Coronavirus, Conte ai leader Ue: Recovery Fund da 1.500 mld e prestiti a fondo perduto

(ansa.it) – Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nel corso del Consiglio europeo ha chiesto una modifica alle conclusioni della riunione sul Recovery Fund. Modifica che, secondo le stesse fonti, è stata inserita e inquadrerebbe il piano per la ripresa Ue come strumento “necessario e urgente”. Per la ripresa dalla “crisi economica acuta”, “tutti hanno concordato sul fatto che serva un piano congiunturale, o come viene chiamato anche recovery plan o recovery fund”. Lo ha detto Angela Merkel, dopo il summit Ue in videoconferenza, parlando alla stampa a Berlino. “Voglio dire in modo molto chiaro che una risposta comune del genere è anche nell’interesse tedesco”. “La Germania sta bene solo se l’Europa sta bene”, ha aggiunto. Angela Merkel ha spiegato che non si è stati ancora tutti d’accordo per ora su come finanziare il Recovery fund, “se con sussidi o prestiti”, ha detto, ma una cosa è chiara, e cioè che il fondo sarà collegato al prossimo bilancio europeo per i prossimi sette anni. “Questo significa per la Germania che noi dobbiamo essere disponibili a contributi di bilancio più alti di quanto avevamo messo in conto nell’ultima trattativa. La cancelliera ha sottolineato che questo “è giusto”.

“C’è solo uno strumento che può portare questa ripresa, ed è il budget Ue legato al Recovery fund”, gli “investimenti devono essere anticipati e deve esserci un giusto equilibrio tra sovvenzioni e prestiti”: lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del vertice Ue. Secondo von der Leyen il budget è adatto perché “è disegnato per la coesione, la convergenza e i programmi. E gli Stati membri hanno appoggiato questa posizione”.

“L’ammontare del Recovery Fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi e dovrebbe garantire trasferimenti a fondo perduto ai Paesi membri. I trasferimenti a fondo perduto sono essenziali per preservare i mercati nazionali, parità di condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel corso del Consiglio europeo. “Dovremmo dare chiaro mandato alla Commissione europea – ha proseguito Conte – di preparare il più presto possibile una concreta proposta per il Recovery Fund, fornendo un ‘ponte’ per anticipare le risorse quest’anno”. “L’emergenza sanitaria è diventata molto presto emergenza economica e sociale. Ma noi ora stiamo affrontando anche un’emergenza politica. Dovremmo rivedere il concetto di altruismo non solo nel senso di altruismo ma anche nel senso di un concetto meno romantico, quello della ‘comunità di interessi’: noi stiamo lavorando per preservare il mercato interno e in questa prospettiva non ci sono differenze tra Nord e Sud dell’Europa”.

“Abbiamo parlato in modo aperto e in spirito di collaborazione”. Lo ha detto Angela Merkel dopo il consiglio europeo in videoconferenza. “Non su tutto siamo della stessa opinione”, ha aggiunto. “L’atmosfera è stata molto positiva” ha aggiunto la Merkel rispondendo alla domanda se al Consiglio europeo vi sia stato uno scontro Nord contro Sud. La cancelliera ha sottolineato che ci si è confrontati “nella consapevolezza di dover trovare strade comuni”. “È stata una conversazione molto amichevole. Non lavorerei con concetti così marziali”, ha concluso. La Merkel ha “rappresentato” la sua “opinione” sui titoli di debito comune negli stessi termini in cui lo aveva fatto stamani al Bundestag. È quello che la cancelliera ha detto rispondendo a una domanda dopo la videoconferenza con i partner europei.

