Covid, nuove regole dell’Europa: “Niente più mascherine e distanziamento per i vaccinati”

(Lara Tomasetta – tpi.it) – L’Europa dice no alle mascherine tra vaccinati. Il Centro europeo per la previsione e il controllo delle malattie (Ecdc), vale a dire l’agenzia Ue che coordina la risposta sanitaria negli Stati membri e fornisce le linee guida per la gestione della pandemia ha emanato una serie di indicazioni che riguardano proprio la possibilità di allentare le restrizioni per gli individui vaccinati.

“Con l’avanzare delle vaccinazioni, è incoraggiante avere raccomandazioni basate sull’evidenza che l’immunizzazione può lentamente consentire il rilassamento degli interventi non farmaceutici come l’uso di maschere e il distanziamento fisico – sottolinea Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc – Mentre il rilassamento delle misure di protezione deve essere fatto gradualmente e sulla base di attente valutazioni dei rischi coinvolti, siamo fiduciosi che una maggiore copertura vaccinale avrà un impatto positivo e diretto sul ritorno a una vita normale”.

Secondo le indicazioni dell’Ecdc, che ha sviluppato alcuni scenari per gli Stati membri, “quando persone completamente vaccinate si incontrano, mascherine e distanziamento si possono abbandonare, anche per gli anziani; quando adulti giovani e di mezza età completamente vaccinati incontrano persone non vaccinate, mascherine e distanziamento si possono abbandonare se nessuno dei presenti ha un fattore di rischio per una malattia grave”.

Gli individui completamente vaccinati – sempre secondo l’Ecdc – possono inoltre essere modificati i requisiti per i test e per la quarantena in caso di viaggio, oppure quelli per i tamponi sul luogo di lavoro. A una condizione: che la circolazione delle varianti sia molto bassa. Infine, nel caso in cui una persona vaccinata entri in contatto con un positivo, “le autorità sanitarie possono intraprendere una valutazione del rischio caso per caso” e magari rivedere l’obbligo di quarantena.

6 replies

    • ma secondo lei qui ci si pone il problema
      “io, o tu, siamo una persona con un fattore di rischio per una malattia grave?”

      dopo un anno ci troviamo ancora con oltre 300 morti giornaliere, con 21.440
      persone ricoverate con sintomi e 441.124 in quarantana domiciliare
      ovvero quasi mezzo milione che ancora s’è fatto infettare o ha infettato.
      tralasciando chi c’è rimasto per motivi di lavoro, ma gli altri cosa pensavano?
      d’essere dei super e quindi esentati dal rischio di infettarsi e d’infettare il prossimo?

      l’ente ECDC secondo me vive nel modo del teorico

      sarò pessimista ma, da data 26/04, facciamo un mese e poi si ritorna, se va bene, all’arancione
      in tante regioni, compresa la mia (Emilia Romagna)

      altro che togliere le mascherine previa analisi di coscienza
      e presentazione delle relative anamnesi prima di procedere.

      spero di sbagliare

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  1. Troppa fiducia nei vaccini, troppa fiducia… Ne riparliamo l’ inverno prossimo quando le varianti, anche “grazie” ad una protezione sui generis, si saranno moltiplicate.
    Oppure la pandemia si placherà autonomamente, nonostante tutto, dopo i canonici tre anni. A meno che non la tengano sveglia per vaccinarci ad libitum. A questo punto tutto è possibile.

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    • Visto il successo della famigerata lobby “Vietato fumare nei luoghi pubblici”, mi chiedo anche io quale cabala plutocratica sia dietro a ‘sti dettami sanitaristici

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