Vittorio Feltri: “Sottosegretario ci querela per cose dette da lui”

(Vittorio Feltri – liberoquotidiano.it) – La sapete l’ultima barzelletta? Una nostra giornalista tutt’altro che sprovveduta, Azzurra Barbuto, è stata querelata da un tizio, Carlo Sibilia, sottosegretario al ministero dell’Interno, per un articolo comparso su Libero nel settembre del 2019, nel quale la signora riporta alcune frasi “storiche” pronunciate o addirittura vergate dal politico. Il quale quindi si dichiara diffamato da se stesso dato che le parole che lo hanno offeso sono proprio le sue. Si vede che rileggendole a distanza di tempo egli le ha trovate scandalose, nonostante si tratti di farina del suo sacco. È la prima volta nella lunga vicenda della stampa che succede una cosa tanto assurda, direi ridicola, se non provocasse a noi e alla collega un sacco di fastidi, autentiche scocciature, perdita di tempo e di denaro.

Infatti ogni causa ha un iter niente affatto breve che richiede l’intervento della magistratura e di avvocati, i quali giustamente non lavorano gratis. Ma, a parte tutto questo, segnaliamo che una volta il nostro settore non subiva gli effetti della cosiddetta “querelite”, cioè la mania ormai dilagante nel mondo politico di chiamare a giudizio la categoria dei cronisti che si permettono di criticare il potere. Per anni le redazioni hanno pubblicato pezzi ed eventuali smentite qualora nei testi ci fosse stata qualche inesattezza. I contrasti tra giornalisti e onorevoli o senatori hanno caratterizzato qualsiasi epoca, però si risolvevano amichevolmente, a tavolino o al telefono, non in tribunale. Non affermo che i rapporti fra chi scriveva e chi leggeva fossero idilliaci, bensì corretti e non sfociavano in liti giudiziarie. Ora le abitudini cordiali si sono trasformate in scontri all’ultimo sangue, volgari e improduttivi.

Perché questa brusca involuzione? È in atto il tentativo di intimidire i giornalisti, di soffocare in tal modo la libertà di stampa sancita dalla Costituzione. La nostra corporazione non gode più di rispetto, viene travolta e impaurita da chi pretende risarcimenti spaventosi. È costretta a rintanarsi nell’ossequio delle istituzioni onde evitare grane infinite e stucchevoli. L’Italia si è venduta al moralismo, prevalente sulla ragione, il quale impone di adoperare un linguaggio ipocrita, di leccare le terga a qualunque frequentatore dei palazzi. La politica così mira a tenere in scacco gli autori scomodi, li minaccia allo scopo di ridurli ad un inaccettabile stato di soggezione. Una vergogna. Personalmente sono solidale con Azzurra per l’ingiustizia che sta subendo, e desidero rincuorarla: la querela di Sibilia sarà cestinata. Ella si armi di santa pazienza e tenga duro. Per consolarla: io ogni due per tre ricevo la notifica di una denuncia per articoli firmati da altri. Recentemente quel genio di Nicola Zingaretti mi ha incriminato in qualità di direttore responsabile di Libero, quando tale non sono. Egli non si è preso nemmeno la briga di controllare la gerenza del nostro quotidiano dove risulta che sono il direttore editoriale. Ciò per indicare il livello mentale e culturale di certa gente che pure ha in mano le sorti del Paese. Allegria!

15 replies

  1. In altre parole: quando aggrediscono ingiustamente V. Raggi bastano le scuse, quando i politici si rivoltano allora ” povera stampa”. Andatele a raccontare a chi ci crede.

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  2. Feltri vorrebbe libera stampa in libero Stato.Ma Feltri non è Libero ma lecca le terga a politici di destra che fanno hanno fatto male al paese e reso ricco lui.Fltri non ha credibilità!

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  3. La vera vergogna è che tu e quell’altro imbecille di Senaldi possiate ancora esercitare il mestiere di giornalisti. In una qualsiasi altra nazione evoluta sareste stati da tempo cacciati con disonore

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  4. Il “non gerente” del quotidiano “Libero” dott. AFFRANCATO DAL BISOGNO anche questa volta non si è fatto mancare l’ombretta mattutina sorbita alla mescita di Berghem Alta, naturalmente.

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  5. Io non leggo MAI gli articoli di feltri, uomo dal pelo sullo stomaco accumulato leccando il culo al potere, ma stavolta visto che era un pezzo comico ho fatto un’eccezione.
    Poverino, gli hanno querelato un giornalista e lui ci soffre … non vedo l’ora di leggere il commento di Travaglio, che dal potere viene querelato ogni 5 minuti.

    Spero che il movimento inizi a querelare sul serio questi propagandisti , operai della macchina del fango. Visto che abbiamo un sistema informativo col codice a barre magari potrebbe disincentivare almeno qualcuno dal manipolare spudoratamente le notizie.

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  6. Senza i trasferimenti pubblici e i fondi del suo editore pregiudicato ed assenteista col caxxo che scriveva queste scemenze.
    Che poi a me Sibilia è sempre stato sui c0j0ni per la sua ignoranza manifesta.
    Ma mai come in questo caso vale la massima Da quale pulpito arriva la predica.

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  7. Magari il feltri potrebbe dirci il motivo per cui la “sua” giornalista s’é presa una querela da Sibilia…?
    o forse ha paura che chi legge si sganacia dalle risate per le stro…te che scrive…?

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  8. Ora vorrei sapere, se il signor. Feltri, per non essere punito dall’ordine dei giornalisti si è sospeso preventivamente, perché continua a fare il giornalista facendo editoriali con il quotidiano “Libero” e perché l’ordine dei giornalisti non lo sanziona?

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  9. Ma se il signor. Feltri si è dimesso per non incorrere a sanzioni dell’ordine dei giornalisti, perché continua a rompe le palle su “Libero”, perché non interviene l’ordine dei giornalisti?

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  10. Che vergogna questi politici.. stile nichi vendola, che disse “anche i bambini hanno diritto a rapporti sessuali con adulti”, poi dicendo che è stata estrapolata da un’altro contesto… certo certo

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    • E bravo!👏👏👏
      Mancava la bufala del 1985…
      ASSOLUTAMENTE estrapolata, malissimo, da Feltri nel 2010- e ho detto tutto-da una frase descrittiva del concetto di pedofilia.
      Come dire: ” il razzismo afferma che esistono razze diverse e alcune sono inferiori” ed estrapolarne l’affermazione:”… Esistono razze diverse e alcune sono inferiori”.
      Ma che vergogna.
      Un minimo di onestà intellettuale, se non morale…

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  11. Feltri si è dimenticato per quale giornale e per chi scrive ,
    per un momento ho pensato che fosse un articolo di M.Travaglio,con il quale mi scuso per l’errore marchiano.
    Comunque è una buona occasione per far capire alla giornalista querelata,
    quanto possa essere pericoloso avere a che fare con la giustizia italiana,massacrata dalle leggi ad personam (chi le avràfatte?),
    spesso costretta ad assolvere chi delinque.
    Se la sua protetta dovesse aver ragione sarà
    dura!

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