Mes: riunione governo M5s, confermata contrarietà

(affaritaliani.it) – Nel corso della riunione di governo del Movimento 5 stelle a Largo Chigi e’ stato fatto il punto sui prossimi provvedimenti di governo, a partite dal decreto semplificazioni che e’ gia’ in una fase avanzata ma che sara’ oggetto nei prossimi giorni di un confronto con le altre forze di maggioranza. All’inizio dell’incontro e’ stato toccato anche il tema del Mes, che vede il Movimento compatto sulla contrarieta’. Il capo politico Vito Crimi ha fatto sapere di non aver apprezzato che sull’argomento esponenti dei partiti di maggioranza “si stanno muovendo con modi e accenti che non si conciliano con questa fase cruciale per il Paese”. Crimi ha infine ribadito l’importanza del pieno coinvolgimento del Parlamentari “anche nella fase preparatoria dei decreti”, ed e’ in questa direzione ci si sta gia’ muovendo per i prossimi provvedimenti in elaborazione.

Ue: Di Maio, l’Europa ha risposto, ora governo sia all’altezza

Il ministro degli Esteri entra nel merito delle problematiche relative al Mes per dire: “Dividerei il tema Mes dal tema sanita’. Con Zingaretti condivido l’idea di un ammodernamento di un sistema sanitario che deve essere pubblico e accessibile a tutti. Ma sul Mes ripeto che non ho motivo di esprimermi” e sulle disponibilita’ finanziarie per rimettere mano al sistema sanitario il ministro dichiara: “Gli strumenti europei sono essenziali, ma lo sono anche i tempi. Se ho bisogno oggi di un aiuto e me lo dai fra un anno non serve. Il sistema sanitario va sostenuto adesso e andava sostenuto anche prima”. Per poi chiosare: “Negli anni dell’austerity chi chiedeva tagli alla sanita’ era la Ue. Sbaglio’, bisogna dirlo. Come ora non ho problemi a dire che verso l’operato della Von Der Leyen da parte nostra c’e’ piena fiducia” ripete Di Maio, che sulle disponibilita’ finanziarie generali invece puntualizza: “Recovery Fund a parte, abbiamo molti soldi che vanno sbloccati immediatamente. E’ come se ci fossero dei silos pieni ma inutilizzati. Bene, usiamoli”, chiude il capo della diplomazia.

Mes, Castelli (M5S): per adesso Conte dice che non serve Mes

“Per adesso il premier Giuseppe Conte dice che il Mes non serve. Abbiamo fiducia in lui”: è quanto dice al Corriere della Sera la viceministra dell’Economia Laura Castelli, del Movimento 5 Stelle.Sul prestito Mes da 36 miliardi per la Sanità il segretario del Pd ha lanciato ieri dalle pagine del Corriere una sorta di ultimatum ai 5 Stelle: “Basta tergiversare”, dice Nicola Zingaretti. “Non stiamo rinviando” ribatte Castelli. “Il tempo viene usato per fare quello che serve”. (segue) “Abbiamo messo l’Europa nelle condizioni di tornare a fare l’Europa – spiega la viceministra -, cioè una comunità solidale. Sul Mes abbiamo fiducia nelle parole del Presidente Conte, che ad oggi ha detto che non serve”