“Questo è il momento dell’unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro”. Così il presidente del parlamento Ue David Sassoli intervenendo al Consiglio europeo. “Non tutti gli Stati europei sono stati colpiti alla stessa maniera dall’epidemia, alcuni hanno pagato un prezzo molto alto in termini di vite umane. È il momento di andare oltre la logica di ognun per sé e rimettere al centro la solidarietà che sta al cuore del progetto europeo”. “L’idea di un fondo dedicato per la ripresa è un’ipotesi sulla quale siamo pronti a lavorare purché sussistano condizioni che il Parlamento considera imprescindibili”, ha aggiunto. “Innanzitutto l’ancoraggio di questo fondo al QFP (bilancio pluriennale europeo) è la condizione necessaria per una risposta comunitaria e di lungo respiro a questa crisi. Per noi, la soluzione dovrà essere comunitaria”. “Le istituzioni dell’Ue hanno già costruito una rete di sicurezza per fornire la liquidità necessaria per fronteggiare la crisi nell’immediato con il Mes per le necessità sanitarie, con il meccanismo Sure, per far fronte alla disoccupazione e con la Bei che darà ossigeno alle Pmi. Tutto questo è fondamentale come intervento d’urgenza ma sappiamo benissimo che la sfida vera che abbiamo davanti e che oggi sta sulle vostre spalle è pensare all’uscita dalla crisi e alla ripresa”, ha sottolineato Sassoli nel suo intervento.

Il Pil dell’Eurozona rischia di subire una contrazione del 15% e i leader europei hanno fatto troppo poco e agito troppo in ritardo. Questo l’avvertimento che la presidente della Bce, Christine Lagarde, avrebbe lanciato ai leader Ue – secondo quanto riferisce Bloomberg citando due fonti – durante la riunione in videoconferenza dei leader dell’Unione Europea. Le misure per la ripresa devono essere rapide, risolute e flessibili ha aggiunto Lagarde, secondo quanto riferiscono fonti Ue. Lagarde ha messo anche in guardia dal rischio che non tutti i Paesi siano in grado di agire nel modo necessario.

“Presento un pacchetto di soluzioni al vertice”, che comprende Mes, Sure e Bei, e “con la flessibilità di tutti potranno essere operative prima del primo giugno”: lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno prima del vertice Ue. Il pacchetto “evita la frammentazione nel mercato interno che sarebbe velenosa per le nostre democrazie”. Centeno ha poi ribadito che serve un Recovery fund “commensurato ai costi della crisi, che aiuti a spalmarli nel tempo, che operi attraverso il budget Ue e che mostri solidarietà”.

“Nei prossimi dieci giorni” la Commissione europea presenterà “un piano per la ripresa” economica dalla crisi del Covid-19. Lo annuncia il vicepresidente dell’Esecutivo, Margaritis Schinas. “Il piano per far ripartire l’economia sarà una grande sfida. Non si devono dimenticare tutte le iniziative già adottate, ma c’è un ultimo tassello mancante a questo puzzle, ed è il più importante: raccogliere molti soldi senza appesantire i nostri Stati membri in modo sproporzionato – spiega Schinas – Vogliamo “trovare una via d’uscita simmetrica. Sarebbe ingiusto che alcuni Paesi soffrissero in modo sproporzionato rispetto ad altri”. “Il piano per la ripresa viene discusso oggi dai leader – conclude – e sarà elaborato dalla Commissione nei prossimi dieci giorni, con una nuova proposta incentrata sul Bilancio pluriennale Ue, che permetterà al piano di essere ancorato nel budget comunitario”

La videoconferenza dei capi di stato e di governo dell’Ue sugli strumenti, per rispondere all’impatto economico della pandemia del coronavirus, è iniziata con il consueto scambio di vedute col presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. A fare gli onori di casa è il leader del Consiglio europeo, Charles Michel. In collegamento sono anche i presidenti della Commissione europea, Ursula von der Leyen; dell’Eurogruppo, Mario Centeno; della Bce, Christine Lagarde; oltre all’Alto rappresentante, Josep Borrell. Si tratta della quarta videoconferenza dei 27 leader dall’inizio della crisi da coronavirus.

Non ci saranno conclusioni congiunte scritte: al termine della videoconferenza dei leader Ue di oggi, ci sarà una dichiarazione verbale del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, alla stampa. E’ la linea scelta – spiegano fonti diplomatiche europee – per facilitare una discussione franca e aperta, con l’auspicio di avvicinare posizioni ancora distanti su alcuni punti, senza vincolarla alla necessità di scrivere conclusioni.

