Il dibattito sulla guerra è soffocato da retoriche inutili. L’unico fatto concreto rimane l’occupazione dell’Est ucraino

(Domenico Quirico – lastampa.it) – «Le cose che non sono» dispongono, purtroppo, di una formidabile, incoercibile potenza… sono le idee che non corrispondono ad alcun soggetto storico effettivo, le false verità, i miti sventolati da miseri pettegoli interessati a giustificare l’impotenza o a ricavarci lucro. Le guerre di oggi ne sono un sillabo. L’idea “due popoli due stati” in Palestina, per esempio. E una “pace giusta” tra Russia e Ucraina nel centro dell’Europa, in quello che un tempo si definiva “il cuore della terra”. Ma anche nel più occidentale occidente, per tener deste le masse, capi ed élites hanno sempre bisogno di un vecchio ingrediente: garantire il paradiso.
Dopo quattro anni di massacro, diventato un modo di vita orribile a cui si è fatta l’abitudine, il nome di “questa cosa che non è” attorno a cui si spegne e decade ogni possibilità perfino di tregua si chiama: Donbass. Alla fine la guerra è orribile ma semplice: un lembo di terra che gli uni hanno preso e gli altri vogliono indietro. Tutto qui. Come sempre.
«Ritiratevi dal Donbass e la pace sarà calzata come una mano in un guanto benfatto».
«Rinunciate voi al Donbass che ormai è nostro e tutto finirà!».
Intorno, inutili progetti e schemi che si rinviano a turno come un palla, ghiribizzando oziosamente, centellinandoli, sminuzzandoli. Alla fine irrompe la domanda: ma insomma che si fa del Donbass? E la pace resta una delle terribili cose che non sono. Una astrazione che estende il suo dominio al campo della politica e della diplomazia che, per loro stessa natura, dovrebbero esser trattate in termini concreti. Anche nell’ultima proposta da Zelensky si cerca invano una immagine concreta. Le astrazioni, cessate il fuoco ritirata reciproca disarmo… vengono somministrate come una droga. Le espressioni astratte aiutan a restare al comando, ad agitare le acque chiare del pensiero.
Il possesso russo di una parte del Donbass è, purtroppo, dopo quattro anni, un Fatto. L’unico persistentissimo Fatto. Il Donbass, tra Russia e Ucraina, si avvia a diventare una replica di ciò che furono Alsazia e Lorena nella interminabile ordalia franco tedesca. Tutto il resto in questi quattro anni si è rivelato un sistema di disfatte gastronomie verbali troncato sul nascere. La guerra “di rappresentanza” per creare o confermare significati immaginata da Putin, ovvero farsi scappellare come risorto Grande del mondo, è finita nei cassetti, per dimostrata impotenza; come l’antico prurito di imporre un vassallo obbediente nel Palazzo di Kiev. Ma anche la vittoria garantita da Zelensky ai suoi nei giorni della “controffensiva”, senza un intervento diretto occidentale e soprattutto americano, è sproporzionata alle possibilità ucraine. Anche una rivolta dei boiari a Mosca o addirittura una rivoluzione russa contro lo zaretto si sono rivelate un sogno. Ormai si è rassegnati a vedere anno dopo anno, Putin diventare un vecchio, canuto veterano del Male.
Così la guerra prosegue monotamente il suo cammino. Tra frustrazione e sconcerto. Si contano i droni e i missili reciproci, i civili ammazzati e le strutture demolite in uno show strategicamente impotente, un consumismo distruttivo che può durare anni ed anni. Dove è il senso della gloria in un condominio sbriciolato o una raffineria in fiamme? Sembra incredibile che la pace d’Europa, e il rischio di una Euroshima, ruoti attorno a queste pianure fertili di implacabili apparatcik staliniani e brezneviani, dove fino a poco tempo fa tra i fumi di acciaierie vetuste come il socialismo reale innumerevoli statue di Lenin indicavano imperiose la marcia verso ovest della immancabile Rivoluzione.