6 replies

  1. Il Mes si può dribblare ottenendo gli stessi 36 miliardi con la contestazione dei derivati illegali. Basta volerlo fare.
    IL CASINO’ DEI DERIVATI. Viviana Vivarelli.
    Chi ha autorizzato i nostri governi a giocare al casinò dei derivati coi soldi nostri? E perché nessuno ne parla? Da Repubblica e Financial Times sappiamo che il Tesoro italiano è esposto per 160 miliardi di euro (più di un decimo del PIL italiano- dati del 2017) per operazioni sui derivati. Gli ultimi governi ne hanno rinegoziati nel corso degli anni per più di 50 miliardi, con una perdita potenziale, non ancora giunta a scadenza, di 12 miliardi. Solo alcuni anni fa, su un’altra partita di derivati del Tesoro c’era stata una perdita di 3 miliardi, saldata da Monti. Per cui sui 160 miliardi di derivati attuali le perdite che saranno caricate sul bilancio dello Stato saranno di parecchie decine di miliardi.
    Ci dicono che la Grecia per entrare nell’euro ha truccato i conti (ma lo ha fatto anche Prodi) consigliata dalla Goldman Sachs, guidata, guarda caso, da Draghi. E proprio Draghi diventa, guarda caso, presidente della Bce che deve riscuotere proprio i debiti contratti in modo truffaldino. Ma il governo italiano usò lo stesso trucco quando c’era ancora lira, ufficialmente per coprire il debito italiano dai rischi del cambio e dalle variazioni dei tassi di interesse, in realtà per nascondere il debito. E anche per l’Italia lo scopo dei derivati fu di “truccare” i conti per entrare nell’euro (Prodi). E vedi caso, mentre l’Italia truccava le carte, DRAGHI era direttore generale del Tesoro e usava in modo spregiudicato il sistema delle “porte girevoli”, ma era anche responsabile per l’Europa di Goldman Sachs, poi Governatore della Banca d’Italia e poi Presidente della Bce. E accusava gli Italiani di essere vissuti “al di sopra delle proprie possibilità”!
    Ogni 6 mesi il Tesoro deve trasmettere una relazione sullo stato delle finanze pubbliche (comprese le perdite dovute ai derivati) alla Corte dei Conti. Com’è che in 20 anni solo ora la Corte dei conti si accorge dei rischi connessi ai derivati e solo ora manda la Guardia di Finanza a perquisire le stanze del Tesoro; che però si rifiuta di esibire la relativa documentazione? E’ qualcosa di analogo a quanto successo per il Monte dei Paschi di Siena. Guarda caso anche questa banca è riuscita a nascondere alla vigilanza della Banca d’Italia una montagna di debiti incompatibile con il regolare funzionamento di una banca, nascondendola sotto i derivati, che hanno tenuto rigorosamente nascosti per anni! E non se n’è accorto nessuno? E il Pd avallava questa truffa?
    Insomma nel casino dei derivati ci sono dentro tutti, dai governi alle banche e il fatto che proprio Draghi sia andato alla Bce non ci tranquillizza affatto (e anche meno che sia il candidato più forte al Quirinale, così che la truffa può continuare in pace)
    Questa storia va avanti da 30 anni , cioè da quando il famigerato divorzio tra Tesoro e Banca centrale ha messo le politiche dei governi in balìa della finanza, ossia degli speculatori internazionali e il caro Davide Serra amico di Renzi è uno. Ed è per tenere in piedi queste truffe che siamo sotto i diktat dell’alta finanza, che siamo dominati da un liberismo spietato che nessuno ha eletto, che siamo mandati al macello dall’austerità.
    L’economista Luciano Gallino dice che nel mondo circolano 700mila miliardi di dollari di titoli spazzatura, oltre 10 volte il valore presunto del prodotto lordo mondiale], per il 90% scambiato tra privati. Il 40% di questa cifra colossale avviene nella zona euro e il resto in Usa e Inghilterra. Le transazioni avvengono soprattutto attraverso computer governati da algoritmi … che operano a una velocità anche di 22mila operazioni al secondo … Ne segue che chi parla di “giudizio dei mercati” dovrebbe piuttosto parlare di “giudizio dei computer”.. “Macchine cieche e irresponsabili – aggiunge Gallino – opache agli stessi operatori e ancor più ai regolatori. E per di più, inefficienti”. Ma molto efficienti in relazione ai profitti e alla rendita per i Banchieri (Bankster) compito che nel corso degli ultimi trent’anni hanno svolto egregiamente. E non senza che gli addetti alla “regolazione” dei mercati, siano essi manager o politici, o entrambe le cose grazie al sistema delle “porte girevoli” (Draghi docet!), ci abbiano messo tutta la loro scienza e il loro potere per portare questo trasferimento fino alle estreme conseguenze: quelle che oggi possiamo vedere esposte in vetrina nella catastrofe della Grecia e prossimamente dell’Italia. Ma allora, perché continuare a rimaner sottomessi a un sistema simile? Non è ora trovare la strada per tirarsene fuori al più presto?

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  2. Dobbiamo sfasciare il governo per 37 miliardi?
    Conte ha parlato chiaro: se lo accettano i francesi, lo accettiamo anche noi. (la Francia è mes-sa come noi, suvvia)
    Continuano a tirare la corda su sto cazzo di mes, con la corda lego quelli del Pd e li butto a mare.
    Fanno gli amiconi, in realtà non perdono occasione per ricordare a tutti chi sono.
    L’Europa deve imparare a comportarsi, certe cose non devono più accadere, il Pd e compari se lo devono scolpire.

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  3. Nel Pd (e IV, FI) vogliono la resa totale di Conte e M5S unicamente per far perdere loro voti , pensando di guadagnarli loro. Non c’è un altro motivo. Anche perché se si attinge al Mes, poi questo fondo non va nuovamente rimpinguato?dove sta L ‘affare?

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    • @Maristella
      Non c’è alcun affare, ovviamente.
      Il PD svolge il compito per cui è nato: tutelare gli interessi del Capitale in ogni occasione.
      L’interesse del Capitale è continuare e perfezionare l’opera di erosione dei margini decisionali che ancora sono rimasti
      agli stati nazionali, per poterli dirigere e depredare con l’applicazione di regole appositamente studiate.
      La Grecia è un esempio eclatante delle conseguenze dell’accettazione del MES e delle regole che lo accompagnano.
      Se in Italia ci fosse una Stampa Libera, e non solo una canéa di servi del Capitale (fatte salve due o tre eccezioni!), un
      maggiordomo senza livrea come Zingaretti non oserebbe nemmeno pronunciare i suoi assurdi diktat.
      Non solo, quei patetici illusi ex-comunisti o ex-socialisti che ancora votano per quel partito credendolo dalla loro parte, avrebbero da tempo capito con chi hanno a che fare e oggi non parleremmo né di Zingaretti né tantomeno di Renzi e, solo al sentire il nome di Draghi, incroceremmo gli indici esclamando: “Vade retro, Satana!”.

