(Gioacchino Musumeci) – Emanuele Fiano afferma che lascerà il Pd qualora si schieri contro il Ddl sull’antisemitismo proposto dal governo Meloni in accordo con alcuni elementi di spicco dell’area riformista Pd.

Secondo Fiano il Pd “ Sta perdendo se stesso”.

Ed è qui che bisogna fermarsi. Perché l’argomento è troppo serio per l’approccio ideologico a compartimenti stagni. Non voglio parlare del Pd, magari sta ritrovando qualche elemento della sinistra storica, per decenni rigettata. Voglio parlare invece di chi si è perso veramente, di chi attualmente non riconosce alcun diritto al popolo palestinese.

Questo è Israele oggi. Non è più tempo di lamentele da bambini viziati. Abbiamo il dovere morale di ammettere che il governo Netanyahu ha mostrificato l’immagine di Israele, e ha reso odiosi gli Israeliani agli occhi di una frazione impressionante di opinione pubblica mondiale. Il Mondo non è più antisemita, questo è semplificare. C’è ben altro. L’informazione è più veloce e le immagini di Gaza, le affermazioni dei soldati, i motivatori dell’esercito che inneggiano allo sterminio di tutti gli Arabi, il razzismo dei vertici Israeliani, i bambini sparati alla testa, i morti di fame assassinati a frotte mentre cercano cibo, le sevizie nelle carceri, l’opinione pubblica manipolata, non sono invenzioni antisemite. Tutto questo rappresenta l’orrore con cui il governo di Benjamin Netanyahu ha sepolto lo stato di Israele.

Genocidio o non genocidio, i fatti sono questi.

Se Emanuele Fiano fatica a riconoscere fatti documentati e si rifugia nel Pd che perde sé stesso, quello perso è lui. E non dobbiamo difenderci da false accuse di antisemitismo grazie a una definizione approssimativa il cui scopo non era certo entrare nel quadro giuridico degli stati.

Il Ddl sull’antisemitismo non cambierà che nei paesi più importanti del mondo l’immagine di Israele è compromessa in modo quasi irreversibile. Fiano deve chiedersi perché senza cercare scuse. In Italia il 75%, in Spagna e Svezia il 78%, nei Paesi Bassi il 76%, in Germania il 73%, nel Regno Unito il 69%, in Canada il 65% e persino negli Stati Uniti abbiamo dati mai visti prima: il 60%. degli americani ha una percezione negativa dello Stato di Israele. E questa percezione è ancora più alta nei giovani. Le prossime generazioni sono schierate, e non dalla parte di Israele.

Perché è successo? Perché il mondo non è più disposto ad accettare un’ asimmetria del diritto cominciata con la risoluzione 181.

Bene. Adesso qualcuno dirà che voglio mettere in dubbio il diritto all’esistenza dello stato di Israele. Falso. Sto semplicemente ricordando a tutti ciò che documentavano le relazioni UNSCOP (commissione delle Nazioni Unite per la Palestina ) nel 1947. Ciò che tutti sapevano e hanno comunque ignorato.

Su quelle relazioni si leggono parole inequivocabili : “il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese non è stato applicato”

Qualcuno opinerà: “E’ falso che il diritto non sia stato applicato, la partizione prevedeva due stati sovrani.” Vero con una condizione fondamentale: i popoli indigeni dovevano esprimere l’assenso che non fu mai espresso. Anche questo è documentato. Ma si andò avanti comunque col voto.

L’asimmetria non era limitata al diritto internazionale che fu letteralmente “ violato”. Era anche un’asimmetria territoriale: più territorio e più risorse agli ebrei per cui era prevista un emigrazione massiccia.

Ma la partizione creò un problema anche per gli stessi ebrei: prevedeva una cospicua minoranza araba all’interno del neonato stato. Tale minoranza, dato che in Palestina la popolazione era prevalentemente araba, costituiva circa la metà della popolazione. Un problema serissimo nel progetto dello Stato per gli ebrei. Si poneva ancora una volta un problema di diritto: se gli arabi avessero avuto identici diritti civili a quelli degli ebrei, avrebbero potuto operare scelte politiche avverse al progetto sionista.

Poi, come documentato, scoppio la guerra e le conseguenze furono disastrose.

Non si può dedurre che la Nakba, visto il problema demografico nello stato di Israele, fu pianificata. Ma tra i nuovi storici – Ilan Pappè – sostiene proprio questa tesi. Il risultato finale fu comunque che la quota di popolazione araba diminuì drasticamente proprio come anelato da alcuni sionisti dell’epoca. Personaggi come Joseph Weitz, mentre le ruspe spianavano villaggi di palestinesi cacciati via, annotavano nel diario: “ Nessun rimpianto, nessun odio, poiché questa è la via del mondo. Gli abitanti di queste case di fango non volevano che noi esistessimo qui”: Ecco, questa frase contiene la normalità che qualificava il sionismo politico che vinse rispetto al sionismo di Brith Shalom e altri che consideravano i palestinesi soggetto politico attivo.

Ma tutti questi furono semplicemente ignorati. Perciò prevalse l’orientamento secondo cui “ il destino dei palestinesi – la via del mondo- fosse che le loro terre diventassero ebraiche.

E’ ovvio che “ gli abitanti delle case di fango” non volessero Ebrei proprio là dove si spianò con indifferenza. Quei posti presi con la forza erano arabi. E non perché lo dico io, perché la sovranità non si trasferisce ai territori acquisiti con la forza della guerra. La CIG, ha dichiarato che Israele deve lasciare i territori occupati. Questione chiusa. Questa è la via del mondo nel rispetto della legge.

Concludo: Emanuele Fiano conosce sicuramente nei dettagli la storia di Israele che certo, ha diritto di esistere come tutti gli Stati del mondo. E qui siamo tutti d’accordo. Tuttavia non esiste diritto di eludere le proprie responsabilità, sperare che un video prodotto con l’intelligenza artificiale, in cui i capi di stato Onu sono rappresentati come pappagalli che ripetono “ Blame Israel” cancellerà la storia e aprirà le porte a un glorioso grande Israele. A questo Governo di Israele, spiace molto dirlo, sono aperte le porte del disprezzo mondiale. Ecco la via del Mondo.