Eppure è così. Il confronto con l’Alsazia e la Lorena che innescarono le due grandi tragedie europee del novecento innesca somiglianze e suggestioni. Ricordate: i dipartimenti perduti dalla Francia nella disfatta del 1870 con la Prussia bismarkiana, l’année terrible di Victor Hugo, Sedan, l’assedio di Parigi? Fu allora che l’eroe repubblicano-giacobino della resistenza, Léon Gambetta, dopo la dolorosa ma necessaria cessione delle due province al Kaiser, coniò una esortazione alla “revanche”, la rivincita, che non ha perso la sua raffinata ambivalenza: non parliamone mai ma pensiamoci sempre. Una velata ammissione della sua consistenza illusoria? O piuttosto un appello perché i francesi non si smarrissero nella retorica ma lavorassero per capovolgere quella rinuncia con metodica e risoluta energia? Se il genio politico talora consiste nel sostenere posizioni ambigue abbastanza a lungo da annullare poi la sconfitta ebbene Gambetta è un maestro da imitare. Anche Zelensky come il tribuno francese è il simbolo del rifiuto di accettare il fatto compiuto dell’aggressione, ma solo per costruire con realismo la prima paziente mossa della revanche.
La parte del Donbass annesso dalla Russia, e la Crimea, non possono essere ripresi oggi con la forza o la diplomazia. Perché l’Europa è un alleato parolaio e impotente. E per due anni l’America sarà quella di Trump. L’Ucraina può solo svenarsi inutilmente. Meglio come fece la Terza Repubblica restare libera, cedere le due province e puntare sul tempo: pensarci sempre… Nel 1918 le truppe francesi tornarono con le bandiere spiegate in Alsazia e Lorena, l’onnipotente militarismo prussiano era in pezzi. E forse l’Ucraina dovrà attendere molto meno della Francia per riavere le province rubate…
Un articolo di Quirico che sono riuscito a leggere fino alla fine. Non male.
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“Anche nell’ultima proposta da Zelensky…”
Che sarebbe riprendersi tutti i territori conquistati in battaglia dalla Russia?
E DA QUANDO IN QUA funziona così?
Zele’, ma va’ affank, ché i tuoi sono tutti allungamenti del brodo della TUA permanenza al potere!
Un VERO statista avrebbe accettato da subito (2 mesi dopo) l’accordo di Istànbul, salvato terre e popolo da una guerra sanguinosa, ma lui doveva sconfiggere la Russia…e soprattutto non farsi “affettare” dagli ucronazi…
Un vero EROE del cz… (strimpellante)!
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Se Zelensky avesse accettato l’accordo di Istanbul, poi chi la denazificava l’Ucraina?
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Se non altro DOVEVANO SMETTERE DI BOMBARDARE il Donbass, dopo 8 anni!!!
Certo sarebbero rimasti nazisti comunque!
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Esatto: sarebbero rimasti nazisti comunque!
Pertanto, siccome secondo il Cremlino (e i suoi cantori) i nazisti all’uscio di casa vanno denazificati anche a costo di una guerra, è del tutto evidente come sarebbe stata necessaria una nuova guerra per denazificarli, e il giochino ricomincia (magari utilizzando i territori conquistati come testa di ponte).
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Ma per favore… 🤦🏻♀️
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Ma fammelo tu, il favore: sono quattro anni e mezzo che sostieni tutte le ragioni di Putin in questa guerra, tra le quali la necessità strategica per la Russia di denazificare i Paesi vicini ad ogni costo e adesso, dopo aver triturato gli zebedei per anni con la storia della denazificazione, quando non ti fa più comodo allora non serve più? Sei patetica.
Se Putin ha fatto una guerra per denazificare l’Ucraina, e l’Ucraina non è stata denazificata, è oltremodo evidente come serva una guerra per denazificare l’Ucraina, secondo quella stessa LOGICA con la quale sei solita riempirti la bocca.
