Voto di sbaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Nella classifica dei contagi primeggiano la solita Lombardia, ormai fuori concorso, e le Regioni che hanno appena plebiscitato i loro presidenti: Campania, Veneto e Liguria. I contagi, ovviamente, non sono colpa dei cosiddetti “governatori”: ma De Luca, Zaia e Toti hanno stravinto le regionali proprio perché visti come i salvatori delle rispettive regioni dal Covid. Zaia in un certo senso lo è stato, avendo avuto la fortuna e l’umiltà di affiancarsi Crisanti, con cui poi ha litigato (e da allora il Veneto se la passa maluccio). Toti invece ha mal gestito la prima ondata. Ma, siccome Lombardia e Piemonte han fatto peggio, è passato per uno bravo. E si è pure preso il merito del nuovo ponte, i cui fondi statali sono finiti non spesi o regalati a chi non ne aveva diritto con una distribuzione a dir poco clientelare. Poi, anche grazie alla scandalosa propaganda a suo favore del Giornalone Unico, è riuscito a nascondere la seconda ondata fino alle elezioni. La Campania è stata risparmiata dalla prima ondata per puro culo, non certo per merito di De Luca, il satrapo tutto chiacchiere e distintivo che non ha risolto nessuno degli annosi problemi della sanità campana, anzi li ha aggravati. Ma li ha mascherati dietro la solita raffica di comizietti e siparietti demagogici: molto più comodo evocare lanciafiamme o minacciare lockdown che creare posti letto o assumere medici e infermieri. Intanto un suo fedelissimo, il sindaco di Eboli Massimo Cariello, appena rieletto col record dei voti (80%), ha avuto il tempo di formare la giunta poi è finito in manette per corruzione e abuso: le intercettazioni lo immortalano mentre pilota due concorsi per far assumere una dozzina di amici. Il gip lo descrive come “completamente immerso in una logica privatistica di gestione del potere, tutta votata alla salvaguardia degli interessi propri o delle persone a lui vicine”. Infatti l’hanno votato 4 concittadini su 5. Che presto torneranno alle urne in base alla legge Severino.

In democrazia, è vero, gli elettori hanno sempre ragione. Ma bisogna intendersi. Chi vince ha il diritto-dovere di governare, sempreché non lo arrestino. E chi perde deve chiedersi il perché: ma non sempre la risposta è che ha vinto il migliore. In Liguria, in Campania e a Eboli, pochi giorni dopo le elezioni, è già evidente che han vinto i più bugiardi, o i più demagogici, o i più clientelari, mentre chi li contrastava senza bugie né voti di scambio, ma solo col voto di opinione (Sansa in Liguria, i 5Stelle in Campania) non aveva speranze. Risposta terribile: significa che continueranno a vincere i peggiori finché non troveranno qualcuno ancor peggio di loro. O elettori più informati e meno ricattabili di oggi.

17 replies

  1. Travaglio ma davvero pensi che Pansa sia immune da clientelismo?Ricordiamo che il.padre di Pansa ha fatto il sindaco a Genova,che lui grazie al padre ha un certa notorietà e sopratutto si è reso inviso a tanti raccontato bufale a dx e sx.Sicuramennte Toti ha avuto un vivaio di votanti molto cospicuo e lo hanno rivoltato nonostante sia notoriamente uno che non fa bene ma che era (anche se non sembra)al soldi di B.

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  2. ” Elettori più informati e meno ricattabili di oggi”. Come si farà con le altre categorie: i Collusi, i Coinvolti ? Tutti al gabbio? Vasto programma.

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    • Si tutto giusto, però il FQ dando per persa la Campania ha dedicato zero parole allo Sceriffo. C’era tutta l’estate per provare ad informare chi era in grado di recepire. Tutti gli altri camoani, mi spiacr, ma non vogliono cambiare niente, se lo tenessero. Il problema è che ce lo dobbiamo tenere pure noi.

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      • Paola,ma davvero pensi che il FQ avrebbe potuto influenzare il voto in Campania?Avevo già spiegato che i partiti hanno dei VIVAI composti da persone che vivono grazie alla politica.Questo,proprio come le piante, si esprime dono e prendono altri elettori che o pagati o con promesse varie,appoggeranno e voteranno chi deve essere votato cioè il padrone del vivaio.E’ accaduto col sindaco di Eboli votato dall’80%, ed era colluso e clientelare.Puetroppo lapolitica è marcia e pochi sono gli onesti!

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      • Lia,
        Il FQ avrebbe potuto far nascere il dibattito tra pochi, la prossima volta tra un po’ più di pochi e poi sempre più. Bisogna aprirla una breccia, e un giornale può farlo, questa sembra una terra di nessuno, dove le regole non sono mai arrivate. Non è la stessa politica clientelare che c’è altrove: ma i campani indipendentemente dal covid in che condizioni li vedono i loro ospedali? E non voglio parlare del resto, ma ci siamo capiti. Pure Saviano, invece di pensare al referendum e dire quelle scemenze avrebbe potuto essere più utile alla sua terra.

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    • @ Lia67

      Concordo.

      “… i partiti hanno dei VIVAI composti da persone che vivono grazie alla politica”.

