Vittorio Feltri: “Come mai in estate i programmi tv vanno in letargo?”

(Vittorio Feltri – liberoquotidiano.it) – Ogni anno, alla ne di giugno, la maggior parte dei programmi televisivi di informazione chiude i battenti. Tutto fermo fino a settembre. Sia la Rai sia Mediaset e persino La7 sospendono le attività più impegnative. I giornalisti tutti a casa, in ferie prolungate e immagino retribuite. Perché l’estate è considerata indegna di trasmissioni decenti? Incomprensibile. I telespettatori mi sembrano un po’ scocciati, non soltanto quelli obbligati a versare il canone. Il fatto che il piccolo schermo proponga per oltre due mesi il nulla oppure il materiale d’antiquariato recuperato negli archivi polverosi non trova il consenso del pubblico, dato che la
tv nel bene e nel male costituisce una compagnia per le masse. La quale se non propina qualcosa di fresco alla platea è destinata a deluderla e a farla arrabbiare.

I talk-show spariscono, i giochi a premi altrettanto, ciò che va in onda è la rimasticatura delle vecchie pellicole nonché di antichi documentari generatori di noia mortale. È inconcepibile che il personale delle emittenti se ne vada in vacanza infischiandosene di coloro che, invece, non lo faranno sia perché non ne hanno i mezzi sia perché il Covid li ha paralizzati a lungo tra le mura domestiche. Molte famiglie, il cui reddito è stato brutalmente ridimensionato, non avendo potuto incassare l’intero stipendio per tre o quattro mesi, non sono in grado di recarsi in villeggiatura. E privarle anche del sollazzo – si fa per dire – offerto di norma dal video è una crudeltà che dovrebbe esser loro risparmiata. Invece i dirigenti delle antenne insistono con le loro abitudini condannabili, cioè ammorbano il popolo
con servizi tediosi e spettacoli del paleolitico.

Intendiamoci, non saremo noi a rimpiangere Otto e mezzo della vetusta Lilli Gruber, capace di interrogare i suoi ospiti ma incapace di ascoltarne le risposte, rivelando una maleducazione rara e stupefacente. Né personalmente sentirò la mancanza di Piazzapulita, condotta da un Formigli formidabile imitatore di Stalin, così come non mi sparerò in assenza
di Tiziana Panella, quella che nel suo studio riceve solo i compagnucci. Il punto è un altro. Sarebbe opportuno piazzare davanti alla telecamera qualche persona atta a fornire notizie e commenti variegati, magari sganciata dalla sinistra più bieca e con qualche propensione al multiculturalismo, in modo da scacciare il sospetto che la tv sia la succursale dei comunisti di risulta.

Mi rendo conto di chiedere troppo in un Paese votato al conformismo di una sinistra che ha abbandonato la tutela dei lavoratori per prendersi cura dei profughi, dei neri, dei criminali, di tutta l’umanità tranne che degli italiani: pretenderemmo solamente un po’ di attenzione per noi sfigati che paghiamo i conti pure delle televisioni oltre che le tasse.

Forse siamo troppo esigenti.

3 replies

  1. Beh, con dodicimila dipendenti (di cui 800 dirigenti) non penserà Feltri che la RAI possa sostenere una programmazione originale e di qualità per tutoli corso dell’anno, vero?
    ‘sti poveretti, con stipendi da fame, hanno sì l’aiuto delle produzioni indipendenti, pur così costose, ma d’estate vogliamo lasciar loro
    il tempo di tirare il fiato, di andare al mare con la famiglia, di curare il loro tempo libero o, più semplicemente, di spendere in
    qualche modo il denaro guadagnato con l’indefesso lavoro ?

    Se fossi io a decidere cancellerei la RAI e manderei i dipendenti a guadagnarsi da vivere col sudore della fronte.

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  2. Prima di tutto questo fenomeno destrorso ha scordato di elencare tutti i talk dei suoi compari giornalai che vanno in ferie. Giletti, Porro, Del Debbio, tanto per citare i peggiori. Menomale, tra l’altro, dover sopportare questi squallidi programmi pure d’estate mi sembra troppo persino per noi Italiani abituati al peggio, e quindi soprattutto a Feltri, da sempre. Poi è allucinante l’accusa ai colleghi di essere di parte e di non fare una buona informazione libera e corretta. Ma va? Perché invece tu, Feltri, il tuo vergognoso giornale, Giletti, Porro, Del Debbio o Giordano e tutta la stampa destrofascistoide, che minchia di informazione fanno? Ma non ti vergogni, ma bisogna davvero avere una spudorata faccia tosta per accusare gli altri di fare esattamente quello che voi fate da sempre. In tutto questo una buona notizia c’è, ed è il fatto che ti sei finalmente ritirato da giornalista. Ecco, ora che stai in pensione vedi di non rompere più con le tue stronzate, grazie.

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