E invece no: ora non serve più. Congratulazioni: hai appena dimostrato che “denazificare” equivale ad “esportare la democrazia”: una miserabile foglia di fico per tentare di giustificare porcherie indicibili ed ingiustificabili.
Balle per gonzi, in una parola: propaganda.
Ascolta uno stupido, e fatti un favore: fai come fai di solito quando sei a corto di argomenti (ovvero sempre, col sottoscritto). Metti il broncio e ficca la testa sotto la sabbia, inventandoti anche questa volta una scusa per evitare di leggere (ma chi ci crede?), che è meglio per tutti: tanto, per il nulla che hai da dire nel merito, difficilmente si noterà qualche differenza.
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Neanche ti leggo, tanto rovesci tutta la realtà.
Ca*a e NON SCRIVERMI.
Mai.
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Intanto ti ringrazio per aver confermato le mie parole col tuo atteggiamento profondamente immaturo, che ti rende di fatto inabile al confronto civile.
Guarda che qua non sei nessuno per darmi ordini: siamo in uno spazio libero di discussione, pertanto non ti spiacerà se mi riservo il diritto di scrivere a chi più mi pare e piace; se la cosa dovesse essere fonte di un qualche fastidio per te, non me ne importa proprio un fico secco.
Non ti sta bene? Nessuno ti obbliga a restare.
Quale sarebbe la realtà che io rovescio?
Quella che da quattro anni a questa parte hai sostenuto tutte le ragioni del macellaio denazificatore? Non hai nemmeno il coraggio delle tue idee: sei pa-te-ti-ca.
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X JD:
Dilla meglio: tu sei sempre in cerca di qualcuno che denazifichi il tuo ucro-ANO 😀
Ma con me non attacca! 😀 😀
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@ Mentecatto: comprendo il tuo disperato bisogno di attenzioni, ma: in ogni caso, questo qualcuno non sei tu: fattene una ragione.
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X JD:
A proposito,
cosa era l’OPERAZIONE SAFARI?
Ops.
Ancora non mi hai risposto, tu che stai lì a difendere la versione ufficiale (ucraina) dei fatti.
Intanto, un altro autobus civile russo colpito con 9 morti e 6 feriti.
Vai, vai anche tu a immolarti per il tuo amico Zelensky. Mica sono nazi, no?
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@ Mentecatto: guarda che non ho mai difeso nessuna “versione ufficiale (ucraina)”, ma ho fatto una cosa ben diversa: ho esposto dei fatti certi e verificabili che dimostrano in maniera inequivocabile come la ricostruzione proposta dalla Basile sia del tutto fasulla.
Sebbene non sia affatto tenuto a rispondere delle tue paturnie, te lo ripeto per la terza volta: l’operazione safari è il tuo modo per tentare di spostare il discorso dalle menzogne di Basile.
Ti ripeto anche, per l’ennesima volta, che il sottoscritto non ha amici fra gli assassini matricolati, a differenza tua.
Sei sordo, oltreché stupido?
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Gli stalker non capiscono il NO.
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Se non sei capace di confrontarti civilmente, evita di farlo.
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Continuano a tentare di farti rispondere con gli insulti, convinti di farti sentire in difetto.
Ahahah😆
Fankulo di vero ❤️
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Bonjour finesse!
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Quelli che hanno conosciuto in qualche modo e da vicino i conflitti possono addirittura assumere posizioni completamente opposte: comprensibile l’ orientamento pacifista o dialogante; oppure fanaticamente belligerante, nonostante gli orrori visti e documentati.
Tu appartieni ai secondi. Sei un sacerdote del male.
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Veramente a me sembra un articolo appartenente alla prima categoria. Solo che il suo “sentimento” è rivolto più all’Ucraina che alla Russia. Lo stesso vale per me.
