Il Fatto: “L’uomo di Gelli alla Boschi: Un milione di voti se cacci Conte”

La rivelazione – Domani nella trasmissione di Rai3, il colloquio tra il cronista e l’ex tesoriere della Lega Gianmario Ferramonti.

(di Alessandro Mantovani – Il Fatto Quotidiano) – Di sé dice “non sono massone”, ma anche “mi considero un gelliano”, rivendicando il legame con il Venerabile della P2. “Sono stato amico di Gelli anche gli ultimi anni della sua vita. Gli ultimi quattro Capodanni li ho passati a Villa Wanda, assieme a lui”, si vantava Gianmario Ferramonti, leghista della primissima ora e uomo di mille affari in mezzo mondo.

Così parlava a Giorgio Mottola di Report ai primi di gennaio. Il giornalista è tornato da lui a fine mese, stavolta senza fargli vedere microfono e telecamera, precisamente il 27 gennaio e cioè all’indomani delle dimissioni di Giuseppe Conte, bersagliato tra gli altri – specie sui giornali di Antonio Angelucci, senatore forzista e signore delle cliniche – da un personaggio come Luigi Bisignani, che ha sempre negato l’iscrizione alla P2 ma compariva negli elenchi sequestrati a Licio Gelli nel 1981.

A Ferramonti, che anni fa aveva raccontato il suo interessamento per dare una mano a Pier Luigi Boschi nell’avventura di Banca Etruria, Mottola ha chiesto dei suoi rapporti con la figlia renziana, Maria Elena: “Anche per questa crisi vi siete sentiti?”. “Diciamo che con la Boschi ho una corrispondenza”, gli ha risposto compiaciuto l’ex leghista. Report trasmetterà il dialogo domani sera su Rai3, nella prima puntata della nuova stagione. “Ci scriviamo, non ci parliamo”, ha chiarito un attimo dopo Ferramonti. “E la stai consigliando anche su questa fase?”, chiede Mottola. “Be’ – spiega Ferramonti – gli avevo dato una piccola notizia, che se buttavano giù questo cretino di Conte magari gli davamo una mano, vediamo”. “Ma gli davate una mano chi voi?”. “Allora, qui hai un rappresentante di Confimpresa – e Ferramonti indica un uomo, oscurato da Report, seduto alla sua destra davanti alla telecamera nascosta –, qui hai un rappresentante di Confimea, della Cifa – e indica se stesso… – Insieme qualche milione di voti ce l’abbiamo, no? E se decidiamo…”. “Spostarli sulla Boschi?”, chiede il giornalista. “Chi sarà al momento giusto al posto giusto…”, dice lui. E poi continuano a parlare di Cecilia Marogna, la misteriosa ex collaboratrice dell’ex numero due della Segreteria di Stato vaticana, il cardinale dimezzato Angelo Becciu. L’inchiesta di Mottola è infatti dedicata allo “sterco del diavolo” e passa da Immacolata Chaouqui a Ferramonti e a Francesco Pazienza, fino a protagonisti di vicende più recenti dei nostri Servizi segreti, passando per Flavio Carboni e Bisignani.

