L’udienza preliminare nel caso della presunta truffa all’INPS, di cui è accusata l’ex ministra Daniela Santanchè, è rinviata al 3 febbraio 2027. L’appuntamento è slittato di circa quattro mesi per attendere una decisione della Corte costituzionale, chiamata in causa dal Senato questa estate.

(di Luca Pons – fanpage.it) – Si allungano ancora una volta i tempi nel caso della presunta truffa all’INPS di cui è accusata l’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè. L’udienza preliminare è iniziata quasi esattamente due anni fa, il 9 ottobre 2024, ma oggi è stata rinviata nuovamente al 3 febbraio 2027.
Il motivo è che è necessario attendere una decisione della Corte costituzionale, richiesta dal Senato, che settembre dello scorso anno aveva presentato un ricorso sostenendo che la Procura di Milano non avrebbe dovuto usare nelle indagini mail e registrazioni audio che coinvolgevano direttamente Santanchè. I giudici della Consulta tratteranno la questione a partire dal 4 novembre.
Il caso della presunta truffa all’INPS
La vicenda è quella, tra i vari casi giudiziari che coinvolgono l’ex ministra, più spinosa sul piano politico. Secondo l’accusa, durante la pandemia da Covid-19 due società – Visibilia Editore e Concessionaria – avrebbero chiesto la Cassa integrazione in deroga, una misura che il governo aveva previsto per le imprese in difficoltà. Ma, anche dopo aver ottenuto i fondi, le società avrebbero continuato a far lavorare i propri 13 dipendenti.
Nel complesso, tra maggio del 2020 e febbraio del 2022, sarebbero stati incassati illegalmente 126mila euro di fondi pubblici. Daniela Santanchè, all’epoca non ancora ministra, sarebbe stata a conoscenza di questo meccanismo fraudolento, sempre secondo la Procura. Insieme a lei, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio anche per il compagno Dimitri Kunz.
Il caso era emerso nel 2023, e le indagini degli inquirenti di Milano avevano portato alla richiesta di rinvio a giudizio nel maggio del 2024. A ottobre l’udienza preliminare aveva avuto il via, ma nei mesi successivi erano intervenuti una serie di ritardi e rinvii.
Nel frattempo sono andati avanti gli altri procedimenti legali che riguardano l’ex ministra. A luglio si sono chiuse le indagini per bancarotta, falso in bilancio e truffa allo Stato e a breve è attesa la richiesta di rinvio a giudizio. Sono coinvolte sedici persone, tra cui anche Santanché e l’ex compagno Canio Mazzaro. Domani, invece, ripartirà il processo per il presunto falso in bilancio su Visibilia.
Perché l’udienza preliminare slitta fino a febbraio 2027
Il motivo del rinvio dell’udienza preliminare per la presunta truffa all’Inps è che, a settembre del 2025, il Senato aveva deciso di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. In sostanza, il centrodestra sostiene che la Procura di Milano non avrebbe dovuto usare, nel corso delle indagini, alcune mail inviate da Santanchè e registrazioni audio di conversazioni in cui era presente. Avrebbe dovuto, invece, chiedere l’autorizzazione al Senato. La linea degli inquirenti, invece, è che non ci siano problemi perché questi atti non erano stati raccolti con intercettazioni: li aveva fatti avere alla Procura direttamente un dipendente di Visibilia.
Fin da ottobre 2025, quindi, l’udienza preliminare è stata rinviata. A giugno di quest’anno, poi, la Corte costituzionale ha ammesso il ricorso del Senato. Ovvero, ha stabilito che è una questione che va effettivamente trattata dalla Corte. L’udienza sul tema è prevista per il 4 novembre. Se la Consulta darà ragione al Senato, la Procura milanese dovrà chiedere a Palazzo Madama di poter utilizzare gli atti in questione – andando probabilmente incontro a un ‘no’ della maggioranza di centrodestra. Se invece la Corte respingerà il ricorso, si potrà proseguire con l’udienza preliminare. Per questo, la giudice Tiziana Gueli ha rinviato fino al 3 febbraio, per avere la ragionevole certezza che, a quel punto, la sentenza sia arrivata.