(di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – Accortosi che inspiegabilmente la riabilitazione di Matteo Renzi non dà i frutti sperati (resta il leader meno gradito di tutti, dietro a due bocconcini come Lupi e Magi), il Corriere ha cambiato strategia: elogiarne le qualità politiche, ma con nonchalance, senza dare nell’occhio, anzi, fingendosi pure scocciati che di questo Renzi si parli un po’ troppo.

Il cortocircuito si è concretizzato negli ultimi giorni. Come noto, mentre il leader di Iv applaude Meloni in Senato tenta anche di dare le carte per una lista centrista del cosiddetto Campo largo. Un qualsiasi marziano si metterebbe a ridere, ma qui la cosa non solo viene presa molto seriamente, ma è pure caldeggiata dalle migliori firme. Per assecondare il piano, l’altro giorno Massimo Gramellini ha scritto sul Corriere che Renzi ha stufato, se ne parla troppo: “A sinistra parlano più di Renzi che di bollette, più di Renzi che di Putin”. A scandalizzarlo c’è il fatto che i 5Stelle “vogliono garanzie perché non si fidano”, vai a sapere il motivo. C’è solo un problema: per settimane il Corriere e La7, che condividono la proprietà, hanno gonfiato Renzi dedicandogli pezzi e interviste e accreditandolo di una centralità persino eccessiva. Non più tardi di quattro giorni fa, ritrattone-colloquio a firma Tommaso Labate: “Renzi, centrista barricadero sotto attacco: ma io li sfido tutti, vediamo se hanno i voti”. Martedì invece era ospite da Giovanni Floris, dove in un mese, da quando è ripartito il programma, è stato già tre volte. Coi lettori del Corriere Renzi non si faceva vivo addirittura da un paio di settimane, un’enormità, quando il quotidiano si era premurato di pubblicare una pagina di anticipazione del suo libro.

Nel frattempo si era trovato il modo di parlare di lui in varie maniere, compresa un’intervista a Corrado Augias. Domanda: qual è il politico più simile a Machiavelli? Ma certo: “Matteo è uno dei politici che più si avvicinano a quel modello di stratega intelligente, lucidissimo, pronto a fare i calcoli giusti. Ama la pace ma non disdegna né la guerra né le azioni spregiudicate per raggiungere un disegno che per lui è giusto e utile per il Paese”. Ecco sì, perché il lettore potrebbe fraintendere, Machiavelli in senso buono: “Renzi ha sempre agito nell’interesse generale, quello che ha rovinato è stato un ego gigantesco. Se si togliesse un po’ di quella sbruffoneria da toscanaccio, diventerebbe il miglior politico in circolazione”. Certo, e la vera piaga di Palermo è il traffico.