Matteo Salvini arriverà al congresso straordinario della Lega senza avversari, con una partita che sembra già scritta.

(Marco Antonellis – lespresso.it) – Matteo Salvini arriverà al congresso straordinario della Lega senza avversari, con una partita che sembra già scritta. E questo nei corridoi del Carroccio, alimenta malumori e sospetti: se il risultato è scontato, a cosa serve davvero convocare le assise? Per i fedelissimi serve a ricompattare il partito intorno al segretario. Per i critici: a certificare i rapporti di forza già esistenti.

Il nodo sono i delegati. Se, come previsto, saranno sostanzialmente gli stessi del congresso di Firenze, circa 900 tra eletti e nominati, per Salvini la strada verso la conferma sarebbe in discesa. Da qui la scelta di non presentare una candidatura alternativa e di spostare eventualmente la battaglia sul terreno delle mozioni e delle richieste del Nord.

Massimiliano Romeo, che nelle ultime settimane non ha nascosto le proprie critiche, ha usato una parola destinata a restare: «Trappolone». La sua posizione di capogruppo al Senato non sembra, almeno per ora, immediatamente in discussione. Ma sullo sfondo c’è la partita delle prossime candidature alle Politiche. E qui entra in scena Claudio Durigon. Il sottosegretario al Lavoro è oggi uno degli uomini più vicini a Salvini. Il suo ruolo è quello del garante del segretario, soprattutto in una fase in cui il fronte settentrionale chiede maggiore spazio e una discussione meno centrata sulla leadership.

Non è un dettaglio secondario. Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, assieme a Luca Zaia, osservano la partita con attenzione e condividono, almeno sul piano politico, diverse delle perplessità sollevate da Romeo. Il vecchio asse Nord non sembra intenzionato a sparire dietro una riconferma congressuale. Così il paradosso è servito: un congresso convocato per blindare la leadership rischia di diventare il luogo in cui si misura quanto quella leadership abbia ancora bisogno di essere blindata. Salvini può ottenere la conferma ed anzi rafforzarsi ulteriormente. Ma la vera partita, dentro la Lega, comincerà il giorno dopo.