L’altro accordo. Il tycoon incalza: “Gli europei hanno già sborsato 250 mld in gas”. E suo genero, Kushner, ha parlato del gasdotto con il consigliere del russo

(di Cosimo Caridi – ilfattoquotidiano.it) – “L’Unione europea ha pagato alla Russia 250 miliardi di dollari per l’energia e i media delle fake news non vogliono nemmeno avvicinarsi alla storia”. Donald Trump ha difeso così, ieri su Truth, l’accordo sul diesel chiuso al telefono con Vladimir Putin. “Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano. Sempre America First”. Mosca metterà sul mercato milioni di tonnellate di gasolio, le prime 300 mila subito. Il Tesoro Usa ha già concesso la licenza, un mese dopo la legge di sanzioni contro l’energia russa, firmata dallo stesso Trump. Con la guerra in Iran il prezzo del diesel negli Usa è salito di quasi il 70%.
Nelle stesse settimane, secondo Reuters, Jared Kushner, genero del presidente e suo inviato speciale, ha discusso con il Cremlino anche del Nord Stream, i gasdotti sotto il Baltico che portavano il gas russo in Germania. Da Berlino, poche ore prima del post di Trump, Friedrich Merz aveva preso le distanze dall’accordo sul diesel. “Per la Germania e per l’Europa una decisione del genere è fuori discussione” ha detto il cancelliere; le sanzioni contro Mosca restano, anzi dopo gli ultimi bombardamenti sulla rete energetica ucraina andrebbero inasprite. Perché la Russia “negozierà seriamente solo sotto pressione”. Duecentocinquanta miliardi di dollari l’anno sono anche quelli che l’Europa si è impegnata a spendere in energia Usa.
Lo prevede l’intesa sui dazi firmata a luglio 2025 in Scozia da Trump e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen: 750 miliardi in tre anni. Il 96% del gas liquefatto sbarcato l’anno scorso a Wilhelmshaven, Brunsbüttel, Lubmin e Mukran, i terminal tedeschi costruiti di corsa dal 2022, veniva dagli Usa, secondo la Bundesnetzagentur, l’agenzia federale delle reti. Prima della guerra dal Nord Stream passava più di metà del gas comprato dalla Germania. Quei tubi, secondo la procura federale tedesca, li hanno fatti saltare gli ucraini, il 26 settembre 2022. A luglio i magistrati di Karlsruhe hanno incriminato Serhii Kuznietsov, ex ufficiale dell’esercito di Kiev arrestato a Rimini nell’estate 2025. La procura ritiene che il commando dello yacht Andromeda abbia agito “su ordine di autorità statali ucraine”. Il processo dovrebbe aprirsi ad Amburgo il 26 ottobre. Kiev nega. Berlino ha incassato ed è rimasta il primo sostenitore militare europeo dell’Ucraina. Del Nord Stream Kushner ha parlato con Kirill Dmitriev, l’uomo di Putin per gli investimenti esteri. L’idea è far entrare un investitore americano nei gasdotti. I due si sono visti a Mosca e a New York e il dossier, scrive Reuters citando cinque fonti, resta sul tavolo. La Casa Bianca smentisce colloqui “recenti” ma mette le mani avanti: ogni affare con i russi dovrà passare dal Tesoro. E dovrà convenire a contribuenti e aziende statunitensi.
Mentre Washington tratta affari con Mosca, il generale statunitense Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze Nato in Europa, avverte che l’Alleanza non cerca la guerra, ma che nessuno deve scambiarla per debolezza: “Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci combatteremo”. Ha descritto tre fasi in caso di aggressione: bloccare l’attacco, smorzarne la forza e, se non cessa, “neutralizzare le forze che lo stanno sferrando”. Sul Nord Stream il ministero dell’Economia tedesco ha risposto a Reuters ricordando che i gasdotti sono sotto sanzioni europee e che la Germania ha già trovato alternative. Michael Kellner, deputato verde ed ex sottosegretario all’Economia con Olaf Scholz, è meno diplomatico, parla di un “accordo sporco” che costerà caro all’Europa e chiede al governo di non lasciare che il Nord Stream finisca in mani americane. L’unico partito tedesco che vuole riaprire i tubi è l’Afd, l’estrema destra. Dmitriev ne incontrerà i vertici all’inizio del prossimo anno.