Napoli: al Vomero le buche trasformate in reperti storici

In piazza Vanvitelli una recinzione che risale a prima della pandemia

            

“ Al Vomero sono sempre di più le strade e le carreggiate afflitte da problemi legati alla carenza di manutenzione – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, fondatore su Facebook del gruppo “Buche partenopee, vedi Napoli e poi…cadi”, che conta quasi duemila iscritti -. Purtroppo la situazione appare peggiorare di giorno in giorno, anche perché non si provvede con la puntualità e la celerità necessaria a tappare buche e a rimuovere le recinzioni provvisorie che le delimitano. Oramai pedoni, autovetture, e motocicli sono costretti a fare lo slalom nel tentativo di evitare i dissesti, impresa che, purtroppo, non sempre riesce “.

            “ Simbolo del degrado – continua Capodanno – un recinzioni, determinata dall’apertura di una buca presente in piazza Vanvitelli, nei pressi dell’incrocio con via Scarlatti. Sta lì oramai da prima dell’emergenza Covid-19, realizzata con tondini di ferro e reti di plastica, senza che si provveda a mettere in campo i necessari interventi manutentivi per eliminarla “.

            Al riguardo Capodanno racconta un aneddoto che focalizza il modo ironico con il quale oramai i vomeresi affrontano l’annoso problema, dal momento che l’evento descritto non rappresenta una novità, stante la presenza, e non da oggi, di altri transennamenti in strade e piazze della popolosa area collinare “. Più d’uno al riguardo lancia persino l’idea, ovviamente provocatoria nei confronti di chi non provvede a una costante quanto idonea manutenzione, di adottare dissesti, buche e avvallamenti come se fossero dei reperti storici, con tanto di cartello, che riporti la data nella quale si sono manifestati “.

            Capodanno con l’occasione rivolge l’ennesimo appello affinché si provveda in tempi brevi a eliminare, con interventi definitivi, dalle strade e dalle piazze  tutti gli avvallamenti e tutte le buche attualmente presenti, anche per garantire la sicurezza sia dei pedoni, sia degli occupanti dei mezzi a due e a quattro ruote.

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