(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] Gli editorialisti del pensiero progressista europeo si sono rallegrati in coro per il Premio Nobel per la pace attribuito a Navi Pllay e hanno richiesto che la condanna dei crimini di guerra valga non solo per Israele ma anche per la Russia. L’analisi è utile ma oggi abbiamo bisogno di sintesi. Ricordo al riguardo i miei colleghi a Bruxelles vantare i piccoli passi compiuti in dossier settoriali e restare indifferenti alle mie obiezioni sulla caduta verticale dell’Ue nel suo complesso, sempre più disprezzata dalle masse popolari. Vi è un chiaro tentativo dei Dem e dei loro accoliti europei di riprendere il controllo della narrativa. Aldous Huxley, nel suo capolavoro Il mondo nuovo descrive i sentimenti che proviamo nell’assistere impotenti allo spettacolo della politica europea, alla sua sottocultura. […]

La percezione di essere spettatori di una recita ben architettata che cela la realtà di un mondo distopico ci sgomenta. Ascoltiamo le dichiarazioni relative all’attribuzione del Nobel della Pace alla funzionaria internazionale Navi Pillay che ha avuto il coraggio di denunciare il genocidio di Gaza a cui segue la reazione delle destre filo-israeliane e trumpiane. Entriamo in libreria a Roma come a Bruxelles per scoprire come mediocri autori costruiscano le loro carriere sulla propaganda e la demonizzazione di chi l’Occidente elegge di volta in volta a nemico.

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Il Comitato del Nobel per la pace è composto dal 5 persone elette dal parlamento norvegese, soprattutto politici che restano in carica per diversi anni. Lo stesso comitato nel 2025 ha attribuito il premio a Corina Machado, figlia di un magnate del petrolio venezuelano, pupilla di Trump, attivista per il colpo di stato contro Maduro e per le privatizzazioni a vantaggio della finanza di Washington. Alcuni progressisti lodarono la decisione come oggi applaudono alla giusta premiazione di una donna coraggiosa e integra. Le destre becere intitolano i loro rattrappiti articoli nel linguaggio e nell’analisi: il Nobel premia Hamas. Lo sanno le destre e il centro-sinistra che non hanno nulla da temere? Il fondo sovrano petrolifero norvegese ha ancora 29 aziende israeliane nel suo portafoglio e i profitti della cooperazione tecnologica e militare con Tel Aviv sono aumentati del 15% dal 2025 ad oggi, realizzando 2,7 mld di euro. L’opinione pubblica si polarizza tra filosionisti e protettori di Gaza e del diritto internazionale; tra i sostenitori di Trump e chi lo detesta, ma non riesce a pronunciare la parola genocidio e crede che poi in fondo Maduro non fosse uno stinco di santo ed è un bene sia restato in prigione. Chi si ricorda più di quest’uomo che urla in un carcere speciale la sua innocenza? La Meloni non ha avuto molti scrupoli a condividere le scelte israelo-americane di attacco all’Iran, il centro sinistra ha lamentato qualche violazione del Diritto internazionale per tornare a demonizzare il governo teocratico di Teheran. Sogniamo la notte di non riuscire a respirare, ci stanno togliendo l’aria. Abbiamo una oligarchia internazionale divisa in alleanze politiche di opposto colore, che partecipano alle medesime scelte di politica internazionale e economica, e condividono i paletti del pensiero unico occidentale, liberista e atlantista. Inutile ricordare che il genocidio di Gaza è iniziato con la piena complicità di Biden, che l’Europa è ancora strettamente legata alla cooperazione tecnologica e militare con Israele, che Macron e i laburisti inglesi, la Nato di Rutte, sono stati essenzialmente complici insieme alla Meloni dell’attacco illegale all’Iran. L’elettorato progressista è convinto che esista un Occidente diverso, identificato con i Dem Usa e l’Ue. Essi condannano, nonostante l’essenziale complicità, il genocidio, si battono per la democrazia in Ucraina contro gli autocrati ( Trump, Putin, Xi ), e leggono in estasi gli editoriali del Guardian o di Repubblica, che celebrano i valori europei. Il nichilismo si incarna nel consumatore per professione, nel narciso individualista per vocazione, ma lo show must go on.

[…] La società civile illuminata europea si culla in un nuovo suprematismo bianco, più radicato e sottile, che fabbrica valori propagandistici contro il Sud globale, Mosca, Pechino, Teheran, Caracas. Dimentiche della continuità politica tra Obama e Trump nell’assedio di Cuba, nella protezione di Israele e nella fabbricazione di un’Ucraina nazional-socialista, le anziane borghesi e i giovani no Kings, si scagliano contro la destra becera trumpiana, e contribuiscono alla grande messa in scena del politichese, che alla Cnn o su La7, trova una magnifica risonanza. Navi Pilley è una donna verso la quale va tutto il nostro rispetto. Strano sia in compagnia di Corina Machado. Tutto si confonde nel mondo di Barbie, il fascismo di Trump e la libertà di Ursula von der Leyen, difesa con la censura. I dati esistono ma sono ignorati, nell’illusione della conoscenza, soffochiamo ogni possibile risveglio dall’incubo contemporaneo.