
(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – L’avvocato le chiede ancora, le garanzie. E non parla solo di Matteo Renzi, il fu rottamatore che – come raccontato dal Fatto – non vuole in ruoli di governo, tanto da provocare la reazione del capo di Italia Viva a DiMartedì: “Di fare il ministro non me ne frega niente”. Giuseppe Conte vuole anche altro, vuole di più. Ossia che il vincitore delle primarie non venga sabotato subito dopo dai partiti. Ergo, il candidato a Palazzo Chigi dovrebbe poter discutere con tutta la coalizione della composizione dei gruppi parlamentari, ragionando sulle candidature e il loro taglio politico. Intendeva anche questo, l’ex premier, quando ieri al convegno Insieme per il futuro di Roma e del Lazio ha detto: “Credo che un progetto progressista non possa essere un insieme di sigle ma debba essere coerente: bisogna trovare meccanismi per garantire una legislatura quinquennale”. Altrimenti “dureremo un quarto d’ora” ribadisce un 5Stelle di peso. Serve ordine, insomma. Nella composizione delle liste, con il centro che ad oggi è un magma, e nella definizione dei pesi e dei ruoli parlamentari. Prima però bisognerebbe vincerle, le elezioni. E prima ancora va costruito un programma di governo condiviso. Non semplice. E non è solo questione di Ucraina, su cui ieri l’ex premier ha tenuto la sua linea – “Rimaniamo assolutamente convinti che la strada non sia l’escalation militare, serve una svolta negoziale” – pur riconoscendo che i progressisti “hanno fatto un passo avanti” con le astensioni incrociate sulle rispettive risoluzioni alla Camera , per poi rivelare che lui ha il nome di un negoziatore ideale, ma non lo fa “per non bruciarlo”.
Il punto resta anche la patrimoniale, a cui Conte è contrarissimo, nonostante anche una parte del suo partito – con Chiara Appendino in prima fila – la invochi. “Vorrei uscire dal quadro ideologico. Quando è stata fatta in Europa non ha mai funzionato” teorizza. “Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni lo sanno?” gli viene chiesto, visto che i rossoverdi ne sono antichi sostenitori. E lui: “Glielo diremo, ma porterò tutta la documentazione. Non sono ideologico in questo momento”. Bonelli e Fratoianni però rispondono a stretto giro: “Caro Giuseppe, anche noi non siamo per nulla ideologici e porteremo al tavolo della discussione materiali e studi che dimostrano come le obiezioni più frequenti, a cominciare dalla fuga dei capitali, siano largamente infondate”. Replica dietro a cui c’è anche il fastidio di Avs per “la tendenza di Giuseppe a intestarsi tutto, ultimamente” come spiega un rossoverde. In questo clima, Renzi (ri)giura di essere indispensabile: “Tutti i sondaggi dicono che il centrosinistra è avanti di un soffio e che il voto di Iv fa la differenza. Per anni tutti a ironizzare sul nostro 2,5 per cento e poi scopriamo che è proprio quello che serve per vincere”. E a sostegno, rilancia sui social la supermedia sui sondaggi di YouTrend. A margine, le scorie degli applausi della destra del Pd a Meloni, mercoledì. Così se il dem Filippo Sensi promette che “il governo progressista manderà armi per davvero all’Ucraina”, il 5Stelle Francesco Silvestri gli risponde così: “Gliele può portare Sensi, personalmente”. Buon campo largo.
L’uomo che sussurrava ai cavilli è implacabile. Vuole costruire una serie di meccanismi arzigogolati, per puntare alla presidenza del consiglio col suo 10% stiracchiato, preso per altro solo al Sud. Cavillando allo sfinimento col Pd e Renzi. Io ogni volta che sento Conte penso al povero Casaleggio: cosa proverebbe Gianroberto vedendo come si è ridotta la sua creatura? Nemmeno nei suoi peggiori incubi poteva immaginarsi una fine così indecorosa. E poi la questione ‘Patrimoniale’ è grottesca. Perché Conte la allontana come la peste? Per altro il suo elettorato è in larga parte favorevole, perché non è stata posta a votazione a Nova?
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ora abbiamo anche un medium, che legge nel pensiero dei morti.
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Un ulteriore plauso al nostro Presidente Conte…..!!!
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Al lavoro de c arognis….. sempre contro Conte e spingitore di renzi.
Della serie Conte vuole…Conte…pretende, Conte sceglie… e gli iscritti ? ….DIMENTICATI per carognis!
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La prudenza non è mai troppa e fidarsi del bullo di Rignano sarebbe da sciocchi.
Bene fa Conte a non fidarsi e bene fa a pretendere che nessuno della sua masnada (di Renzi) entri nel governo per poterlo ricattare.
Mancheranno il due pro/cento dei suoi elettori? Non credo, andranno a votare il piddì che sarà ben lieto di accoglierli e in compenso ben oltre il due pro/cento di astenuti si recheranno nei seggi a rivotare qualcosa di più pulito.
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Sono riuscito a commentare ma non riesco a inserire dei like.
Il moderatore può intervenire? Grazie
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