(Gianfranco Ferroni – il Tempo) – “Sì, viaggiare”, cantava Lucio Battisti. Di questi tempi però, a causa del Coronavirus, l’attività escursionistica è ridotta. E specialmente da chi compie le trasferte per lavoro, visto che tanti funzionari e dirigenti svolgono da casa le loro attività. Non a Invitalia, però, il regno di Domenico Arcuri.

Basta andare a leggere la procedura di gara per l’affidamento del servizio di “prenotazione e rilascio di titoli di viaggio, alberghieri, di pianificazione ed organizzazione viaggi ed assistenza accessoria del personale di Invitalia”.

L’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa evidentemente vuole aiutare le aziende del settore travel, visto che l’importo totale dell’appalto è di quasi 3,7 milioni di euro. Si prevedono missioni a volontà, evidentemente, con una cifra come quella.

Per chi vuole partecipare alla gara, che può salvare il bilancio di un intero anno gravato dal Covid-19, c’è tempo fino al prossimo 27 luglio. A proposito, sul sito di Invitalia si sono dimenticati tre zeri dell’importo, visto che c’è scritto 3.600 euro.

E aprire alcuni file, come quello del bando, e pure un altro dedicato al disciplinare dei servizi di business travel, appare impossibile da un normale computer. Comunque, altro che il bonus vacanze da 500 euro sventolato dal governo…