Dall’uso malevolo dell’intelligenza artificiale al rischio di un conflitto atomico, passando per pandemie e crisi climatica: una nuova Commissione di The Lancet analizza i 17 pericoli globali per la salute e la sopravvivenza umana entro il 2100. E avverte: siamo ancora in tempo per intervenire

“L’umanità rischia l’estinzione”: dall’intelligenza artificiale alla guerra nucleare, la lista delle 17 minacce catastrofiche per il futuro del pianeta di The Lancet

(di30science per Il Fatto – ilfattoquotidino.it) – Dall’uso malevolo dell‘Intelligenza artificiale al rischio mai del tutto sradicato di un conflitto nucleare: sono le due principali minacce della storia recente dotate di un diretto e spaventoso potenziale d’estinzione per la specie umana. Attorno ad esse orbita però un’intera costellazione di altri quindici rischi globali che compongono la lista delle 17 minacce catastrofiche identificate dalla nuova Commissione di The Lancet, presentata al World Health Summit 2026 di Berlino.
Il quadro tracciato dagli esperti insieme all’Institute for Health Metrics and Evaluation della University of Washington mappa i rischi per la salute e la sopravvivenza in 204 paesi e territori da qui al 2100. “Lo studio – commenta Richard Horton, direttore generale di The Lancet – propone un cambio concettuale radicale nel modo in cui pensiamo alle minacce future per la sopravvivenza umana”. L’esperto invita a superare l’approccio ai singoli problemi per affrontare “un paesaggio di pericoli molto più ampio e complesso che richiede un’azione coordinata”.

Tra le grandi sfide individuate figurano emergenze ambientali come il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico, insidie biologiche come le pandemie naturali e la resistenza agli antibiotici, e patologie legate agli stili di vita come l’obesità, l’ipertensione, il fumo, l’abuso di alcol, il disagio mentale e un invecchiamento non in salute. A completare il quadro sono le fratture sociali ed economiche: dalle guerre convenzionali alla malnutrizione infantile, fino alla disuguaglianza di reddito, ai deficit di istruzione e al calo degli aiuti internazionali destinati alla sanità nei paesi in via di sviluppo.

Per ciascuna minaccia, la Commissione ha calcolato il divario tra il migliore e il peggiore scenario futuro misurando gli anni di vita sana persi a causa di disabilità o morti premature evitabili. I numeri mostrano come l’azione preventiva possa fare la differenza. Prevenire il rischio di un uso ostile dell’IA potrebbe risparmiare all’umanità 10,4 miliardi di anni di vita sana, mentre scongiurare un conflitto atomico eviterebbe 133 milioni di decessi diretti. Sul fronte climatico, contenere il riscaldamento globale entro 1,8 gradi anziché lasciarlo salire a 4,4 eviterebbe la perdita di 1,89 miliardi di anni di vita sana. Ancora più imponente è l’impatto della disuguaglianza economica, capace di causare entro il secolo un danno alla salute equivalente a 25 pandemie di Covid-19, pari a 13,8 miliardi di anni di salute persi.

L’impatto di questi scenari colpirà con maggiore durezza i contesti marginalizzati. Basti pensare che l’Africa subsahariana rischia di sopportare circa il 70% del peso complessivo legato al crollo dei finanziamenti internazionali per la salute. “Gli eventi globali recenti – dichiara la co-presidente della Commissione Natalia Kanem – ci mostrano con quanta rapidità la stabilità possa cedere il passo alla crisi e quanto sia costoso rispondere solo dopo che il disastro è avvenuto”.

Il messaggio di fondo degli studiosi rimane tuttavia ancorato alla possibilità di cambiare rotta. Christopher Murray, co-presidente della Commissione e direttore dell’IHME, osserva che “il dato più eclatante non è solo la scala di queste minacce, ma il fatto che l’umanità conserva ancora la capacità di agire“. Murray ricorda che «tutte e diciassette le minacce sono interconnesse, ed è per questo che devono essere affrontate insieme e non in modo isolato”.
Per tradurre l’allarme in pratica, la Commissione lancia una strategia in tre mosse: costruire e finanziare sistemi sanitari pronti alla prevenzione con équipe dedicate all’analisi dei rischi, accelerare gli investimenti in innovazioni di rottura come nuovi vaccini, antibiotici e terapie contro l’obesità, e istituire un monitoraggio costante e indipendente per aggiornare le evidenze scientifiche. La posta in gioco è la stabilità del pianeta: coordinare i ministeri della salute con quelli della finanza e della sicurezza rappresenta l’unico percorso concreto per proteggere le generazioni future.

LINK ALLO STUDIO: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)01989-6/abstract