
(Dott. Paolo Caruso) – Tetto nelle scuole, tetto finanziario agli ospedali, manca solo un tetto per i meno abbienti. Così “Giorgia” presenta il suo mondo fantastico fatto appunto di nulla che possa favorire i cittadini. La crisi della sanità pubblica in Italia ha raggiunto livelli storici, guidata da una fuga record dei medici dagli ospedali in cui le dimissioni volontarie hanno superato i pensionamenti. Secondo l’ultimo studio del sindacato Anaao Assomed, i camici bianchi scelgono sempre più spesso di abbandonare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) a causa di condizioni di lavoro insostenibili, stipendi inadeguati e un cortocircuito strutturale che ricade direttamente sui cittadini. Il fenomeno si articola attraverso dinamiche strettamente interconnesse: Turni massacranti e burnout. La cronica carenza di personale genera carichi di lavoro non più gestibili. I medici rimasti in servizio affrontano turni notturni e festivi continui, saltando riposi e ferie. Questa pressione costante porta a livelli elevatissimi di burnout, spingendo molti professionisti verso le dimissioni precoci (+150% registrato di recente), il trasferimento all’estero o il passaggio al settore privato. Gli stipendi non competitivi poi fanno il resto. Infatti a parità di responsabilità e ore lavorate, i medici ospedalieri italiani percepiscono retribuzioni nettamente inferiori rispetto alla media europea. Il divario è evidente nel confronto con gli altri Paesi. Infatti i medici italiani guadagnano circa il 70% in meno rispetto ai colleghi tedeschi, il 41% in meno rispetto ai medici del Regno Unito, e l’ 8% in meno rispetto ai medici spagnoli. L’ emorragia di personale riduce drasticamente la capacità operativa dei reparti, e per la popolazione il risultato immediato è l’ allungamento a dismisura delle liste d’ attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici. Questa paralisi spinge chi se lo può permettere verso la sanità privata o l’ attività in libera professione, la cosiddetta intramoenia, compromettendo il principio di parità di cura per tutti i cittadini. La gestione del sistema sanitario risente di logiche di lottizzazione politica e clientelare nelle nomine dei vertici aziendali, a scapito della meritocrazia, infatti i tre nominati, il Direttore Generale, il Direttore Sanitario e il Direttore Amministrativo devono rispondere del loro operato esclusivamente alla Politica e non ai cittadini. Tutto è concentrato nella gestione del Potere. Clientelismo anche affaristico come moltiplicatore di consensi, gestione privatistica dei vari concorsi pubblici, quasi sempre truccati, gare di appalto predestinate ai soliti compagni di merenda, il tutto ormai scudato dalla soppressione del reato di Abuso di Ufficio e dal depotenziamento del Traffico di Influenze illecite. La mancanza di meritocrazia nell’ evolversi delle carriere dei medici a cui si aggiunge un eccessivo carico burocratico che sottrae tempo prezioso alla cura del paziente, alimentano la frustrazione del personale che non si sente valorizzato. Sotto finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), Carenza cronica di medici e infermieri, Incapacità gestionale e politicizzata delle aziende sanitarie pubbliche, delineano una crisi strutturale profonda del SSN accentuata da dinamiche economiche e da una volontà dell’ attuale governo di mantenere allo stato quo il controllo clientelare del Personale e di spingere il Sistema salute verso il Privato, come nei desiderata dei vari “Angelucci” d’ Italia.
Dott.Caruso c’è da aggiungere il potere delle case farmaceutiche …il profitto sulla vendita dei farmaci.
Quelli da banco stanno superando quelli prescritti dal SSN.
Un piccolo caso di cui non voglio fare il nome del far,maco:
IL SSN emette un protocollo dove un farmaco viene prescritto(in cui si paga solo il ticket) per 3 /8 mesi,in altre patologie più gravi 3/4 mesi dopo di che se vuoi proseguire la terapia te lo paghi..un pò come gli spacciatori: le prime dosi sono gratis e dopo la dipendenza le paghi.
Ma oltre al fatto economico c’è anche un problema di responsabilità: se quel farmaco alla lunga crea problemi maggiori rispetto al suo fine,la società prodruttrice si maleva da ogni responsabilità.
Il tenore è questo ” ti ho avvisato, se alla lunga stai male ,la colpa è tua che te lo sei acquistato”!
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