La luna di miele è alle spalle: i sondaggi sgonfiano Draghi

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Il primo tagliando del governo Draghi a un mese abbondante dal giuramento al Quirinale non è entusiasmante per il premier e i suoi ministri. I sondaggi danno un responso unanime: il consenso attorno all’ex presidente della Bce è in flessione, la luna di miele con l’opinione pubblica sembra già agli sgoccioli.

La fiducia degli elettori nel nuovo governo è in calo secondo tre diversi istituti demoscopici: per Euromedia Research di Alessandra Ghisleri è al 47% (e partiva dal 57), secondo Aqua Group di Fabrizio Masia è al 40% (una settimana fa era al 42), anche per Antonio Noto (Noto Sondaggi) è al 40, in discesa di circa 4 punti dall’ultima rilevazione.

Anche il carisma personale del presidente del Consiglio sembra meno luminoso di come era stato percepito all’esordio a Palazzo Chigi: la fiducia in Draghi scende dal 57 al 52% secondo i numeri di Noto, dal 64 al 57% per quelli della Ghisleri.

Le ragioni? “Più il tempo passa, più le persone aspettano qualcosa di concreto”, riflette la direttrice di Euromedia Research. Per Ghisleri, “Draghi fa bene a comunicare poco, è la sua cifra e il suo stile, credo si sia imposto di parlare solo nel momento in cui c’è qualche risultato effettivo da presentare all’opinione pubblica. Al tempo stesso però la gente sente il bisogno di essere tranquillizzata, sia sui ristori che sull’evoluzione della pandemia. La gestione del caso AstraZeneca, ad esempio, poteva essere affrontata in modo più limpido e rassicurante”.

L’impressione complessiva che si ricava dai sondaggi di Draghi è che il sostegno praticamente unanime del sistema mediatico non sia stato sufficiente a mascherare le lacune del suo basso profilo comunicativo. “Mettendo insieme destra e sinistra – sottolinea Noto – il premier partiva da un bacino potenziale di consenso vicino al 70%, se si sommano le percentuali dei partiti di maggioranza. Un potenziale altissimo. È difficile mantenere un consenso di questo livello. La grande attesa iniziale e l’aspettativa alimentata dal racconto dei media possono diventare un boomerang”.

Per i bilanci è ancora presto, i numeri di maggio o giugno racconteranno una tendenza più solida e significativa. Intanto però si è accesa una prima spia d’allarme attorno alla reputazione quasi sacrale di un uomo presentato come il salvatore della Patria: “Credo Draghi stia scaldando ancora i motori – aggiunge Noto –, di certo finora ha parlato davvero troppo poco. Visti i numeri di partenza molto alti, un calo può essere anche considerato fisiologico. Resta il fatto che gli italiani per adesso non hanno percepito nessun cambiamento concreto rispetto alla situazione precedente”.

1 reply

  1. Quando il “sobrio” Monti, a conclusione di un altro golpe, ci venne paracadutato dall’empireo dorato
    di Goldman&Sachs, il Paese ne veniva da un governo Berlusconi che, per quanto “democraticamente”
    eletto, aveva raccolto generale esecrazione anche fuori dai confini nazionali.
    Malgrado ciò impiegò pochi mesi per farsi odiare anche più del suo predecessore.

    Santo Subito Draghi, anche lui paracadutato da Goldman&Sachs, anche lui a conclusione di un golpe
    altrettanto odioso di quello di Napolitano, arriva invece a sostituire un Primo Ministro che si era guadagnato
    la fiducia e l’apprezzamento della maggioranza degli italiani… e questo è particolare non di poco conto
    per gli sviluppi politici nell’immediato futuro.

    Lo spasmodico “pompaggio” attuato a reti e rotative unificate dal più osceno Circo Mediatico del globo
    terracqueo ha ottenuto inizialmente qualche buon risultato, ma col passar del tempo (è bastato un mese!)
    il pallone gonfiato si sta riempiendo di buchi e si sta afflosciando ancor più velocemente di come si sia
    gonfiato.
    Scusate la mancanza di originalità, ma la “luna di miele” si sta trasformando in “luna di fiele”.
    Se continua così, e mi auguro che continui così, Faccia di Pietra finirà per perdere anche la possibilità
    di subentrare al suo “apripista” Mattarella alla Presidenza della Repubblica.

    Se i 5S non si affretteranno a lasciare la mongolfiera prima che si schianti, saranno quelli che pagheranno
    il prezzo maggiore per aver seguito come tanti lemming un pifferaio improvvisamente impazzito.

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