Chi sta tradendo i Cinque Stelle

PIERA AIELLO POLITICO

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – La deputata Piera Aiello (nella foto) ha lasciato i 5 Stelle. Non è una buona notizia per il Movimento, perché si tratta di una parlamentare simbolo della lotta alla mafia, essendo stata una testimone di giustizia, e per questo messa sotto scorta dallo Stato. Ma quella della Aiello non è una buona notizia nemmeno per lei stessa, in quanto come gli altri suoi colleghi pentiti di essersi fatti eleggere dai grillini, ha annunciato seraficamente che si terrà il seggio, facendo finire così in barzelletta la lealtà verso gli elettori che l’hanno scelta in quanto M5S, e di conseguenza la credibilità delle sue stesse battaglie per la legalità.

D’altra parte sono poco credibili, ma sarebbe meglio dire pretestuose, le stesse ragioni della fuga, che si rifanno pure al finto scoop di Giletti, dove purtroppo era vera l’uscita di galera di numerosi boss, ma non l’attribuzione di tale responsabilità al ministro Bonafede, visto che la decisione di spedire i mafiosi ai domiciliari è stata dei loro giudici di sorveglianza, e non certo del Guardasigilli che li ha riportati dentro. Una vicenda che inevitabilmente si lega alla fronda pentastellata sul decreto Covid e l’assenza ingiustificata di alcuni deputati al voto. La prova provata del Movimento a pezzi e della guerra dichiarata a Conte, hanno concluso autorevoli giornali, che al solito raccontano le cose come vogliono e non come sono.

Gli onorevoli assenti ingiustificati erano infatti solo 7, e non 28 come si è detto, e ciò non ha impedito all’Esecutivo di incassare agevolmente la fiducia. I problemi con alcuni miracolati portati in Parlamento da Grillo ci sono, ma da qui a dire che Conte è spacciato e i 5 Stelle di più, come al solito ce ne corre. Ai giornali però questa cosa piace da impazzire, facendo sperare le opposizioni e gli spasimanti di Draghi & Company. Peccato per loro che manca il finale dove tutti insieme vivono felici e contenti, perché finché le Piera Aiello, i Paragone, il comandante De Falco e quant’altri resteranno una riserva indiana a stare più sereni saranno gli italiani, con la destra più becera di sempre a bocca asciutta, a dire tutto e il contrario di tutto su Covid, immigrati, scuola e tasse non si sa come da tagliare.

27 replies

  1. Tutti i fuoriusciti dal Movimento che li ha portati in parlamento hanno preso questa decisione vigliacca per pura avidità di denaro, i più, perché volevano tenersi tutto il grandioso emolumento e al diavolo il contributo alle piccole imprese, o, i meno, perché pretendevano di fare le star dominanti in una compagine dove anche la vera unica star, Beppe Grillo, ha assunto un profilo discreto

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  2. Se queste notizie sono fondate (e non si vede come possano non esserlo…), Pedullà dice bene: quando uno se ne va da un “partito” (movimento? Beh: lento, un po’ troppo lento…) sarebbe giusto, per non tradire il mandato dato dagli elettori, tornarsene a fare la parrucchiera, l’avvocato, il bidello, il prof. e, insomma, tutto quello che era quello che faceva prima e non tenersi caldo, caldo, sotto al culo il seggio.

    Certo però che affermare: “…da qui a dire che Conte è spacciato e i 5 Stelle di più, come al solito ce ne corre…(cit.)”, costituisce una vana speranza che si infrange contro un’altra realtà, dello stesso genere ben descritto dall’articolista, molto evidente per chi non si fa ingannare dalle parole, né, soprattutto, dai fatti.

    Se gli altri partiti e relativa stampa lecchina al seguito, adducendo certamente motivi pretestuosi e cavalcando un’onda che, per come vengono raccontate queste vicende, si prefigge di fare a pezzi il “Movimento” (chiamiamolo ancora così), potrebbero certamente illudersi che la cosa sia lì a venire, non è men vero che il “Movimento possa credere di stare bene: come PARTITO, e su questo concordiamo con Pedullà, potrà ancora, non solo sopravvivere, ma addirittura incrementare il numero di elettori, ma come MOVIMENTO, portatore di quella novità e quelle idee che lo hanno fatto essere quella ventata di speranza che avrebbe dovuto sovvertire, nel limite del possibile, lo status quo, non solo è a pezzi, ma è MORTO DEFINITIVAMENTE! E la notizia, non è nemmeno fresca, fresca perché è da un po’ che puzza!

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  3. La regola del dimezzamento dello stipendio è fondamentale, e allontana dal M5S tutti quelli che sono lì fondamentalmente per soldi e non per ideali.

