(Tommaso Merlo) – Le proteste sono sacrosante e se la crisi si aggraverà potremo assistere a una benefica rivoluzione politica in tutta Europa. In Francia siamo alle sommosse popolari con municipi in fiamme, razzie nelle boutique e forze dell’ordine in fuga dalle sassaiole. Il tutto mentre Macron assiste all’esclusivo concerto di Céline Dion accanto al suo maritino. Apoteosi dell’aristocrazia politica con insulsi mediocri piazzati al potere da potentati senza volto e senza cuore per servire la folle agenda neoliberista. Distruzione dello stato sociale in nome del mercato o meglio di lorsignori che lo controllano, diritti solo se il bilancio lo permette, povertà come colpa o effetto collaterale e guerra permanente come business e distrazione di massa mentre caste satolle si svaccano nei palazzi rococò. Alle prossime presidenziali francesi si affronterà l’estrema destra e quella sinistra anche se in realtà l’unica vera frattura politica oggi è tra chi è sopra e chi sotto. E dato che chi è sotto si divide in fazioni ideologiche, quelli sopra riescono sempre a galleggiare. In Francia come in tutta Europa con presunti leader che fanno a gara a chi ha gli indici di gradimento più imbarazzanti. Neoliberalismo, comandano i potentati senza volto e senza cuore e più è scarsa la politica meglio è per loro. Un sistema che si fonda sull’ingiustizia sociale e quando il treno deraglia, sono dolori perché in realtà a riuscire ad abbuffarsi sono sempre più in pochi. Perfino le classi medie ormai vivono sull’orlo del baratro e basta un venticello per farle precipitare nell’indigenza. Una vita a rispettare ossequiosi il sistema per poi venirne esclusi. Una vita tartassati dalla pubblicità per poi non potersi permettere nemmeno l’essenziale. Ma questa crisi non è solo energetica e quindi economica e quindi sociale, è anche politica perché palesemente colpa dei politicanti che non solo scaldano le poltrone senza combinare nulla ma ci hanno pure trascinato in due guerre suicide. Nello stesso momento storico e perdendole entrambe. Una politica di qualità sempre più pessima e se in tempi ordinari ti puoi permettere poltronari ordinari, in tempi turbolenti come questo hai bisogno del meglio che la società può offrire. In Italia il governo più a destra dai tempi del ventennio aveva il paese in mano e si è giusto occupato di beghe di palazzo come le paranoie contro la Magistratura o di legge elettorale inchinandosi senza dignità ai deliri guerrafondai di Washington e Bruxelles. Un governo che non mastica bene neanche l’italiano ed ha ignorato sistematicamente tutti i problemi strutturali del paese. Perché troppo complessi e poco redditizi per una politica tutta marketing e bolle mediatiche. Politicanti esperti giusto in ingegneria poltronistica e sfacciata propaganda che nonostante decenni di nulla di fatto e disastri continuano a candidarsi perché tra i privilegi hanno perfino quello di non dover rispondere dei risultati raggiunti. E se l’incapacità non è una colpa, lo è il fregarsene dei propri fallimenti pur di tenersi la poltrona. Perché significa mettere prima se stessi perfino del proprio paese e delle persone che in esso soffrono per colpa della tua inadeguatezza. Egoismo carrieristico viscerale che crea una aristocrazia politica sempre più ottusa ed arrogante che elezione dopo elezione si arricchisce e si estranea occupandosi di sondaggi e scaramucce social, occupandosi della propria rete di potere e del proprio chilometrico guardaroba, godendosi l’alta società e quindi attici e ville e vacanze lussuose alla faccia di chi gli vuole male. Soldi, prestigio, potere, celebrità con l’auto blu sempre sotto casa e il mondo che attende le loro illuminatissime esternazioni. Una droga pesantissima che ti autoconvince di essere speciale o addirittura migliore degli altri, e che il potere è privilegio e non servizio, e che la politica è cruda lotta per il potere e non umile e concreto servizio ai poveri cristi della tua comunità. Poltronari ordinari che ti puoi permettere in tempi ordinari, ma non certo in tempi turbolenti come questo in cui decenni di aristocrazia politica al rimorchio del delirante neoliberismo e due guerre suicide contemporanee, hanno fatto detonare le contraddizioni di un sistema che promette una falsa felicità materiale riservata peraltro a sempre meno privilegiati e che devasta tutto ciò che è pubblico. A partire dallo stato sociale che è l’unico modo per ridistribuire in modo saggio la ricchezza e quindi costruire una società sana e garantire una qualità della vita dignitosa per tutti. Oggi l’unica vera frattura politica è tra chi è sopra e chi sotto e invece di farsi dividere ed usare, i cittadini dovrebbero unirsi democraticamente per sbarazzarsi dell’aristocrazia politica che ci ha trascinato in questo baratro. La via d’uscita è semplice, quella della pace e della vera democrazia in mano da una politica di qualità e cioè espressione dei cittadini e al loro esclusivo ed umile servizio.