a voi Burioni, gli altri virologi sono tutti coglioni!”
    Del CTS (comitato tecnico scientifico) non sentiremo più parlare fino alla prossima pandemia, sperando che Locatelli, nel frattempo, abbia seguito corsi di logopedia e di uso del diaframma per respirare, non lo sopporto quando mi diventa rosso, là, là che sta per scoppiare!
    E che dire di Zangrillo? Il più amati dagli ottimisti? Qualcuno dice che sia anche il più amato dal pregiudicato, le solite malelingue, di certo è un ottimo anestesista e rianimatore, e sa che al suo assistito serva una buona prescrizione!
    Per Bassetti ci saranno ottime opportunità, è il più fotogenico e piacione, e per lui si apriranno le porte per un programma tutto suo, politico ovviamente, magari con la Lega, come l’altro suo collega, Pier Luigi Lopalco, il primo che ha capito che con il virus si poteva fare carriera, e lui ha scelto il PD di emiliano, è solo una questione di varianti politiche.

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  3. Direi che Bassetti la vince su tutti: onnipresente, è già andato dove conta: pochi giorni dopo la morte della madre sfruttava l’ evento piangendo dalla D’Urso e nel frattempo presentava il nuovo libro. Inoltre si è già pubblicamente proposto: “Se Draghi mi chiamasse a fare il Ministro andrei di corsa” e si distingue come “aperturista-qui lo dico-qui lo nego”. Più di così? Se ci aggiungiamo che fa, appunto, la corte al PD emiliano (cioè renziano) direi che è fatta.
    Resta solo una domanda: ogni tanto lavora?
    Ma forse per i pazienti è meglio che rimanga in TV.

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