    Se esci e non ti dimetti (andando al gruppo misto dove otterrai sicuramente ancora meno di quello che ottieni politicamente restando nel M5S), praticamente è come se dichiarassi di essere lì solo per interessi tuoi.

    Il movimento perde pezzi ma sono i pezzi peggiori, quelli che avrebbe perso comunque alla prima occasione.
    Se le mele marce escono dal cesto nel cesto rimangono meno mele, ma sane.

    I personaggi noti della società civile stanno rivelandosi almeno in alcuni casi (paragone defalco …) un pessimo acquisto: portano qulche voto lì per lì (e non è nemmeno detto) e poi se li tengono per loro.

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    • “La regola del dimezzamento dello stipendio è fondamentale, e allontana dal M5S tutti quelli che sono lì fondamentalmente per soldi e non per ideali…(cit.)”: eccone un altro ancora sul pero!

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      • Purtroppo siamo, siamo ITALIANI, e anche Tu Micio caro,prima la tasche mie e poi si vedrà.Ne dobbiamo fare di strada per capire quello che il mov intende.

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      • Enzoluccio Mio, parla per te, caro, parla per te e i tuoi amichetti! Di strada, per capire cosa il Movimento intenda, sarebbe meglio non farne più affatto, altro che “molta”, perché quella che avete imboccato è la strada sbagliata! Ogni passo in più, invece che avvicinarvi alla meta, vi allontanerebbe.

        Molto meglio, quindi, rimaner fermi, almeno si limiterebbero i danni…

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  4. Il Presidente del Consiglio dei ministri ,G.Conte e i 5 stelle, per quanto fatto in questo drammatico passaggio storico,pur con gli inevitabili errori compiuti,dato l’evento senza precedenti,dovrebbero avere il 90% dei consensi se si pensa,a cosa poteva succedere se al Governo avremmo avuto………..(Semplice riflessione di uno che si guarda attorno,che ha a cuore questo meraviglioso Paese).

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  5. È il sistema di scelta del personale politico su Rousseau e l’idea ( splendida ma impossibile) della democrazia diretta, a non parlare dell’uno vale uno, che non funzionano. Un professore di diritto europeo non può valere, in certi ambiti, come un primario di neurochirurgia e viceversa.

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  6. Signor Paolo, io vorrei aggiungere che un professore di diritto europeo non puo’ valere quanto un primario di cardiochirurgia nell’ambito di scelte governative sulla scelta, ad esempio, di politiche nazionali per la diminuzione delle malattie cardiovascolari legate all’alimentazione. Ed il secondo non puo’ valere quanto il primo nell’indicare la strategia di governo nell’ambito, ad esempio, della modifica dei criteri di assegnazione di fondi europei al settore agricoltura/agroalimenta al fine di chiudere il mercato delle vacche*.

    Il fattore competenza e’ legato alla scelta del “come fare”. Eppure il “con chi” sembra prevalere.

    *(al netto dei conflitti di interesse)

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  7. credo che abbia ragione la prof.ssa N.Urbinati quando dice, in una intervista postata da questo blog, che i 5S hanno lottato per abbattere la “casta” ma essi stessi sono diventati “casta” difendendo in ogni modo le loro prerogative. L’atteggiamento da “talebani” della maggior parte dei suoi seguaci favorisce tale trasformazione. Riguardo al contenuto dell’articolo è l’esempio lampante di quanto detto sopra. Affermazioni ad uso e consumo per difendere l’indifendibile con argomentazioni risibili. La fuoriuscita della onorevole Aiello dovrebbe essere un campanello d’allarme, considerata la storia e le motivazioni che l’hanno indotta a prendere tale decisione, invece è motivo di attacchi puerili privi di sostanza. Nell’articolo si tenta di difendere l’operato del ministro della giustizia con argomentazioni valide, ma dimenticandosi di scrivere della mancata nomina di Di Matteo al DAP. Una delle cause che ha spinto l’onorevole Aiello, testimone di giustizia, a fuoriuscire dal movimento 5S.

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    • Vede unoerre se non conosce la storia dell’onorevole Aiello è inutile continuare la discussione viaggiamo su binari differenti. La mancata elezione di Di Matteo, con tutto ciò che ne è conseguito, ha fatto venire a galla tutte le contraddizioni che hanno portato l’onorevole a dimettersi. come vede non è una questione di date

      PS alle ultime elezioni nazionali ed a quelle della mia città ho votato 5S, giusto per essere chiari

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    • Dopo l’ennesimo suo battibecco e con l’ultima parola, unoerre, un altro prode del blog con le “analisi” incastonate all’armatura, se ne esce con “I battibecchi li lascio agli altri, resti con le sue conoscenze. Bay”: e ‘sticazzi non ce lo mettiamo?

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