D’altra parte, la sostanza della dichiarazione di Michel dovrebbe essere il mandato alla Commissione europea di presentare una proposta per il budget europeo pluriennale, e per strumenti che consentano la ripresa economica dalla crisi del coronavirus, al più presto. L’iniziativa dell’Esecutivo comunitario è attesa per il 29 aprile, e non è da escludere che entro la prima metà di maggio possa essere convocato un nuovo summit dei capi di stato e di governo.

“Nei prossimi dieci giorni” la Commissione europea presenterà “un piano per la ripresa” economica dalla crisi del Covid-19. Lo annuncia il vicepresidente dell’Esecutivo, Margaritis Schinas. “Il piano per far ripartire l’economia sarà una grande sfida. Non si devono dimenticare tutte le iniziative già adottate, ma c’è un ultimo tassello mancante a questo puzzle, ed è il più importante: raccogliere molti soldi senza appesantire i nostri Stati membri in modo sproporzionato – spiega Schinas – Vogliamo “trovare una via d’uscita simmetrica. Sarebbe ingiusto che alcuni Paesi soffrissero in modo sproporzionato rispetto ad altri”. “Il piano per la ripresa viene discusso oggi dai leader – conclude – e sarà elaborato dalla Commissione nei prossimi dieci giorni, con una nuova proposta incentrata sul Bilancio pluriennale Ue, che permetterà al piano di essere ancorato nel budget comunitario”

I TEMI IN AGENDA DEL VERTICE UE: Aggiungere al prossimo bilancio Ue pluriennnale (2021-2027) un fondo temporaneo e mirato per la ripresa , il Recovery funddotato di 300 miliardi di euro. Questa proposta è contenuta in un documento interno della Commissione europea. Nel documento viene indicato un pacchetto di iniziative destinato a integrare il bilancio pluriennale Ue e a mobilitare almeno 2000 miliardi di euro per ridare slancio alle economie colpite dalla crisi. 

Raccogliere sui mercati finanziari risorse per 320 miliardi di euro attraverso emissioni di obbligazioni europee da destinare per metà a prestiti e per metà a programmi ‘ad hoc’, nel quadro del bilancio pluriennale Ue, per i Paesi più colpiti dall’emergenza: è lo ‘strumento per la ripresa’ proposto in un documento interno della Commissione. Secondo quanto si legge nel testo, questo strumento, basato sul’articolo 122.1, sarà temporaneo e mirato a esigenze specifiche.

“Per la Germania riconoscersi nell’Unione europea è parte della nostra ragione di Stato”. Lo ha detto Angela Merkel, parlando al Bundestag e sottolineando l’importanza della solidarietà europea. “L’Europa non è l’Europa se non si è pronti a sostenersi gli uni con gli altri, nei tempi di un’emergenza non si ha colpa”, ha affermato. “In questa crisi abbiamo anche il compito di dimostrare chi vogliamo essere come Europa”, ha aggiunto. “Viviamo tempi straordinari”, siamo di fronte alla “più grande prova” dalla seconda guerra mondiale e “in gioco c’è la tenuta dell’Europa”, ha aggiunto sottolineando la richiesta che il pacchetto da 500 miliardi previsto dalle misure dell’Eurogruppo sia velocemente disponibile. “Spero che per il 1 giugno questi soldi siano effettivamente disponibili”. La cancelliera ha sottolineato che sono importanti per le linee di credito preventive, per le Pmi e per i lavoratori in Europa, sottolineando che su alcuni aspetti servono dei passaggi parlamentari, che coinvolgeranno anche il Bundestag.  “Una cosa è chiara: dovremo essere pronti a dare contributi chiaramente più alti per il bilancio europeo”, ha proseguito Merkel. Nella pandemia bisogna “agire in modo veloce”, per la mutualizzazione del debito si dovrebbero “modificare i trattati”, e questo richiede tempo e il coinvolgimento dei parlamenti. “Riusciremo a superare questa prova gigantesca come società e come Europa”, ha affermato la cancelliera.