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Nel finale DQ scrive che
“E forse l’Ucraina dovrà attendere molto meno della Francia per riavere le province rubate…“
Naturalmente DQ è un altro soggetto che preferisce ignorare tutto il pre 2022. Ma il punto riguarda le “riconquiste” territoriali, i tempi e i costi: la Francia riprese Alsazia e Lorena dopo quasi cinquant’anni, con un continente europeo coperto di morti e macerie. Ecco, il sacerdote DQ spera che la guerra di “liberazione” (secondo il suo punto di vista) stavolta scoppi entro una data accettabile, magari coincidente col riarmo €uropeo, diciamo 2030. E contro la Russia.
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Ma no… Tu sei un po’ mefistofelico. Q. non è un indovino, né uno sciamano. È solo un giornalista un po’ verboso (oggi meno però). Quel finale era solo un modo per rendere meno amara la pillola che propone all’Ucraina di ingoiare.
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Un discorso lunghissimo pieno di presupposti FALSI come un dollaro bucato. Ne esce la Russia come aggressore spietato che vuole rubare terre all’Ucraina manco fossero i Sionisti in pieno GENOCIDIO palestinese e accaparramento, con la crudeltà più efferata, di territori di Stati Sovrani confinanti o terre che non gli sono mai appartenute (se non come scritto in libri di MIGLIAIA di anni fa. Scritti da chi, poi?). Non si menziona la NATO e gli USA, con la complicità degli Inglesi e alcuni staterelli del Baltico che vorrebbero mettere missili nucleari al confine tra la Russia e l’Ucraina. Da lì nasce tutto ma chi scrive MENTE sapendo di mentire e se ne frega altamente della figura schifosa che fa perché i suoi Padroni pagano bene e lui tiene famiglia. Purtroppo la Propaganda funziona soprattutto a causa dell’analfabetismo funzionale della media degli italiani. E LORO lo sanno e ne approfittano…
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“Non si menziona la NATO e gli USA, con la complicità degli Inglesi e alcuni staterelli del Baltico che vorrebbero mettere missili nucleari al confine tra la Russia e l’Ucraina. Da lì nasce tutto…”
Ma falla finita, boccalone putiniano da quattro soldi. E comunque hai ragione: la Russia non è un “aggressore spietato” e non vuole RUBARE terre all’Ucraina. Sta facendo una scampagnata e poi le terre arraffate gliele ridà 🤣 Buffone.
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Probabilmente la storia della promessa fatta a Gorbaciov che la NATO non avrebbe allargato di un pollice la propria espansione dall’Europa verso i Paesi confinanti con la Russia tu non la conosci. Poi che dal 2014 Kiev bombardava regolarmente i russofoni del Dombass facendo 14mila morti e molti più feriti (con le armi e l’intelligence militare USA) è una notizia di quelle che sfuggono anche ai più attenti osservatori come te che non sei un buffone ma sai scegliere le informazioni giuste piuttosto che le falsità propagandistiche. Fermo restando che Putin non me lo cago affatto perché è un dittatore feroce come gli altri della sua razza (ex capo supremo del KGB, figurarsi…) etichettare le persone per avere ragione a prescindere (sei filo-putiniano quindi hai torto!) corrobora la mia affermazione riguardo l’analfabetismo funzionale dei soggetti buffoni come me contro gli smagati come te che capiscono tutto. Buon per te.
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Ma guarda un po’ se sotto un articolo che parla di dialogo e di farla finita con le bombe arriva il commento dello pseudo pacifista che ancora frigna ripetendo a pappagallo le due, tre cose imboccate dai filo putiniani nostrani per giustificare un atto ingiustificabile. Telemacon, figlio di Ulisse! Ripara l’orologio e vai avanti.
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Per curiosità, Telemacom: anche questi 298 fanno parte dei “14mila morti fatti con le armi e l’intelligence militare USA”?
https://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Malaysia_Airlines_17
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A proposito, quando è che porti le tue terga a difendere il Don Bass?