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  4. CI POSSIAMO EVITARE DI CHIEDERE 36 MILIARDI AL MES USANDO MODI DIVERSI E MENO TRUCULENTI.
    LA GABANELLI A REPORT SUI DERIVATI. La7, 9 giugno 2020. Dalle 28,30.

    Il mondo delle banche d’affari è in allarme dopo una recente sentenza della Cassazione che ha dichiarato nullo un contratto derivato sottoscritto dal comune di Cattolica.
    Il Tesoro ha vietato dal 2014, i derivati – una sorta di assicurazione sugli interessi del debito contratto dagli enti locali – un prodotto finanziario ad alto rischio per i costi occulti che ha provocato perdite ingenti nei bilanci di comuni e regioni .
    “Per quasi 15 anni banche italiane ed estere hanno piazzato a 800 enti locali migliaia di contratti derivati, spesso scommesse cammuffate da assicurazioni dove l’assicurato, senza saperlo, faceva da assicuratore alle banche. Dopo gigantesche perdite, il Governo nel 2014 li ha vietati però i contratti in essere sono ancora tanti, alcuni hanno una scadenza a 30 anni. E’ stato stimato che 149 amministrazioni pagano ogni anno oltre agli interessi 250 milioni mentre le perdite potenziali e solo verso le banche italiane ammontano a un miliardo.
    Questi derivati li ha assicurati anche lo Stato per 150 miliardi e dal 2011 ad oggi abbiamo pagato in interessi 35 miliardi, stime potenziali fatte dal Tesoro: 36 miliardi. Vuol dire che, miliardo più miliardo meno, sartanno tutti da pagare. La domanda è: sono contratti legittimi? Bene, dopo 17 anni di scontri nei tribunali tra il Comune di Cattolica e la BNL, qualche settimana fa la Cassazione ha stabilito che questi contratti sono nulli. Il motivo è che per gli enti pubblici i derivati sono amessi solo come copertura sui rischi e non per speculare sui tassi, si deve sapere quanto si può perdere, che probabilità ha di perdere e quali sono i costi che erano invece occulti. La banca anzi allettava dicendo: 1.100 te li anticipo subito, facendosi poi pagare gli interessi su 1100 senza che tu potessi vederlo. A pagare poi ci pensano i sindaci e i governatori che vengono dopo ma quanto nessuno lo sa tranne la banca.
    Ora questa sentenza fissa dei principi che riguarderanno tutte le cause contro le banche ma riguarderanno anche i contratti stipulati con le imprese, circa 90.000, schiacciate da rischi che molte volte non sapevano di correre. Vuol dire che enti e imprese che hanno contratti non ancora caduti in prescrizione possono decidere di non pagare o chiedere i soldi indietro.
    ..
    Mentana ricorda che c’è stato un periodo per cui gli enti locali consideravano una benedizione i derivati per mettere a posto i loro conti dissestati.
    Gabanelli: “Questo è quello che raccontavano le banche quando glieli facevano. Poi non è escluso che qualcuno fosse anche colluso, che qualcuno fosse anche corrotto. Di sicuro erano molto complessi e servivano sostanzialmente a tirare a campare, allargare le perdite e poi mollarle alle generazioni future. Non c’era altro modo per spiegare agli amministratori il rischio che stavano correndo? Il collega Fabrizio Massaro ha trovato l’audizione del 2011 all’allora direttore del debito pubblico Cannata alla Camera, e lei diceva che si era pensato di mettere dentro questi contratti gli scenari di probabilità ovvero quelle cose che potrebbe capire chiunque, vale a dire che probabilità ho di perdere e quale probabilità ho di guadagnare. Bene, l’ABI (associazione bancaria italiana) si oppose, non era contenta di questa possibilità. Banca d’Italia scrisse che era uno strumento indispensabile. Il suggerimento non fu accolto perché, disse Cannata, quei contratti erano già così complicati che inserire altre tecnicalità sarebbe stato impossibile da capire per l’amministratore locale (?!) e quindi meglio lasciarlo nel buio e poi tanto paghiamo tutti noi. Ma ora che abbiamo questa sentenza è bene sapere che enti locali e imprese, ma vale anche per lo Stato, possono rivendicare i loro diritti e riavere quanto gli spetta. Questa sentenza fa giurisprudenza, perché è a sezioni unite. Se erano nulli i contratti stipulati 17 anni fa a maggior ragione.. E’ un contenzioso amplissimo che può farci guadagnare 36 miliardi. La stessa cifra guarda caso che secondo alcuni dovremmo chiedere al Mes incaprettandoci da soli alle sue condizioni odiose.

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