Il virus cambierà il nostro rapporto con monete e banconote?

(Articolo del “Financial Times”) – Il  Financial Times chiede ad autorevoli commentatori e politici cosa aspettarsi da un futuro post-Covid-19. E’ la volta di Gary Cohn, ex direttore del Consiglio Economico Nazionale degli Stati Uniti. “Molti aspetti della nostra vita cambieranno dopo Covid-19, compresi i luoghi dove andiamo, le persone che vediamo, come viaggiamo e come paghiamo per tutto questo. Nelle ultime cinque settimane non ho toccato nemmeno una moneta o una banconota, affidandomi esclusivamente a sistemi di pagamento elettronico e a carte di credito che solo io tocco.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea per i servizi finanziari, sta cercando di aiutare il processo. Recentemente ha twittato “È ora di scambiare le monete con le carte di pagamento – più sicuro per contenere il coronavirus”. Stiamo per abbandonare una pratica che risale a circa 7.000 anni fa in Mesopotamia?  La pandemia di coronavirus, e i nostri sforzi per ridurre la trasmissione delle malattie, ci costringe a chiederci se abbiamo superato la necessità di trasportare e spostare il denaro in forma fisica. Abbiamo già la tecnologia per pagare modo puramente digitale e utilizzare un’autenticazione biometrica altamente sicura al momento della transazione. Se passassimo al digitale, nessuno porterebbe più contanti o monete sporche o avrebbe più a che fare con un assegno.

È assolutamente possibile: l’87 per cento delle transazioni in Svezia avviene in modo digitale attraverso società di pagamento private. Il senatore democratico americano Sherrod Brown ha inizialmente cercato di includere il digital banking come parte della risposta al coronavirus. Vuole che la Federal Reserve degli Stati Uniti crei conti e portafogli digitali in dollari per tutti i cittadini. Se ciò dovesse accadere, tutte le operazioni bancarie avverrebbero attraverso una spina dorsale digitale e un portafoglio.

Gli sportelli bancomat e le filiali delle banche, che stanno già chiudendo a ritmo serrato, diventerebbero obsoleti. Per le persone – 1,7 miliardi – che in tutto il mondo non hanno un conto in banca, i portafogli governativi darebbero loro un più ampio accesso ai servizi e ai mercati online e li aiuterebbero ad evitare gli istituti di credito a pagamento e i servizi di incasso assegni. I vantaggi di tutto questo vanno ben oltre quelli della salute e della sicurezza.

Ogni azienda, soprattutto quelle piccole, avrebbe un libro mastro digitale del proprio flusso di cassa e delle proprie vendite.  Molte imprese illecite verrebbero effettivamente messe fuori dal mercato o almeno sarebbero molto più visibili e soggette all’imposta sulle vendite e all’imposta sul reddito per la loro attività. Pensate allo stato della California che impone un’accisa del 15 per cento ai venditori di cannabis su licenza, mentre il mercato nero basato sul contante evita le tasse.

 Lo stato stima che il mercato regolamentato abbia catturato meno di un terzo dell’attività. La digitalizzazione dei pagamenti renderebbe anche molto più semplice per gli individui calcolare e depositare le loro imposte sul reddito e per i governi assicurarsi che vengano pagate. In ogni caso, la lenta ascesa della moneta digitale ha ricevuto una spinta gigantesca dalla pandemia. Il cambiamento sarà dirompente, ma è chiaramente un salto nella giusta direzione”.