Sono anni che ti rifiuti, come un Achille qualsiasi.
Proprio un fankazzista NATOfilo 😀
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Perchè non vi incontrate al bar per buttare lì due cazzate e passare la serata? Oppure questo sito è diventato il “vostro” bar dove Ve la cantate e Ve la suonate? Comunque argomentazioni serie nisba e frasi fatte a profusione chiariscono che questa è casa vostra e voi vivete godendo dei pompini a vicenda. Vi cedo l’ultima parola (mi divertirò da matti) certo che coglierete fior da fiore qualche becero slogan raccattato dalla pattumiera di Oxford o Cambridge. Vi saluto cordialmente e dichiaro aperta la gara…
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Vado un po’ a memoria, anche se qualche link che potrebbe dimostrare ciò che sto per dire, lo si trova facilmente sul web.
La “denazificazione” dell’Ucraina è stato un argomento che Putin e i vertici russi hanno usato prima della guerra ( per loro “operazione speciale”) e nei primissimi giorni, meno di 2 mesi, del conflitto.
Poi è sparito dai radar di chi conta in Russia. Non che non considerassero il Governo Ucraino sotto ricatto dei neonazisti banderisti o esso stesso simil-nazista. Ma era fallito il progetto. Che aveva valenza se arrivando coi carri armati fino a Kiev ( primo mese di guerra) fossero riusciti a far cadere il Governo, mobilitare le opposizioni ucraine, quelle filorusse ( poi tutte eliminate dal regime ucraino in guerra), e apparecchiare un nuovo Potere che facesse fuori quello che utilizzava in posizioni nemmeno tanto defilate i banderisti doc. Su questo obiettivo Putin ha perso. E lo sa da 4 anni.
Quindi nessuna denazificazione motiva il conflitto, dal punto di vista russo. C’è ben altro. Ed è un motivo chiaramente strategico, in ottica geopolitica. La Russia non può permettersi un NEMICO così militarmente potente ( già prima del febbraio 2022 l’Ucraina era tra i più potenti eserciti del mondo, mi sembra dodicesimo in una vecchia analisi) ai confini, in un’area che porta allo sbocco sul Mar Nero, un’area dove ci sono russofili e russofoni in quantità rilevante che dal 2014 sono vessati (se non bombardati) dai poteri ucraini. Un’area la cui importanza geostrategica per i Russi è nota all’Occidente per lo meno da metà anni ’90.
La Grande Scacchiera di Brzezinski DEL 1997 lo spiega benissimo.
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Bravissimo: da quattro anni a questa parte nessuna denazificazione motiva il conflitto: adesso prova a spiegarlo anche a Miss Coerenza Sarda e tutta l’allegra compagnia degli infosanniti alla vodka (te compreso?), che da quattro anni continua a sostenere senza pudore questa e le altre scuse addotte da Putin per giustificare un’invasione tanto vergognosa quanto ingiustificabile.
Se la cosiddetta denazificazione nelle intenzioni di Putin (sulle quali ho le mie riserve) fosse stata in realtà, come tu di fatto sostieni, un vero e proprio colpo di stato, questo non fa che rendere ancor più evidente tutta la retorica della propaganda, e ancor più ignobile chi (te compreso, qua senza punto di domanda) per quattro anni e mezzo ha sostenuto ed ancora sostiene le ragioni di quello che, fondamentalmente, hai appena descritto come un golpista armato.
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Invece Maidan del 2014 e la rivoluzione arancione di circa 10 anni prima, non erano colpi di stato, era la democrazia all’opera.
Come se in Albania buttassero giù Rama perché vuole il resort dell’askhenazita genero di Trump.
Però lì stranamente non riescono a rovesciare il governo dello scimmione con la testa a scaldabagno amico di GiGioggia e The Donald.
Come è buffa ‘sta democrazia.
Quando fa comodo, c’é e deve apparire perché il popolo lo vuole, quando non fa comodo non appare manco a zampate nel sedere.
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