
(Tommaso Merlo) – Altro che strangolare la Russia per detronizzare Putin o l’Iran per distruggere la Repubblica Islamica, l’esercito è schierato nelle nostre città e a finire assediati sono gli inetti governanti occidentali finiti nel mirino di popoli impoveriti e imbestialiti dal modo osceno in cui sono governati. Alla fine la guerra ce l’hanno portata in casa e dopo averla sovvenzionata in armi e miliardi, la paghiamo anche al supermercato e al distributore. Ma non tutto il male viene per nuocere. Dopo decenni a guardare le guerre in televisione e girare pure canale, contro Russia ed Iran i teleconsumatori occidentali si alzano dal divano per protestare contro una crisi devastante e che potrebbe essere solo all’inizio se non ricomincia a sgorgare oro nero dalle steppe russe e dal Golfo Persico. Sono decenni che l’Occidente a matrice americana perde guerre lasciandosi alle spalle dolore, distruzione e crimini di guerra di cui nessuno risponde, ma se danneggia i propri cittadini allora non può più far finta di niente o nascondersi dietro alla becera propaganda. I popoli occidentali non volevano né la guerra con la Russia né con l’Iran, eppure come al solito i governanti se ne sono fregati, da Washington a Roma passando per Bruxelles. Tutti al guinzaglio della trilionaria lobby della guerra e col circo mainstream a fare da palo. Erano convinti di vincere facile ed invece la loro arroganza è finita sotto i missili iraniani e l’artiglieria russa. Due sconfitte non solo militari ma anche strategiche ma anche economiche e che accadono nel momento storico peggiore, aggravando cioè un declino in corso da decenni. Milioni di cittadini occidentali già vivevano al limite e con queste guerre sono finiti sul lastrico ma dato che anche il loro stato è sul lastrico, non ha i mezzi per aiutarli anche perché gli ultimi spiccioli li ha spesi in ulteriori armi. E’ cronaca. Da Washington a Roma passando per Bruxelles, inetti governanti finiti nel mirino di popoli impoveriti e imbestialiti dal modo osceno in cui sono governati. La viva speranza è che la crisi in corso si aggravi al punto da stroncare le carriere dei politicanti responsabili in modo da lanciare nuova era in cui la politica torni ad essere una attività seria fatta da persone serie e con motivazioni serie tipo il bene comune e non il proprio meschino ego. Siamo difronte ad un disastro di tale entità e così facilmente evitabile che le malelingue ritengono sia frutto di una “grande strategia” occulta, quella della terza guerra mondiale contro la Cina colpevole di prendere il largo mentre l’impero implode. Una strategia che prevedeva la sottomissione della Russia e dell’’Iran per accaparrarsi di risorge energetiche a prezzi stracciati e sottrarle al nemico. Un disegno che include il Venezuela prima risorsa petrolifera al mondo, la Nigeria principale fonte petrolifera africana che nel silenzio totale Trump ha bombardato di recente e le scaramucce nell’Artico. Guerra energetica e quindi economica che quando serve diventa militare con basi da piazzare tutt’attorno a Dragone Giallo in attesa dello scontro diretto. Un progetto ambizioso da perseguire convertendo le decrepite industrie occidentali in belliche in modo da rilanciare una crescita al fetore di morte e distruzione, ed una guerra da combattere in trincea con giovani emarginati e sotto educati che rivedono nell’esercito un modo per tirare avanti nonché immigrati che non riescono a deportare e si vogliono guadagnare la cittadinanza. Lo smantellamento dello stato sociale e il degrado generale farebbero quindi parte della strategia per alimentare ignoranza e risentimento da convogliare a fini bellici. Certo, difficile credere che le classi deficienti che ci ritroviamo siano capaci di “grandi strategie” dato che non vedono al di là della prossima poltronata elettorale, ma non è da escludere che sia questa l’agenda dello stato profondo che da decenni combatte guerre contro le volontà popolari e perfino governative. La trilionaria lobby della guerra ed i suoi complici politici e mediatici che dalla guerra permanente localizzata vogliono passare alla terza guerra mondiale contro la superpotenza cinese in modo da controllare le risorse energetiche e quindi continuare a dominare il mondo. Una grande strategia che per fortuna sta andando in malora sotto ai missili ipersonici iraniani e ai colpi dell’artiglieria russa ma anche perché per la prima volta i teleconsumatori pagano le conseguenze della guerra sulla loro pelle ogni volta che mettono il naso fuori di casa e mano al portafoglio. Già, non tutto il male viene per nuocere. Alla fine la guerra ce l’hanno portata in casa e a venire accerchiati dai loro popoli sono i guerrafondai nostrani altro che Putin e l’Ayatollah. La viva speranza è che la crisi in corso si aggravi al punto da stroncare le carriere dei politicanti responsabili di tale storico disastro in modo da lanciare nuova era di pace e in cui la politica torni ad essere una attività seria fatta da persone serie e con motivazioni serie tipo il bene comune e non il proprio meschino ego o qualche potere occulto.