Calenda contro tutti

(Alessandro Rico – la Verità) – Carlo Calenda, leader di Azione ed ex ministro dello Sviluppo economico, fa letteralmente a pezzi il governo.

Onorevole, Luigi Di Maio scrive: «Permettiamo ai cittadini di spostarsi tra piccoli Comuni» durante le feste. Prima di lui, i «permettiamo» e i «consentiamo» li abbiamo sentiti da Giuseppe Conte e persino da Virginia Raggi.

Perché questo vocabolario da despoti illuminati?

«Despoti, sì. Illuminati, un po’ meno».

Che sta succedendo?

«Che abbiamo un governo di incapaci, i quali cercano di nascondere la propria incapacità e la propria incompetenza dietro la retorica».

La retorica su cosa?

«Pensi a quando parla Conte: il Natale “spirituale”, “usciremo migliori dalla crisi” Oppure, Domenico Arcuri, che anziché limitarsi a comprare il materiale che gli è richiesto, si lancia in una serie di ammonimenti. È diventato un vizio».

Un vizio?

«L’ idea che anziché organizzare il Paese, il loro compito sia di fare della pedagogia civica. E personalmente – ma credo che lo stesso valga per molti italiani – questa retorica paternalistica mi ha profondamente rotto le p».

Si è rotto anche di sentir dire che la colpa dei contagi è degli italiani?

«I dati ci dicono che la gestione della pandemia è stata un disastro. Abbiamo il rapporto tra ammalati e morti più alto d’ Europa. In Italia è al 3,5%: la media europea è del 2,2%, la Germania è all’ 1,5%. Eppure, il ministro Roberto Speranza, alla terza interrogazione parlamentare, ancora non ci ha risposto su quanti dei 9 miliardi e mezzo per la sanità siano stati realmente spesi».

Dunque, i responsabili vanno cercati altrove?

«Il punto è che questo governo è incapace di amministrare, perché è formato da persone che non hanno mai amministrato nulla».

Anche Arcuri non ama dare risposte. Preferisce elencare le querele che ha indirizzato a giornali, tv e siti Internet.

«Arcuri tratta i cittadini italiani come fossero sudditi un po’ scemi. Questo modo di fare, in qualunque Paese civile, avrebbe portato al licenziamento istantaneo del civil servant che parla in questo modo».

Addirittura?

«Ma certo. Invece, qui, tolleriamo un governo che si muove in modo inaccettabile, sia sul piano sostanziale, con i dpcm, sia sul piano formale, con questo paternalismo mieloso e pieno di retorica, talvolta più minaccioso, talvolta alla Re Sole».

Che idea si è fatto dell’ affare delle mascherine?

«Non è pensabile che un grande Paese del G7 compri le mascherine con intermediari del genere. Le mascherine si comprano tramite l’ ambasciata. Peraltro, la provvigione pagata è gigantesca. Non significa che ci sia l’ evidenza di un illecito, ma sicuramente manca la trasparenza».

A proposito di trasparenza: i contratti che stipula Arcuri andrebbero pubblicati?

«Se il contratto contiene informazioni che possono danneggiare l’ azienda, come accadde con quello che stipulammo noi per l’ Ilva, quelle informazioni non si pubblicano. Ma nel caso di Arcuri, parliamo di acquisti: non si capisce perché quei contratti non possano essere pubblicati».

Matteo Renzi vuol far cadere il governo, o è il solito bluff per contare di più?

«Credo che lo sappia solo Renzi.

Devo dire che stavolta mi sembra molto determinato. Certo, Conte al governo l’ hanno voluto loro. Loro che esultavano quando in Europa il premier veniva definito “burattino”».

Lei non esultò?

«Al contrario, fui molto seccato: in un consesso internazionale, il presidente del Consiglio rappresenta l’ Italia».

I 5 stelle, come sostiene Mario Monti, sono diventati adulti?

(Sospira) «Spero che Monti sia stato travisato».

Lei che ne pensa?

«Io credo che per rimanere lì, i 5 stelle voterebbero pure l’ arresto di Beppe Grillo senza processo. Non hanno ritegno. Sono come la plastilina».

Cioè?

«Altrettanto consistenti sul piano intellettuale, altrettanto malleabili sul piano valoriale. Vogliono solo stare con le chiappe sulla sedia, perché al di fuori di quella, c’ è la disoccupazione».

Se il governo dovesse cadere, che succederà?

«Penso sia urgente formare un governo di unità nazionale, con dentro tutte le forze politiche, per poi tornare alle urne».

Renzi critica pure la fondazione sulla cybersicurezza, accusando Conte di voler privatizzare i servizi segreti.

«Sì. Conte ha questa fissa di voler fare James Bond».

Per quale motivo?

«Mi pare una fisima infantile.

Crede di poter avere i servizi segreti che lavorano per lui. In questo Paese, l’ unico che capisce davvero di intelligence è Marco Minniti».

Le piace il Recovery plan italiano?

«C’ è una sola parola per definirlo: ridicolo».

Si spieghi.

«Non c’ è un singolo progetto. C’ è una lista di buone intenzioni».

Ad esempio?

«Prenda la questione dei giovani. Il piano francese, pubblicato già il 3 settembre, ha 50 pagine e 23 misure concrete, con indicazione dei costi, degli obiettivi, delle modalità e dei tempi di attuazione».

Il nostro, invece?

«Il nostro ha sette righe».

Durante il negoziato nell’ Ue, si sono moltiplicati gli strali contro Polonia e Ungheria. Non crede che questi due Paesi siano stati semplicemente abili nel perseguire i propri interessi legittimi?