Boschi ha risposto per iscritto a Report che “nei mesi di gennaio e febbraio” ha “ricevuto diversi messaggi telefonici da un numero che non conoscevo ma che, secondo il mittente, corrispondeva all’utenza di tal Gianmario Ferramonti. Non ho mai risposto ai suddetti messaggi – ha assicurato Boschi, né parlato con il sig. Ferramonti, men che mai della crisi di governo”. Sarà senz’altro vero, ci mancherebbe. Come è vero che un mondo di faccendieri legato alle massonerie si agitava e perseguiva uno scopo sostanzialmente sovrapponibile a quello di Italia Viva, promettendo o millantando sostegno a chi avesse agevolato la fine del governo Conte 2 e della maggioranza giallorosa che lo sosteneva. Il giorno in cui Ferramonti si è fatto registrare da Mottola iniziavano le consultazioni al Quirinale, verrà poi l’inutile incarico esplorativo a Roberto Fico e poi quello vero a Mario Draghi. E il 7 febbraio Bisignani, che qualche rapporto anche con Ferramonti l’ha avuto, passava all’incasso, con una lettera al direttore del Tempo Franco Bechis: “Caro direttore, grazie a Renzi e a un Mattarella risvegliatosi in zona Cesarini, l’Italia avrà un governo finalmente autorevole. A parte gli unici tratti in comune rappresentati dal tifo per la Roma, i capelli curati e il completo blu d’ordinanza, Mario Draghi è proprio l’antipode di Giuseppe Conte, per formazione, preparazione e stile di vita”.

15 replies

  1. Draghi è l’antipode di Conte: per formazione e preparazione… Conte ha titoli accademici, di studio e professionali di pari rispetto, un avvocato civilista di assoluto prestigio; per stile di vita…Conte fa vita ritirata e molto dignitosa, non risulta nessun Papete nè frequentazioni di night club e cene eleganti. Valli a capire questi di malafede

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  2. La Boschi nega per iscritto alla redazione di Report. Di sicuro Report indagherà. Vero che la Boschi di suo già non è credibile, però potrebbe pure affermare il vero..(bah). Innegabile che – per quel che riguarda iv e open – intanto si iniziano a delineare (anche) con i fatti, le varie ipotesi fin qui formulate di corruzioni, di voti di scambio, di finanziamenti illeciti, di ordini dall’alto, di legami con massoneria Vaticano servizi segreti, e chi più ne ha più ne metta.

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  3. La Boschi è come Scajola : a sua insaputa gli offrono voti. Maria Elena è credibile come una banconota da 3 euro

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    • @Rob Erto – MaryEllen Wood riceve “diverse telefonate da GianMario Ferramonti” ma afferma (se non erano sotto controllo non ne è stato registrato il contenuto ma solo la provenienza) di non aver risposto! Pertanto i casi sono due, o il suddetto Ferramonti è un maniaco sessuale o MaryEllen racconta balle… propendo per la seconda ipotesi. Inoltre dubito che un politico, dopo aver ricevuto “diverse telefonate mute”, non ne controlli la provenienza

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      • Se rileggi articolo pure lui dice di scrivere. Cit. ” A Ferramonti, che anni fa aveva raccontato il suo interessamento per dare una mano a Pier Luigi Boschi nell’avventura di Banca Etruria, Mottola ha chiesto dei suoi rapporti con la figlia renziana, Maria Elena: “Anche per questa crisi vi siete sentiti?”. “Diciamo che con la Boschi ho una corrispondenza”, gli ha risposto compiaciuto l’ex leghista. Report trasmetterà il dialogo domani sera su Rai3, nella prima puntata della nuova stagione. “Ci scriviamo, non ci parliamo”, ha chiarito un attimo dopo Ferramonti. “E la stai consigliando anche su questa fase?”, chiede Mottola. “Be’ – spiega Ferramonti – gli avevo dato una piccola notizia, che se buttavano giù questo cretino di Conte magari gli davamo una mano, vediamo”.”

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  4. Che paese siamo diventati? La destra è un Gelliatrico di vomitevoli personaggi senza scrupoli, la sinistra un LettaMaio, subdola, litigiosa e inguardabile, ancora infettata dallo str@nzetto di Rignano, un PDC inguardabile e genuflesso all’Alta Finanza, difeso e coperto da tutti i massmedia inglobati e venduti al sistema marcio (con qualche eccezione come “IL FATTO” e “la Notizia”)….Grazie a chi una volta faceva post del tipo “Il Quirinale ci costa 6 volte tanto Buckingham Palace” , e adesso gli bacia la “pantofola”. Ma forse sono solo un immaturo senza speranza.

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