      Questa potrebbe essere anche una bella frase, la differenza la fa la “qualità” del vivaio, i criteri di selezione di chi dovrà farne parte, le regole che all’interno del vivaio faranno emergere i migliori.
      Se le regole solo quelle delle “cordate” affaristiche e clientelare, dove vince l’adulazione e la spregiudicatezza, il vivaio sarà un vivaio di merde. Un bel vivaio ce lo avrà pure Matteo Messina Denaro.
      E’ questo il nodo centrale di tutto, PD SI o PD NO sono solo specchietti per le allodole.
      L’inesorabile involuzione del M5S è stato causato proprio dalla “qualità” del vivaio, e occultare la realtà rinunciando alla trasparenza è stata la toppa peggiore del buco.

      “… elettori che o pagati o con promesse varie, appoggeranno e voteranno chi deve essere votato cioè il padrone del vivaio. E’ accaduto col sindaco di Eboli votato dall’80%, ed era colluso e clientelare”
      Vero, ma allora sarebbe bene fare una legge in base alla quale chi si vende il voto, non solo chi se lo compra, perde il diritto al voto per un certo numero di anni visto che commette una azione delinquenziale (il voto di scambio) che fa degenerare la democrazia in cleptocrazia. E da questo punto di vista non possono esserci scusanti in funzione dello status sociale.

      “La politica è marcia e pochi sono gli onesti!”
      Vero, ma solo perché si è diffusa la credenza che l’onesta non paga. E l’ha diffusa una classe politica cleptomane che invita il derubato a fare da palo mentre gli svaligiano casa.

      Gli onesti aumenteranno quando si creerà un sistema che non agevola i delinquenti.
      Ci vuole molta concretezza e un sano realismo.

      La battaglia non consiste nell’invocare l’onesta ma nel favorirla con le leggi.

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    • Beh, il Veneto c’ha la super macchina che fa 20 mila test al giorno, quella comprata in Germania a Febbraio. Due sono le possibilità: o usate solo la super macchina e tutti i laboratori sono chiusi, o i laboratori sono aperti e la macchina la tenete per le occasioni speciali. Il Veneto non è messo più meglio degli altri, di chi sia la colpa non so.

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  3. Il covid quando arriva e non trova barriere efficaci fa disastri.
    Non credo ci sia una regione pronta ad affrontarlo, tutte in mano alla casta, unica speranza è il governo, ma con la palla al piede del pd potrà comunque fare poco.

    A sto giro la pandemia inizia ancora prima dell’inverno e già con numeri molto preoccupanti: allacciate le cinture.

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    • Caro Fabrizio, se la questione Di Battista si tradurrà in PD SI o PD NO, qualsiasi cosa farà non sarà nulla di realmente buono.
      Il nocciolo centrale non sono i programmi politici e le alleanze, ma il criterio con cui i programmi di discutono ed infine scelgono.
      Il nocciolo è la partecipazione attiva e trasparente della base, che decide a maggioranza e con votazione certificata sia i leader che i programmi.
      Che DI Battista sia a favore o meno del PD non dovrebbe fragratene nulla, altrimenti dell’involuzione del M5S – permettimi di dirtelo – hai capito poco.
      Se di Battista vorrà essere un vero leader non dovrà imporre il suo punto di vista in quanto alle alleanze e agli indirizzi politici ma favorire la discussione perché possa emergere una chiaro orientamento della base, libera di scegliere senza condizionamenti di guru del cazzo ed in totale autonomia.
      E’ questo che manca, è il “metodo” che andrebbe diffuso in tutti i movimenti politici.
      Io l’ho sempre concepito così il M5S.

      Perché se il metodo non ce lo hai, poi i programmi e i leader nel tempo (soddisfatti i primi buoni propositi, utili anche per acchiappare volti) DEGENERANO!!!

      Altrimenti Di Battista si farà un simil M5S dove a comandare sarà lui e la sua cerchia, lo stesso identico sistema del M5S ma con una bella riverniciatura di facciata, buona per i gonzi che ancora non hanno capito che il nodo centrale nella degenerazione della politica italiana è la selezione della classe dirigenze.

      Se non lo capite Di Battista diventerà proprio ciò che a chiacchiere dice di combattere, Mastella e il suo clientelismo.

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    • Allora a questo punto cazzo rubo anche io, giusto?
      Almeno quando la mia casa viene svaligiata, posso compensare il danno svaligiando la casa del mio svaligiatore?

      Non è bello ma è sicuramente più equo di un sistema dove ci sono sempre i soliti che rubano ad altri soliti, che di fatto sono costretti a lavorare anche per loro.

      Non sarà che è un “luogo comune” inventato ad arte per indurre un po’ tutti a rubacchiare, in modo che che nessuno possa puntare il dito?
      Se fossi un politico disonesto la trasformerei in una strategia per detenere il potere: rubacchiate tutti così sarete tutti ricattabili. Anzi, vi costringere a rubacchiare per vivere.

      Non sarebbe meglio creare un sistema in cui gli onesti vengano avvantaggiati e i ladri annichiliti?
      Se tu puoi vivere senza rubacchiare (magari un appalto; o un bel posto di lavoro fisso in qualche baraccone statale o parastatale; o evadendo un po’) potrai gridare i tuoi diritti con forza e non dovrai leccare il culo a nessuno.

      Una cosa è certa: stamo messi maluccio.

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  4. Toti non si é preso il merito di niente. La percentuale dei liguri andati alle urne é stata uguale a quella del 2015. Se Toti é passato dal 34# al 56# il merito é di quelli che hanno imposto il matrimonio innaturale pd-5s con un candidato presidente inconsistente.

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  5. Leggo commenti più lunghi più dell’editoriale mentre credo sia necessario essere concisi ed efficaci. De Luca rappresenta lo stereotipo del politico tradizionale: chiacchiere, clientele ,malaffare e il nulla fattivamente.

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