(Stefano Rossi) – Diffusa la notizia per la seconda assoluzione di Virginia Raggi, da un processo incredibilmente accusatorio senza una vera prova, mi è venuto in mente ciò che accadde al procuratore generale della Corte dei Conti De Dominicis, che poco dopo essere stato scelto dalla Raggi quale assessore al Bilancio, venne iscritto nel registro degli indagati per una vicenda già archiviata dalla procura di Roma. Un fatto inaudito se lo colleghiamo al “caso Palamara” dove i magistrati sembrano giocare a dama con i processi e, dove, Palamara se la intendeva con due parlamentari del Pd. Non sappiamo quale collegamento ci sia ma il dubbio è più che legittimo.

E poi il sessismo becero e feroce che ha subito la sindaca. Financo una giornalista de Il Messaggero, sempre acida verso la Raggi, si è sentita in dovere di evidenziare il silenzio che ogni volta accompagna le batture sessiste verso Virginia Raggi. Io posso solo aggiungere che il trattamento ricevuto dalla Appendino e dalla Raggi non ha eguali e grida vendetta.

Chiudo ricordando ora Sala, sindaco di Milano, condannato per falso (reato grave per un pubblico ufficiale) che si ricandiderà con il Pd per la conferma. Il Pd non ha mai fatto una piega nei casi in cui i suoi uomini sono condannati ma in corsa per cariche importanti.

Strano, per la Raggi dicevano che in caso di condanna non poteva ricandidarsi. Un motivo di più per votare e rivotare Virginia Raggi. Contro il putridume di una politica affaristica e corrotta. #ATestaAlta