La procura di Tempio Pausania ha chiuso l’indagine sul figlio di Beppe Grillo

(Alessandro Fulloni e Alberto Pinna – il Corriere della Sera) – La procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini sulla presunta violenza sessuale che lo scorso 16 luglio vide vittima una studentessa diciannovenne di Milano. Quattro gli accusati e per loro il reato contestato è la violenza sessuale in concorso. Si tratta di un gruppo di amici ventenni, tutti di Genova, tra cui Ciro Grillo, figlio di Beppe, il comico fondatore del Movimento 5 Stelle. Gli altri sono Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Il 16 luglio, dopo una serata al Billionaire di Porto Cervo, il quartetto di giovani invitò la studentessa e una sua amica in uno dei due appartamenti che la famiglia Grillo possiede al Piccolo Pevero.

«Mi hanno fatto bere per abusare di me… Mi ha violentato uno, poi a turno gli altri tre» raccontò la ragazza ai genitori – assistititi poi dall’avvocato Giulia Bongiorno, ex ministra della Pa nel governo Conte I – dopo essere rientrata dalla vacanza. Dopo la denuncia ai carabinieri di Milano, il 26 luglio, l’indagine è scattata con il sequestro dei cellulari e l’esame delle chat e del video con cui uno dei giovani filmò ciò che accadde all’alba del 16 luglio.

L’universitaria «era consenziente» è stata da subito la difesa di Grillo (assistito da Enrico Grillo, nipote di Beppe), Corsiglia (difeso da Romano Raimondo e Gennaro Velle), Lauria (Paolo Costa) e Capitta (Ernesto Monteverde). Dagli avvocati della difesa non filtra nulla, salvo la difficoltà, dovuta all’emergenza Covid, di raccogliere tutti gli atti istruttori. Perciò è stato chiesto un differimento del deposito fissato a 20 giorni.

Terminato l’esame dei cellulari da parte dei periti – una per la Procura, uno per i difensori e uno per la parte lesa – il procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso è tornato a sentire l’universitaria che ha confermato il racconto già dato ai carabinieri: lei disse no alla richiesta di un rapporto da parte di un primo ragazzo e venne stuprata. Dopo, gli altri fecero lo stesso. A ottobre venne interrogata anche Parvin Tadjik, la moglie di Beppe Grillo, che la notte del 16 luglio dormiva nell’appartamento accanto a quello in cui si trovavano i quattro ragazzi con le due amiche. Ma la compagna del comico non avrebbe udito nulla.

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