
(Tommaso Merlo) – Capitali come Roma contano sempre meno perché il vero potere è altrove. I cittadini vengono illusi in campagna elettorale e poi i politicanti ubbidiscono a chi comanda davvero dietro le quinte. Gran parte della nostra sovranità l’abbiamo persa per ragioni economiche, paesi indebitati fino al collo come l’Italia sono in mano agli strozzini del casinò finanziario globale. Se qualcuno a Roma si mettesse a spendere e spandere, qualche sciacallo di New York comincerebbe a speculare sul nostro fallimento. Eppure nessun politicante parla di ripagare l’abnorme debito pubblico perché richiederebbe strategie emergenziali di lungo periodo e sacrifici che non rendono in campagna elettorale e così ogni anno buttiamo via circa cento miliardi di interessi invece di usarli per migliorare il nostro paese. E così a Roma bisticciano con gli spiccioli e tagliano stato sociale e diritti per far cassa con pure la beffa che i debiti continuano ad aumentare e con essi la nostra prigionia. Poi c’è il furto di sovranità politica e qui i ladri sono molteplici. Innanzitutto l’impero americano, l’Italia è una portaerei americana di stanza nel Mediterraneo e pure nucleare. Siamo la colonia europea più servile e ruffiana sia per nostra indole sia per la qualità sempre più imbarazzante dei leader che partoriamo, gente che si prostra quando va in pellegrinaggio alla Casa Bianca e che in inglese sa dire solo “yes”. E dato che in America comandano i sionisti, siamo succubi pure di loro facendo bestemmiare nella tomba i nostri padri costituenti. Già, oltre alla spazzatura hollywoodiana e alimentare, dall’altra sponda dell’oceano è sbarcata pure la mafia lobbistica, gruppi economici e ideologici che entrano nei palazzi del potere politico e mediatico dalle porte sul retro e si siedono a capotavola a dettare l’agenda alla faccia dei fessi che ancora si prendono la briga di andare a votare ed informarsi. Sulla carta il potere appartiene al popolo ma in realtà appartiene a chi ha i soldi per comprarsi perfino la democrazia. Altri ladri di sovranità sono le istituzioni internazionali tipo la Nato, il braccio armato del decadente impero americano che trascina da decenni le meschine colonie europee in guerre che hanno il solo scopo di svuotare gli arsenali e riempirli di nuovo in modo da far ingrassare a dismisura la lobby della morte e della distruzione. Il tutto fottendosene altamente dei cittadini europei ma anche americani che vorrebbero la pace e che i loro soldi fossero spesi in modo più intelligente tipo per costruire un mondo migliore invece che per distruggerlo. Altro ladro di sovranità è la Commissione Europea nata per servire i popoli del continente e finita per servire il verminaio lobbistico di Bruxelles che ha il duplice scopo di farsi scrivere leggi e regolamenti favorevoli ed abbuffarsi di appalti. Un parcheggio di politicanti trombati e di ideali infranti infestato di inverecondi parassiti e guerrafondai. Ma c’è anche un livello più profondo. I cittadini hanno perso sovranità per mano di un ladro invisibile, l’ego dei politicanti che si arrapa solo con gli affaracci propri. La politica offre soldi, potere, visibilità e status sociale ed attira quindi il peggio della società. La politica è poi rapidissima come ascensore sociale e in paesi come il nostro non richiede nessuna particolare qualità o merito, basta sbaciucchiare il deretano del boss giusto al momento giusto e al massimo portare voti. Conta la lingua e non cuore e cervello e tantomeno attributi. Politicanti che una volta accomodati diventano un tutt’uno con la poltrona e invece di sputare sangue per risolvere le grane dei poveri cristi, s’ammalano di viltà conformistica e s’imborghesiscono. Vestendosi da carnevale altolocato, ricorrendo a qualche ritocchino e mettendosi a parlare una lingua astrusa stando attentissimi a non infastidire troppo il sistema in modo da riuscire a riciclarsi all’infinito. Certo, per riconquistare un minimo di sovranità aiuterebbe una migliore qualità della politica. Promettere a vanvera in campagna elettorale dovrebbe diventare un reato punibile con l’incandidabilità e i politicanti vanno selezionati, valutati e pure pagati come tutti i comuni mortali. Aiuterebbe ma non basta. E la sovranità non è nemmeno questione di rigurgiti nazionalistici da secolo scorso che alla lunga hanno portato solo alla guerra. La sovranità è una questione democratica di fondo che verrà riconquistata quando il potere politico tornerà ad appartenere solo ed esclusivamente al suo legittimo sovrano e cioè al popolo.
“Siamo la colonia europea più servile e ruffiana sia per nostra indole sia per la qualità sempre più imbarazzante dei leader che partoriamo, gente che si prostra quando va in pellegrinaggio alla Casa Bianca e che in inglese sa dire solo “yes”. ”
Puro realismo!
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