Governo, cosa può succedere dopo le dimissioni di Conte

(Marta Vigneri – tpi.it) – Con le dimissioni del premier Giuseppe Conte l’esperienza dell’esecutivo giallo rosso volge al termine, e sul futuro dell’Italia si aprono diverse possibilità. Anche se la prospettiva più probabile è che l’attuale premier riceva da Sergio Mattarella l’incarico di formare un terzo mandato e dare il via al “Conte ter”, nessuna alternativa è esclusa a priori. Molto dipenderà dalle consultazioni. Dopo aver accettato la dimissioni del primo ministro, Mattarella ascolterà i gruppi parlamentari: questi potrebbero esprimere il proprio riserbo su un terzo mandato di Conte o il Capo dello Stato potrebbe rendersi conto che questa strada non è percorribile. A questo punto gli scenari potrebbero moltiplicarsi.

Governo, cosa può succedere dopo le dimissioni: il Conte ter

In questi giorni si è parlato di una “crisi pilotata“, e cioè del fatto che Giuseppe Conte stia rimettendo il proprio mandato nella mani del presidente della Repubblica perché è già sicuro di riceverne un terzo, e di poter creare un governo che goda della maggioranza assoluta in entrambe le Camere. Un esecutivo che, insieme a Pd e M5S, si arricchirebbe di un gruppo parlamentare “centrista” formato da fuoriusciti di Forza Italia e esponenti del gruppo misto che già hanno votato la fiducia a Conte in Parlamento.https://e163e73f810935fe7635bd555d9e7c30.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html

Se i numeri fossero però ancora insufficienti a garantire una maggioranza assoluta e stabile, in questo governo dovrebbe rientrare anche Italia Viva: Conte e Renzi dovrebbero superare risentimenti e rivalità interne e Pd e M5S dimenticare il veto posto all’indomani delle dimissioni della delegazione Iv su un ritorno del senatore di Rignano.

Nuova maggioranza senza Conte

Nel corso delle consultazioni alcuni gruppi parlamentari disposti a far parte del nuovo esecutivo potrebbero chiedere discontinuità a Palazzo Chigi, e cioè che il governo non sia guidato da Conte. Tra questi potrebbero esserci gli esponenti di Forza Italia in odore di dimissioni, come Mara Carfagna e Renato Brunetta, ma anche la parte del Pd e del M5S insofferente a Conte. In questo caso il nome del premier dipenderà dalla composizione della nuova compagine governativa: se gli equilibri interni alla maggioranza restassero quelli attuali, a guidare l’esecutivo potrebbero essere il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli o il ministro degli Esteri Luigi Di Maio per il M5S, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini o il leader dem Nicola Zingaretti per il Pd.

Cosa può succedere dopo le dimissioni di Conte: il governo tecnico

Lo scenario potrebbe cambiare drasticamente qualora, nell’impossibilità di formare un governo politico, si decida per un esecutivo di larghe intese che guidi il Paese per un periodo limitato: un governo tecnico. Al vertice potrebbero esserci l’ex presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia o, secondo quanto scrive Repubblica, Ignazio Visco, attuale governatore di Bankitalia. Il Sole 24 ore fa invece il nome dell’ex presidente Istat, Enrico Giovannini. Ma questo esecutivo avrebbe vita breve. Si limiterebbe a traghettare il Paese fino alle prossime elezioni o, se Bruxelles (come è probabile) esigerà più garanzie sull’utilizzo del Recovery Fund, fino allo scadere del semestre bianco.

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12 replies

  1. O Conte o elezioni (nonostante la pandemia). Piuttosto che governi tecnici presieduti da nomi non granché (tipo l’ex presidente della Consulta) meglio votare. A mali estremi estremi rimedi.

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  2. MATTEO SALVINI
    Uno che si agita, lancia accuse, fa il ganassa e propone soluzioni di pancia, sentita dagli avventori dei bar, per risolvere la qualunque.
    Ma chi è IL CAPITONE? CANDIDATO IN PECTORE ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SE SI TORNASSE A VOTARE?

    Quando i cittadini italiani hanno iniziato a mantenere con i loro soldi Matteo Salvini, in Italia non era ancora stato inventato il primo sito internet, i Nirvana erano la band del momento, Berlusconi doveva ancora entrare in politica, e i 25enni di oggi ancora non erano nati.

    Mentre gli italiani lavoravano in fabbrica o in ufficio per guadagnarsi lo stipendio a fine mese producendo qualcosa, lui scopre che per avere soldi e prestigio non deve far altro che parlare, fare sceneggiate e incitare gli italiani a odiare altri italiani. E così nel 1993 arriva la prima poltrona di consigliere comunale a Milano, poltrona che manterrà ininterrottamente fino al 2018 e, a partire dal 2004, sempre in sovrapposizione ad altre poltrone.

    Non sopporta il Sud perché lì, con la scusa del “tengo famiglia”, campano tutti con i soldi dello Stato senza fare un cazzo. Dice lui.
    Così per coerenza si sposa, tiene famiglia e sua moglie Fabrizia Ieluzzi viene chiamata più volte a lavorare dal Comune di Milano amministrato dalla Lega Nord: prima dal sindaco Albertini, poi dal sindaco Moratti, tre ore al giorno, con compensi tra i 20 e i 36 mila euro annui.
    Soldi dei cittadini.