«Sta parlando con uno che sbatterebbe Polonia e Ungheria fuori dall’ Unione europea».

Ma perché?

«Primo: non ci possono essere cedimenti sul tema dello Stato di diritto. Secondo: sono due Paesi che prendono un sacco di fondi strutturali e, con quelli, tengono bassi tassazione e stipendi».

E ciò cosa comporta?

«Provoca un violentissimo flusso di delocalizzazioni dall’ Italia verso di loro».

Intende dire che sono i cinesi d’ Europa?

«La stragrande maggioranza delle delocalizzazioni di cui mi sono occupato al Mise era verso questi Paesi. Ormai in Cina non ci va più nessuno».

E una soluzione non c’ è?

«La soluzione non la si vuol trovare. E le spiego perché».

Sentiamo.

«La Germania fa produrre la prima parte delle lavorazioni dell’ automotive in Ungheria e Polonia, a un costo bassissimo. La seconda parte, poi, può svolgerla in patria, dove i salari sono più alti. Alla fine, mantiene un costo medio competitivo. È un meccanismo malato, che avvantaggia chi produce le macchine e depreda chi lavora».

La riforma del Mes non la preoccupa?

«Credo che non cambi nulla, mentre introduce il backstop bancario, che è un fatto positivo. Rimangono i rischi che esistevano già con il vecchio Mes».

Non teme nemmeno le condizionalità del Recovery fund? Penso alla tassazione degli immobili, all’ aumento dell’ età pensionabile

«Le condizionalità ci sono, sì. D’ altronde, a forza di sprecare denaro pubblico, non siamo più indipendenti sui mercati. O ci andiamo con l’ aiuto della Bce, o prendiamo i soldi condizionati dell’ Europa. Solo che siamo stati noi a metterci in questa situazione. E la crisi da Covid l’ ha aggravata: alla fine, il debito sfiorerà il 170% del Pil».

Le misure economiche del governo l’ hanno convinta?

«L’ unica cosa positiva è stato aver reintrodotto il piano industria 4.0, dopo due anni di assurda sospensione che sono stati un portato di quel genio di Di Maio. Al netto di questo, persino l’ ecobonus è fatto male».

Perché?

«È complicato, non è esteso ad alberghi, esercizi commerciali e uffici».

Hanno preferito i sussidi agli interventi strutturali?

«Regna una totale confusione sugli obiettivi: dopo Stati generali e piano Colao, non sono stati in grado di scrivere un Recovery plan minimamente decoroso.

Guardi che stiamo sottovalutando la gravità di questo fatto».

Dice?

«Sì, perché significa che manca la capacità di indicare cosa serve al Paese. Il Recovery plan deve finanziare la chiusura del gap tra l’ Italia e il resto d’ Europa: quindi, dovrebbe già essere il programma di qualsiasi governo, anche in assenza di fondi».

Ci illustra, allora, una misura che dovrebbe stare in qualsiasi programma di governo?

«Prendiamo i centri per l’ impiego e le politiche del lavoro. Su questo, nel piano c’ è mezza pagina, che non dice niente. Eppure, doveva essere l’ obiettivo del ministro Nunzia Catalfo dal primo giorno in cui ha ottenuto l’ incarico. Fino ad oggi, cosa ha fatto, a parte affogarci di navigator?».

Come mai mancano anche questi requisiti minimi?

«Il problema è antropologico».

Antropologico? Sento che sta per dirla grossa

«Il fatto è che la politica è ridotta a uno scontro tra persone che non hanno mai lavorato né guadagnato un euro. Abbiamo messo a gestire lo Stato gente a cui non daremmo da gestire un bar».

Gli scappati di casa?

«Prenda i curricula dei principali leader politici e mi dica se uno solo di loro avrebbe la speranza di trovare un impiego in una piccola o media impresa. E allora perché dovrebbero saper governare l’ Italia?».

16 replies

  1. Quanto è odioso! Ma chi si crede di essere? E poi , quanto è irritante questa locuzione ora di gran moda “scappati di casa “: chi “scappa da casa” in fondo vuole mutare la sua situazione personale Che considera insoddisfacente , desidera indipendenza , eventualmente pagando le conseguenze delle sue azioni.Per cui non ha una accezione negativa.Certo per i Parioli i e per i nati bene , si.

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  2. Meglio della lettera di Totò e Peppino, risposte senza senso, che uno dice:di cosa parla boh, si capisce solo lui. Come di ce Crozza/calenda “e se dopo questo avrò fallito, bene, se fallisco io fallisco bene.”

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  3. “Prenda i curricula dei principali leader politici e mi dica se uno solo di loro avrebbe la speranza di trovare un impiego in una piccola o media impresa”
    Mica c’hanno tutti papino che ti piazza dove vuole. Il top lo raggiunge col più alto rapporto tra ammalati e morti: ma scusa, la sanità non è gestita dalle Regioni? E perché allora te la prendi col Governo? Forse Conte o Speranza o Di Maio lavorano negli ospedali? Se si muore di Covid più che altrove è perché qui l’assistenza sanitaria, grazie al totale fallilmento delle Regioni, è praticamente nulla.

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    • A questa frase non ero arrivata. No dimmi tu se la piccola e media impresa non assurge a parametro vitale per Calenda, direi musura di tutte le cose.
      Cioè in Italia, dove si assume solo per passaparola, secondo lui il fatto che gli scappati di casa non sarebbero assunti significa che non sono capaci. Ma se proprio li vuoi offendere puoi dire che non superebbero un concorso per uscieri, ma a lui il neoliberismo gli ha dato alla testa.

      Poi voglio anche sapere Richetti chi lo ha assunto.

      P.s. Questa foto mi inquieta.

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