    Divorzia, trova un’altra compagna, Giulia Martinelli, e pure lei finisce per lavorare su chiamata alla Regione Lombardia a guida Lega Nord (Roberto Maroni).
    Soldi dei cittadini.

    Diventa direttore di “Radio Padania” beneficiaria di finanziamenti pubblici pagati dai cittadini. Fa il giornalista per la “Padania”, anch’essa pagata con altri milioni di euro pubblici. Ma d parassita fannullone che si segnava le presenze, anche a Natale, pur andando mai in redazione. Notizia affermata più volte dall’ex direttore di quel foglio di carta da culo Gigi Moncalvo.
    Soldi dei cittadini.

    Nel 2004 entra per la prima volta nel Parlamento europeo. Seduto su quella poltrona ci resterà parecchi anni, facendosi eleggere pure al Parlamento italiano (due volte), salvo poi mollarlo dopo un giorno per tornare in Europa. Che gli fa schifo, l’Europa. Ma paga meglio: circa 15mila euro al mese (6.200 euro netti, più 304 euro a presenza e 4.300 euro di rimborsi).
    Ogni mese.
    Soldi dei cittadini.

    E visto che si trova si porta in Europa il fratello di Bossi come assistente. Che da esperto di idraulica, ovviamente, è lì per meritocrazia.
    Tutto ciò, sempre protestando contro Roma Ladrona.
    Nel frattempo però si scopre che un po’ Ladrona è pure la Lega Nord, che incassa 49 milioni per sostenere le spese elettorali e politiche, ma invece usa i soldi dei cittadini per comprare lingotti d’oro, diamanti, lauree ai figli, ecc.
    Soldi dei cittadini.

    Così nel 2014 la Lega crolla al 4%. Salvini rischia di rimanere senza soldi e poltrona. Allora dice di essersi sbagliato per 20 anni con la storia della Padania e del Sud parassita. Ma anziché nascondersi e restituire ai padani 20 anni di stipendi, si improvvisa da un giorno all’altro il più grande dei patrioti italiani: questa volta il nemico di turno non sono i meridionali, ma gli immigrati e l’Europa, con lui a vestire come al solito il ruolo di difensore dal nemico che lui stesso crea. E gli italiani, ovviamente, gli credono. Lo eleggono, dandogli altri 14mila euro al mese, e lo acclamano.

    E a nessuno viene da ridere al pensiero che questo straordinario attore, scambiato per politico, per giovane, per esordiente, per patriota, che manteniamo da un quarto di secolo con i nostri soldi, ora vada in giro per l’Italia a dare lezioni di patriottismo a tutti, contro quei parassiti dei richiedenti asilo che avendo per qualche mese un letto, in attesa che la loro richiesta sia vagliata, fanno la pacchia.
    E a nessuno viene da ridere. A nessuno.
    Anzi gli credono quando lancia l’accusa agli avversari di essere ZECCHE ROSSE.
    Ma se c’è un BALORDO che ha succhiato sangue dalle tasche degli italiani, COME UNA ZECCA, è proprio LUI.

    DEDICATO AGLI OTTUSI INQUINATORI DI QUESTO BLOG.

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    • “Ma se c’è un BALORDO che ha succhiato sangue dalle tasche degli italiani, COME UNA ZECCA, è proprio LUI. (cit.)”: a dire il vero, non ce ne voglia il w4ter, ce ne sono parecchi balordi, comprese e a partire dalle ZECCHE ROSSE!

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      • Mi PARE (cit.) di aver risposto nel merito, egregio… O sta cadendo dal pero e viene a sapere per la prima volta da me che i ladroni non sono solo a destra?

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    • Hai dimenticato di dire che nel 1991 entra nei Giovani Padani.

      A fine agosto di quell’anno esco dalla caserma militare, e scompaio. Non mi trovarono piu’. Non esistevo raccogliendo l’uva e poi le olive.

      Ricomincio ad esistere il 20 Novembre del 1991 varcando l’ingresso del Forte Prenestino a Roma. E ho visto i Nirvana suonare senza sapere chi fossero

      I Nirvana, la sera dopo il concerto dato al Castello, erano stati invitati ed avevano accettato. Quella notte mi persi ma fu facile vagolare, macinare chilometri per nulla e vedendo tutto della notte, perche’ avevo fatto confusione tra Piramide e Tiburtina.

      Mi sentivo rinato, senza una causa, senza una voglia, senza un bisogno a parte quello di vedere tutto e ascoltare tutto. Ero Natura ed Arte allo stesso tempo, culmine dell’impossibile e per questo esorbitante, olimpico.

      Poi, approfittando della mia lentezza mentale Loro mi distrassero dal Niente, salvifico, purificatore, e come al solito buttai tutto nel cesso iscrivendomii all’universita’.

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      • Io c’avevo provato a ripeterlo, ma Infosannio non me lo fa fare: più tardi riprovo, per adesso accontentati della mia buona intenzione… Piuttosto: dov’eri tu nel 2030?

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